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title: "Azzerarsi, l&#8217;Italia e i dati relativi alla (mancata) crescita"
description: Italia, i dati relativi alla (mancata) crescita sono preoccupanti ma preoccupa di più l’indifferenza con cui sono stati accolti
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date: 2025-11-03
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/azzerarsi-l-italia-e-i-dati-relativi-alla-mancata-crescita/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia, politica]
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# Azzerarsi, l&#8217;Italia e i dati relativi alla (mancata) crescita

![Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/Italia-1024x639.jpg)

Italia, i dati relativi alla (mancata) crescita sono preoccupanti ma preoccupa di più l’indifferenza con cui sono stati accolti e la fuorviante consolazione dell’essere come la Germania

**Italia, i dati relativi alla (mancata) crescita sono preoccupanti, ma preoccupa di più l’indifferenza con cui sono stati accolti e la fuorviante consolazione dell’essere come la Germania.** Il [Pil](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/il-pil-italiano-e-la-revisione-effettuata-dallistat/) azzerato non è una bella cosa, ma l’azzerarsi della capacità di guardare la realtà allontana dalla capacità di ridarsi la carica.

## L'Italia e la (mancata) crescita economica. La decelerazione è nei numeri

**La decelerazione è nei numeri: siamo cresciuti dello 0,3% nel primo trimestre di quest’anno; dello 0,1% nel secondo e siamo a 0 tondo nel terzo.** A causa delle condizioni internazionali? Nel terzo trimestre l’Eurozona è cresciuta dello 0,2%; la Francia dello 0,5% grazie alle esportazioni; la Spagna dello 0,6%. Viviamo tutti nello stesso mondo e con lo stesso euro. Dall’inizio dell’anno scorso l’Eurozona è cresciuta più del triplo rispetto a noi e la Francia più del doppio. La Grecia è cresciuta 5 volte noi (con tanti saluti a quelli che la volevano annientata dalla Troika), la Spagna ha fatto 8 volte meglio di noi.

**La Germania è azzerata e con i teutonici condividiamo parti importanti del nostro sistema produttivo e un modello in cui pesano molto il manifatturiero e le esportazioni, così come condividiamo una dipendenza eccessiva da fonti energetiche esterne.** Non c’è dubbio che i problemi tedeschi si sono riflessi sulla nostra condizione (con tanti saluti a quelli che ritenevano la crescita della Germania una specie di furto ai nostri danni), ma è un errore accostare troppo le due situazioni, specie dopo avere strillazzato per un anno che crescevamo più della media europea (prima prima, però).

## L'Italia e i dati relativi alla (mancata) crescita

**Teniamo bene a mente che noi viaggiamo verso la fine di un ciclo di investimenti pubblici, sostenuti dai fondi europei (il combinarsi di** [NgEu](https://next-generation-eu.europa.eu/index_en) **e Pnrr), mentre i tedeschi si trovano al suo inizio, sostenuto da fondi interni e da una modifica dell’atteggiamento verso il *deficit* e il debito pubblico.** Al contrario di noi se lo possono permettere, non perché qualcuno li favorisca ma perché i loro passati governi hanno evitato di farsi campagna elettorale elargendo denari: si ritrovano così con un debito pubblico che – in percentuale sul Pil – è meno della metà di quello italiano.

**Suppongo che non metteranno quei tanti denari al servizio della protezione del passato, ma li dirigeranno verso l’innovare per conquistare il futuro.** Dalle vetture al modello energetico li ritroveremo quindi nuovamente capaci di crescere (si spera), ma con tecnologie innovative. E se si vuole viaggiare sullo stesso binario non ci si può presentare come difensori delle tecnologie mature, in marcia verso il museo. L’uguale 0% di crescita non induca a credere che si sia nella stessa condizione.

## Le crisi sono fatte per essere superate e costruire mondi migliori

**Il quadro non è splendente, ma le crisi sono fatte per essere superate e costruire mondi migliori.** Il guaio è il buio che si legge negli occhi di troppi e che diventa pesto quando si osserva da due punti specifici.

**Il primo è quello del debito pubblico enorme**, rispetto al quale si trova sempre chi è pronto a dire che è colpa di chi ha governato prima. Osservazione ottusa, perché prima hanno governato tutti, compresi gli stessi di adesso. Ma c’è molto di più: il debito è cresciuto non nella costernazione ma nel giubilo generale (salvo quelli che sapevano far di conto). Ed è cresciuto con l’attiva complicità dei cittadini elettori, che andavano votando ora gli uni e ora gli altri a seconda di chi offriva di più.

**Il secondo è relativo a una classe dirigente – in testa quella politica – capace di concetti generici**, rissosa ai limiti dell’infantile ma sostanzialmente unita nel credere che sia la spesa pubblica la soluzione al debito pubblico, quindi pronta a difendere tutte le arretratezze e le rendite che c’impediscono di crescere. Ma se i lavoratori aumentano quando la crescita è azzerata risulta evidente che si tratta di posti a basso valore aggiunto, rispetto ai quali è inutile chiedere salari più alti.

**La partita si gioca su istruzione, innovazione e competizione, non su protezione, conservazione e ristoro.** Ma non è tema all’ordine del giorno, va nelle cronache economiche. È noioso.

di *Davide Giacalone*
