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title: Eclisse nucleare
description: "L'energia nucleare è energia pulita e più sicura di molte altre. Questo è un tema che viene spesso riproposto e cui si continua a discutere."
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date: 2021-09-03
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/eclisse-nucleare/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
tags: [Italia]
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# Eclisse nucleare

![Eclisse nucleare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Eclisse-nucleare.png)

L'energia nucleare è energia pulita e più sicura di molte altre. Alcuni di noi l'avevano già compreso da tempo. Questo è un tema che viene spesso riproposto e su cui ancora si continua a discutere.

Dietro l’eclisse nucleare c’è l’eclisse della ragione.

Che a riproporre il tema sia un **ministro** che guida un dicastero prolissamente intitolato alla “**Transizione ecologica**” la dice lunga, anche delle inconsapevoli eredità e dei guasti non riparabili, dei **danni prodotti dalla demagogia politica**. Che no, non è nata ieri.

Prima delle stelle nel cielo brillava il sole che ride e che ancora se la ride alle spalle di quelli che standole a guardare, le stelle, manco sanno che le si sognava a carbone. **L’Italia era un Paese all’avanguardia**, nello sfruttamento civile e pacifico dell’energia nucleare. La si era messa al servizio della produzione e della crescita, senza alcuna ambizione, anzi con incancellabile repulsione dall’uso aggressivo. Ne traevamo vantaggio tecnologico e **ne avremmo tratto grandi convenienze economiche**.

**Ma si decise di affondare tutto**. I soldi li misero anche i petrolieri, i pregiudizi li mise l’inesauribile fonte dell’ignoranza, la manovalanza la fornì un verdismo del sole che rideva a spese altrui, la copertura politica la diede il Partito socialista, con particolare impegno del suo **vice segretario Claudio Martelli**. Così si conciliarono interessi lobbistici, desiderio esterno di tenere l’Italia fuori da quella corsa, propagandismo spicciolo e ambizione di fare di quello socialista un polo di attrazione à la page e senza la cui copertura nessuno avrebbe potuto far nulla.

In questa broda nacque il **referendum del 1987**. Che il **nucleare** fosse energia la cui produzione avrebbe **rispettato l’ambiente** **non l’ha scoperto il ministro Cingolani**. S’era giovinastri, in quel 1987, quando, con **Edgardo Gulotta**, scrivemmo “Il seme e l’atomo”. A dire: vanno bene assieme. Figurarsi. Anche allora **ci dissero venduti ai potenti**, e, per averne conferma, vi basterà cercare e non trovare il libro, visto che è fallita pure la nostra minuscola casa editrice. Che ridere. Ancora adesso basta parlarne e subito ti arrivano gli (a)social strali: e dove la metti Fukushima? Se è per questo c’è anche Chernobyl. Due disastri che dimostrano quanto sia **sicura l’energia nucleare**. Due colpe umane che si ricordano a memoria proprio perché isolate.

Mettete a paragone l’energia prodotta con le diverse fonti e i danni, incidenti e morti procurate. Prego. Scoprirete l’ovvio: **il nucleare è più sicuro**. O meno insicuro, se preferite. Noi italiani, del resto, dopo averlo ripudiato ancora lo usiamo, comperandone dalla Francia. Avete notizie di disastri, a parte il pagare ad altri quel che sapevamo fare da soli? E le scorie, che dici delle scorie? Sporcano meno dei gas emessi nell’atmosfera bruciando combustibili fossili, al punto che oggi si è disposti a pagare carissimo il rinculo.

Non c’è energia che non modifichi, o sporchi, se preferite, l’ambiente e, a parità di prodotto, la grigliata in riva al mare inquina più del nucleare. Ma **non è questo il punto**. Volevo dire una cosa diversa: **il ministro Cingolani se la prende con gli ecologisti ‘radical chic’**. Non so cosa ci sia di magico in questa definizione, che si appiccica a chiunque non si metta le dita nel naso in pubblico o rutti di soddisfazione, ma a me fanno paura i radicalmente sciocchi, quelli che ridono della barzelletta dopo averci pensato per ore e avere provato a capirla.

**Le battaglie si fanno quando lo scontro è imminente, non quando è passato**. L’Italia si è evirata sul nucleare, eclissando la ragione e la convenienza. Oggi il tema non sono tanto le fonti, quanto **le tecnologie** e scoprire di poterne comprare di nuove all’estero è da fessi transitoriamente ecologici.

**Concentriamoci dove si possa guidare l’innovazione**. Sappiamo farlo in molti settori. Riesumare l’ecologismo del sole ebete serve solo a ricordare quanto gli somigliammo, coerentemente poi osannando o irridendo Greta e i suoi fardelli.

 

di *Davide Giacalone*
