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Bankitalia, Panetta: “Con AI rischio disuguaglianze sul lavoro”

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Le parole che il governatore della Banca d’Italia (Bankitalia) Fabio Panetta ha pronunciato nel corso delle sue “Considerazioni finali”

Bankitalia, Panetta: “Con AI rischio disuguaglianze sul lavoro”

Le parole che il governatore della Banca d’Italia (Bankitalia) Fabio Panetta ha pronunciato nel corso delle sue “Considerazioni finali”

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Bankitalia, Panetta: “Con AI rischio disuguaglianze sul lavoro”

Le parole che il governatore della Banca d’Italia (Bankitalia) Fabio Panetta ha pronunciato nel corso delle sue “Considerazioni finali”

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In Europa “il cammino di riforma procede lentamente” ma “l’instabilità internazionale non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali. L’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate”. Lo ha detto venerdì 29 maggio, il governatore della Banca d’Italia (Bankitalia) Fabio Panetta, nelle sue “Considerazioni finali“.

Panetta ha esortato: “Le priorità sono state individuate; il compito ora è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti. È su questa capacità di esecuzione che si misura la credibilità dell’azione europea”.

Bankitalia, Panetta: “Lo scenario peggiore è rappresentato dall’inflazione oltre il 6%”

Dopo un periodo di miglioramento delle condizioni economiche in tutto il mondo, Panetta ha spiegato che “la situazione è stata drammaticamente modificata dal conflitto nel Golfo Persico” e gli impatti della guerra hanno fatto sì che “le prospettive economiche si siano fortemente deteriorate“. E ancora: “Difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà. In ogni caso, i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture; i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo. L’incertezza è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti”.

Sul tema, Panetta ha precisato: “Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27” in Europa, con “l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori”.

Bankitalia, le parole di Panetta sull’intelligenza artificiale (AI)

Altro grande tema è l’uso dell’intelligenza artificiale nella contemporaneità: “In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Dispone inoltre di un ampio patrimonio di dati e di competenze scientifiche su cui far leva per sviluppare le applicazioni e promuoverne l’adozione. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie”.

Per Panetta, l’impatto sul lavoro dell’intelligenza artificiale “merita particolare attenzione” in quanto “il contenuto del lavoro cambierà, anche se non è ancora possibile prevederne pienamente gli sviluppi” ma questa “transizione non sarà priva di costi. Non tutti i lavoratori potranno spostarsi agevolmente dalle attività rese obsolete verso quelle nuove” e “i benefici potrebbero concentrarsi su chi possiede competenze più elevate, accentuando le disuguaglianze”.

Per cui, ha detto ancora, per fare sì che “l’intelligenza artificiale diventi una leva di crescita diffusa, occorre favorirne l’adozione nelle imprese, incluse quelle piccole e medie, e investire nella formazione delle persone. I lavoratori più esposti al cambiamento vanno tutelati e accompagnati nella riqualificazione delle competenze, affinché i guadagni di produttività si traducano non solo in maggiore efficienza, ma anche in nuove opportunità di lavoro e in una più ampia partecipazione ai frutti dell’innovazione”.

E ancora: “Il miglioramento dei risultati economici consente agli intermediari italiani di investire con maggiore intensità in tecnologia” e “la spesa dei gruppi maggiori è allineata a quella delle principali banche europee” mentre quella “degli intermediari minori restano più indietro, pur in presenza di esperienze avanzate. L’intelligenza artificiale – ha quindi spiegato Panetta – accelererà questa trasformazione, incidendo sulle modalità di offerta dei servizi finanziari, sulle scelte in materia di pagamenti e sulla gestione del risparmio. Per gli intermediari la sfida è organizzativa, oltre che tecnologica. Per cogliere i benefici dell’innovazione e rispondere al cambiamento della domanda, dovranno investire nelle competenze e riorganizzare i processi”.

Il “titolo sovrano europeo”

Nel corso delle sue Considerazioni finali, il governatore della Banca d’Italia ha lanciato un invito: “La strategia sull’Unione del risparmio e degli investimenti è un passo importante” ma “una vera integrazione finanziaria richiede un titolo sovrano europeo: uno strumento liquido e sicuro, in grado di offrire un riferimento ai mercati e di attrarre risorse dall’estero, rafforzando il ruolo internazionale dell’euro”.

Un eurobond, ha indicato, “se fondato su un’adeguata capacità di bilancio comune, favorirebbe il finanziamento di investimenti di interesse europeo. Si eviterebbero le inefficienze di iniziative nazionali non coordinate e sarebbe più agevole mobilitare capitali privati su larga scala”.

Per poi aggiungere: “Gli ostacoli giuridici e politici all’integrazione non possono più giustificare l’inazione. La sfiducia reciproca che ha segnato l’Europa a partire dalla crisi dei debiti sovrani è stata superata di fronte alla pandemia. Oggi le sfide non sono meno gravi: riguardano la sicurezza, l’energia, la tecnologia. Il quadro generale resta fragile. Con ingenti debiti pubblici e vulnerabilità crescenti nell’intermediazione non bancaria, anche shock circoscritti possono generare effetti a cascata. La crescita mondiale è esposta a rischi più numerosi, più interconnessi e più difficili da governare rispetto al passato”.

di Mario Catania

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