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title: Aiutarsi
description: Putin chiude il gas scommettendo nel nostro cedimento prima del suo crollo. Se lo scordi. Occorre aiutarsi e concentrare le energie.
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date: 2022-09-05
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [Evidenza, guerra, russia, UE]
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# Aiutarsi

![Aiutarsi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-9-13.png)

Putin chiude il gas scommettendo nel nostro cedimento prima del suo crollo. Se lo scordi. Occorre aiutarsi e concentrare gli sforzi là dove il rischio è maggiore.

Q**uesta settimana il Consiglio dei ministri tornerà a predisporre misure che limitino gli effetti negativi del rialzo del prezzo del gas.** Intitolare questi provvedimenti al concetto di “aiuto” è un errore che corrompe la comprensione, come se ci fosse qualcuno o qualche entità che possa decidere se aiutare o meno chi ne ha bisogno. **Ammesso che i decreti debbano avere un nome, “aiutarsi” sarebbe più adeguato: qualsiasi scelta si compia si spera sia efficace ma è certo che avrà un costo, sicché si deve sapere quale e a carico di chi. Altrimenti siamo al linguaggio gassoso, per di più assai rarefatto.**

**Dall’inizio del rialzo del prezzo delle materie prime energetiche – che data dalla seconda metà dell’anno scorso, quindi prima della guerra – sono già stati impegnati 30 miliardi di euro, per mitigarne gli effetti.** Le accise sui carburanti sono ancora sospese. Non lo si ricorda non solo (anche) per faziosità demagogica ma perché qualsiasi cifra intestata ad “aiuto” sarà sempre insufficiente, mentre i costi di “aiutarsi” indurrebbero maggiore attenzione.

**La campagna elettorale non è l’occasione migliore per la sobrietà verbale, talché circolano due concetti che sarebbe prudente cancellare subito: scostamento e sanzioni.** Sul primo ci siamo già soffermati, aggiungiamo che il Btp ha messo la testa sopra il tetto del 4% e che i tassi d’interesse cresceranno, in ragione dell’inflazione. Pensare che indebitarsi ulteriormente, essendolo oltre al collo, sia una soluzione vuol dire confonderla con la dissoluzione. **I soldi si trovino nel bilancio esistente, nel maggior gettito fiscale indotto dall’aumento dei prezzi, nella ardita e necessaria tassazione dei profitti impropri indotti dal prezzo del gas.** Chi aggira il problema proponendo lo scostamento come *extrema ratio*, abbia la compiacenza di chiarire cosa intende per *extrema*, salutando la *ratio*.

Supporre di mettere in discussione le sanzioni è fuori discussione. Ipotesi zero. A parte il disonore e la viltà di barattare la vita altrui per un vantaggio economico, che lo si faccia come Occidente è impossibile, mentre che lo si faccia come Italia significherebbe tagliarsi fuori dai più ricchi mercati delle nostre esportazioni. Un suicidio sulla pubblica piazza. A parte il risvolto morale. Le sanzioni colpiscono la Russia, in recessione profonda, e la piegheranno. **Putin può decidere di chiudere il gas, ma solo scommettendo che il nostro cedimento arrivi prima del suo crollo. Se lo scordi.**

**The European House-Ambrosetti osserva che la mancanza di una politica estera comune ha prodotto occasioni commerciali perse, per l’intera Unione europea, in dieci anni, pari a 914 miliardi di euro.** Senza Ue le opportunità perse sarebbero maggiori, ovviamente. Non saprei sulla quantificazione, ma il concetto è giusto: potenza politica e militare accompagnano e seguono quella commerciale. Ripassino il concetto quelli che pensano di fare un buon affare portando l’Italia al fianco dell’Ungheria. Venir meno alle sanzioni ci danneggerebbe irreversibilmente.

**Dice Carlo Bonomi che se la Russia dovesse chiudere il gas un quinto del nostro sistema produttivo (il 20%) sarebbe compromesso. Non ne dubitiamo.** E anche senza arrivare all’ipotesi chiusura, già così il danno è consistente. **Ma è quello il punto, per “aiutarsi”: concentrare gli sforzi dove il rischio è maggiore, per le aziende di andare fuori mercato e per le famiglie di andare in bancarotta.** Gli strumenti analitici per distinguere ci sono ma si deve avere onestà e coraggio di scegliere. Fare politica significa scegliere. Vivere significa scegliere. Promettere o reclamare tutto per tutti significa prendere per scemi gli altri, agevolati dal concetto di “aiuto” al posto di “aiutarsi”.

Qualsiasi cosa decida il governo la settimana prossima, nessuno dirà che è troppo, pochi osserveranno che è giusto, i più lamenteranno che è poco. Peccato che questo genere d’approccio, improntato alla geremiade altolocata, sia il niente.

Di *Davide Giacalone*
