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Vieste. Nessuna ambulanza disponibile: 78enne muore tra le braccia della figlia che la stava portando in ospedale

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Vieste: sei mesi dopo la Procura di Foggia apre un fascicolo e indaga la donna per concorso in omicidio colposo

Vieste

Vieste. Nessuna ambulanza disponibile: 78enne muore tra le braccia della figlia che la stava portando in ospedale

Vieste: sei mesi dopo la Procura di Foggia apre un fascicolo e indaga la donna per concorso in omicidio colposo

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Vieste. Nessuna ambulanza disponibile: 78enne muore tra le braccia della figlia che la stava portando in ospedale

Vieste: sei mesi dopo la Procura di Foggia apre un fascicolo e indaga la donna per concorso in omicidio colposo

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Vieste (Foggia). Maria Teresa Ciuffreda lo scorso 31 agosto, dopo aver atteso per più di un’ora l’arrivo di un’ambulanza, ha deciso di portare la madre in ospedale. Aveva i battiti a 40 e necessitava di assistenza medica. Purtroppo, la donna di 78 anni è morta durante il tragitto, tra le braccia della figlia. Sei mesi fa questa vicenda aveva destato scalpore in tutto il Paese. Ora la decisione della Procura di Foggia di indagare Maria Teresa Ciuffreda per concorso in omicidio colposo ha riportato sulle pagine nazionali questo tragico episodio.

Il pm Matteo Stella ha disposto la riesumazione della salma per chiarire le cause del decesso. Nel fascicolo, oltre al nome della figlia, compaiono anche quelli di tre sanitari dell’ospedale di Vieste. Il conferimento dell’incarico per l’esame autoptico, che verrà eseguito presso il Policlinico di Foggia, è stato fissato per il 17 marzo. Questo esame servirà a stabilire se la morte dell’anziana signora sia riconducibile al tragitto in auto oppure a una possibile negligenza da parte del personale sanitario. Ad oggi sono in tutto undici le parti offese nel procedimento sulla morte di Antonia, tra cui il marito, il figlio, i fratelli e la sorella della donna.

“La cosa clamorosa è che la figlia Maria Teresa Ciuffreda risulta anche lei indagata per concorso in omicidio colposo – ha dichiarato il legale difensore, l’avvocato del foro di Foggia Michele Sodrio –.  Non mi sorprende che la mia cliente sia indagata per la morte della madre, anche se siamo ad un tragico paradosso. I sanitari coinvolti stanno cercando di scaricare sulla Ciuffreda delle responsabilità che non possono e non devono essere sue. Intanto nomineremo un nostro medico legale, per seguire gli accertamenti della Procura, poi vedremo cosa emerge e prenderemo le nostre iniziative. Ma non permetterò che un possibile caso di grave negligenza sanitaria, sia pure tutto da accertare, sia scaricato addirittura sulla figlia della paziente deceduta”.

Secondo le testimonianze della famiglia, tutto sarebbe accaduto nell’arco di poche ore. Quella notte Maria Teresa Ciuffreda si accorge che Antonia Notarangelo non si sente bene. Chiama il numero di emergenza, ma le viene detto che non c’è alcuna ambulanza disponibile. In realtà un mezzo c’era, ma proveniva da Peschici e avrebbe impiegato circa 30 minuti solo per arrivare. La figlia, preoccupata per le condizioni della madre, insiste e, su indicazione dei sanitari, accompagna la 78enne al punto di primo intervento di Vieste.

Qui però non c’è alcun medico in grado di visitarla e, stando al racconto dei familiari, nessuno riesce a riconoscere e gestire le sue condizioni di salute. Invece, il personale avrebbe consigliato di tornare a casa e ripresentarsi il giorno dopo qualora le condizioni della donna fossero peggiorate. Nel frattempo passa circa un’ora e la situazione si aggrava. La signora ha i battiti a 40 e la figlia prende la decisione di recarsi presso la struttura più vicina: l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Ma si tratta di una distanza considerevole.

Il percorso di circa 75 chilometri da Vieste a San Giovanni Rotondo attraversa l’intero Gargano e richiede circa un’ora e venti minuti di viaggio in auto. Maria Teresa Ciuffreda attende invano un’ambulanza per il trasporto. Poiché la situazione non viene ritenuta un’urgenza, nessun mezzo è disponibile per la traversata. Così, la donna carica la madre in auto e decide di mettersi alla guida. Dopo appena venti minuti di strada arriva il tragico epilogo. “Venti minuti dopo mi richiamò in lacrime mia sorella. Mamma, disse, non respira più. È morta lungo una strada, in mezzo al nulla” si legge nella lettera di denuncia del figlio.

Di Angelo Annese

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