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title: "Auricchio: &#8220;Se noi italiani non uniamo le forze, finiremo per esser comprati. Bene fanno i francesi&#8221;"
description: "Intervista ad Antonio Auricchio, presidente dell'omonima azienda casearia, alla guida del Consorzio di tutela gorgonzola e di Afidop"
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date: 2023-05-19
modified: 2024-05-22
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/auricchio/
categories: [Economia, "Imprese d'Italia"]
tags: [Evidenza, il personaggio, intervista, Italia]
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# Auricchio: &#8220;Se noi italiani non uniamo le forze, finiremo per esser comprati. Bene fanno i francesi&#8221;

![Auricchio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-355-2.jpg)

Antonio Auricchio, presidente dell'omonima azienda casearia, del Consorzio di tutela del gorgonzola e di Afidop: "A fermarci è l'invidia. Unire le forze contro il nanismo industriale"

«**Dico sempre che noi italiani non facciamo formaggi ma gioiell**i». **Antonio Auricchio, presidente dell’omonima azienda casearia,** alla guida del Consorzio di tutela del gorgonzola e dal 2021 anche di Afidop (l’associazione che riunisce i formaggi italiani Dop e Igp), **è l’incubo di ogni addetto stampa perché quel che pensa dice**. È un imprenditore d’altri tempi, **di quelli che vanno ancora per stalle e che alla villa lussuosa ha preferito l’appartamento che fu del nonno**, appena sopra l’azienda nel Cremonese dove Auricchio ha la sede principale.

**Il suo gruppo è presente in oltre 60 Paesi nel mondo e soltanto in Italia conta 9 stabilimenti**. Una favola **cominciata a fine Ottocento a San Giuseppe Vesuviano** (alle pendici del Vesuvio), dove grazie al **“segreto di Don Gennaro” è nata la prima fetta di quel provolone che ancora oggi viene fatto a mano**. Le macchine svolgono un lavoro che l’uomo non farebbe con altrettanta perfezione e velocità, **ma quando c’è da massaggiare l’impasto il signor Auricchio non scende a compromessi: vuole soltanto le mani esperte dei suoi «maestri casari»**, come li chiama lui.

A fine febbraio è stata pubblicata la classifica dei 50 migliori formaggi al mondo: **8 delle prime 10 posizioni appartengono all’Italia e per trovare il primo formaggio francese bisogna scendere al tredicesimo posto**. Eppure dai cugini d’Oltralpe** abbiamo ancora tanto da imparare**: «Per esempio sono bravissimi nel *packaging *ma ancora di più lo sono nel fare squadra» spiega Auricchio. «**Noi italiani dobbiamo smettere di guardare solo il nostro orticello** e capire che se non uniamo le forze finiremo sempre con l’essere comprati. **Cosa sono i miei 400 milioni di fatturato rispetto ai quasi 30 miliardi di Lactalis? Nulla!**». **Nel tempo il gruppo francese ha rilevato diversi marchi italiani come Galbani, Parmalat, Ambrosi e Nuova Castell**i, diventando *leader* incontrastato del caseario **Made in Italy**. «Di recente in Francia è accaduto che le vendite di mozzarella italiana abbiano superato quelle del camembert, una piccola rivincita» continua l’imprenditore. «**Noi italiani siamo bravi, ma a fermarci è l’invidia.** **Qual è il senso di avere tre piccoli caseifici in un paesino di montagna? Questa mentalità andava bene agli inizi dell’Ottocento**». Il nanismo industriale resta un problema trasversale che si può superare soltanto cambiando la mentalità di alcuni imprenditori. E anche delle banche, «**perché se Lactalis è diventata quella che è oggi, il merito è anche di Crédit Agricole che ha creduto nel progetto**».

**Italia e Francia, eterne rivali, si spartiscono un importante numero di formaggi tutelati dall’Unione europea** (Dop/Igp) laddove però l’Italia ha il triste primato di essere **il Paese più copiato (male) nel mondo.** «Sono arrabbiatissimo» sbotta Auricchio. «**Ho infatti scoperto che nel Continente americano hanno brevettato il CG, che pur non contenendo esplicitamente la parola gorgonzola è l’acronimo di Consorzio Gorgonzola**. Significa che qualsiasi caseificio negli Usa come in Brasile può produrre questo formaggio senza che si possa dire nulla solo **perché nessuno si era premurato di registrare il marchio**». Questo della tutela è infatti un labirinto fatto di regole sbiadite, dove per aggirare la norma basta scrivere “Gran” al posto di “Grana”.

**C’è poi la questione del Nutriscore**, l’ormai tristemente noto semaforo da apporre sugli alimenti più grassi e di cui si sta discutendo da anni. «**In questa battaglia siamo compatti con i francesi.** **Quella del semaforo è una scelta genialmente cattiva perché uno, quando vede il rosso, che fa?** **È pronto a bloccarsi**». La sua è una partita strettamente legata al territorio «**perché, se salvi la fontina, salvi anche la Valle d’Aosta**» spiega il presidente di Afidop.«**Ciò che conta è essere chiari**». E questa della chiarezza è un’altra delle battaglie che Auricchio porta avanti con la collaborazione delle forze dell’ordine, soprattutto nei ristoranti: «**Se uno nel menù mi scrive che la mozzarella sulla pizza è di bufala quando invece non lo è, bisogna fargli un fondoschiena così!**». Lo abbiamo scritto, Auricchio quel che pensa dice.

di *Ilaria Cuzzolin*
