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title: Viltà e coraggio di vecchi e nuovi italiani
description: Le violenze accadute nella notte di Capodanno a Milano dimostrano che la violenza non ha né colore né nazionalità.
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date: 2022-01-16
modified: 2022-01-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/vilta-e-coraggio-di-vecchi-e-nuovi-italiani/
categories: [Cronaca, Evidenza]
tags: [cronaca]
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# Viltà e coraggio di vecchi e nuovi italiani

![Viltà e coraggio di vecchi e nuovi italiani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-2-5.png)

Le violenze accadute nella notte di Capodanno a Milano ci mostrano due facce dell'immigrazione di seconda generazione: chi vive una realtà senza di regole e chi ha avuto il coraggio di difendere dimostrando che la violenza non ha né colore né nazionalità.

Dici immigrati di seconda generazione e ti sembra di racchiudere così un universo fatto invece di enormi diversità. **Figli di immigrati sono i due ragazzi fermati per le violenze a Capodanno in piazza Duomo a Milano**. Così come quelli che la polizia ha perquisito per gli stessi fatti. Vivono nelle periferie delle grandi città, a scuola spesso non ci vanno e non si sentono italiani nonostante siano nati nel nostro Paese. Sono i volti dei video di tanti *rapper*, sono i componenti di quelle che vengono definite *baby gang*. **La loro è una realtà complessa dove di regole ce ne sono ben poche**, tranne quella di difendersi l’un l’altro. Di fare muro di fronte a una società in cui non si riconoscono e non hanno alcuna intenzione di integrarsi.

**Sono ragazzi che andrebbero presi per mano perché hanno tutto il futuro davanti**. Ma è difficile farlo, e non a caso spesso ci riescono solo preti e volontari che dedicano le loro giornate a cercare di penetrare la cortina di diffidenza che rende questi giovani ancora più distanti dai loro coetanei. Già riuscire a farli studiare sarebbe un passo avanti, perché la scuola li porterebbe a misurarsi con una realtà che non è detto sia poi così ostile.

 

Ma scrivevamo che **non si può racchiudere questa gioventù in un’unica espressione.** Sempre i fatti terribili di Milano lo dimostrano. Perché chi quelle violenze ha filmato, **chi ha avuto il coraggio di metterci la faccia per raccontare quei terribili minuti, è anche lei una “immigrata di seconda generazione”**. Non proviene dal Nordafrica come i ragazzi fermati, la sua famiglia viene dall’Albania. Geografia a parte, è però praticamente coetanea dei giovani accusati di violenza. E anche delle vittime.

Ha fatto quello che pochissimi, non solo adolescenti, avrebbero fatto. Prima** è intervenuta, per cercare di fermare il branco. Una ragazza, da sola, in mezzo a una trentina di ragazzi.** A rischio anche della sua, di incolumità. E poi ha scelto di mostrarsi, a volto scoperto, per testimoniare quello a cui ha assistito. È l’unica finora ad averlo fatto. Eppure c’è da scommettere che in piazza Duomo a Capodanno di persone ce ne fossero parecchie. Lo ha fatto perché, dice, «è quello che vorrei facessero se capitasse a me». **Lo ha fatto anche per ribadire che non importa di che nazionalità fossero i ragazzi di quel branco.**

**La violenza non ha colore né nazionalità.** È la dimostrazione che un’altra “seconda generazione” esiste. E riguarda anche tutte quelle ragazze musulmane che della libertà nel vestire hanno fatto una bandiera e che abbiamo il dovere di difendere. Una generazione che è una speranza per il futuro di tutti noi, **in un mondo dove l’integrazione è sempre più necessaria**. Va punito chi delinque, come va fatto qualcosa per cercare di evitare che tanti si perdano, che vadano a ingrossare le fila della micro criminalità.

Ma va ricordato anche che c’è chi arriva da Paesi lontani ma italiano si sente eccome e le regole le rispetta. E seppur giovanissimo può essere di esempio anche a parecchi italiani.

*di Annalisa Grandi*
