---
title: "Apple all&#8217;uscio della banca"
description: "L’attenzione al business bancario da parte dei colossi del web è nota, ma l'ultima novità di Apple ha fatto e farà parlare molto"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-313.jpg
date: 2023-04-21
author: Alida Carcano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/apple/
categories: [Economia]
tags: [economia, esteri, Evidenza]
---

# Apple all&#8217;uscio della banca

![Apple](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-313.jpg)

L’attenzione al *business* bancario da parte dei colossi del *web* è nota, ma l'ultima novità di Apple ha fatto e farà parlare molto

**L’ultima novità di Apple ha fatto il giro del mondo in pochi *clic***. **Apple Savings** – servizio offerto dalla società californiana disponibile direttamente nell’*app* Wallet – **garantirà un rendimento annuale del 4,15%, senza commissioni e saldo minimo** (ma con un saldo massimo di 250mila dollari). Si tratta di uno strumento, per ora disponibile soltanto negli Stati Uniti,** simile a un conto corrente ma pensato più per il risparmio del denaro che non per un uso quotidiano**. Da notare comunque che negli Usa un titolo di Stato (il cosiddetto *treasury*) a un anno rende il 5%.

**L’attenzione al *business* bancario da parte dei colossi del *web* è nota da tempo** **e non solo negli Stati Uniti**. Famoso il caso di Alibaba che, in procinto di quotare Ant Group (colosso tra i principali *player* dei pagamenti digitali), **fu costretta dal governo cinese a fare dieci passi indietro**, ridimensionando in poche settimane le mire ambiziose di Jack Ma. La notizia è quindi risultata più sorprendente agli occhi dei non addetti ai lavori. Chi si occupa di banca dovrebbe infatti** essere ben consapevole che nel campo da gioco non ci si confronta più soltanto tra simili**, ma che i potenziali concorrenti vanno cercati al di fuori degli sportelli bancari.

Il prodotto arriva in un momento particolarmente difficile per il settore bancario e per quello del risparmio gestito, rendendo la notizia ancora più dirompente. Tuttavia, **sarebbe sin troppo facile affermare che** – alla luce di questi eventi e dell’ampia disponibilità di applicazioni *fintech* – **il percorso sia ormai tracciato e risulti evidente il desiderio di Apple (e altri simili) di trasformarsi in banche**.

**Le *big tech* scenderanno realmente in campo per presidiare questo mercato**? Difficile dare una risposta, ma con il livello odierno di adempimenti di *compliance* e regolamentari** è piu probabile una logica di collaborazione con pochi grandi *plazer* tradizionali**. Di fatto è quello che è successo nel caso di Apple, che intelligentemente **ha sfruttato la fiducia degli utenti nel suo marchio e l’offerta di ottime condizioni di mercato per aumentare il numero di servizi dedicati ai suoi utenti**. Questo è stato possibile grazie a una collaborazione con Goldman Sachs, nome blasonato della finanza tradizionale.

**Un altro caso simile è quello di Amazon**, che nel lontano 2007 si è aperta al mondo finanziario con il lancio di **Amazon Pay**. **Da allora molti altri hanno seguito questo percorso, ma sempre in una logica di soddisfazione di esigenze nei confronti dei consumatori** (soprattutto nativi digitali), mai per un reale interesse ad aggredire e inglobare un intero settore. Infatti, i consumatori si dicono più attratti da una nuova offerta di servizi finanziari** lanciata da un grande attore digitale piuttosto che da una grande banca**. Questo ha spinto i colossi del digitale a mettere piede nel mondo della finanza. Naturalmente, c’è anche una logica finanziaria (poter intercettare margini importanti) e di profilazione della clientela (entrare in possesso di dati e informazioni finanziarie).

**Nonostante questi aspetti lascino pensare a un epilogo già scritto**, la partita è ancora aperta. Gli istituti di credito hanno dei punti di forza particolarmente rilevanti, quali le competenze specialistiche necessarie a operare in un settore altamente regolamentato.** Le grandi banche possono ancora ritenersi in vantaggio, soprattutto se sapranno evolvere digitalmente**. **Purtroppo lo stesso non si può dire delle realtà più piccole**, effettivamente minacciate da quanto sta accadendo in quanto non hanno un *brand* forte e in molti casi non hanno le possibilità di investire nel digitale, **fattori che le rendono molto vulnerabili al cambiamento.**

di *Alida Carcano*
