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title: Cara estate
description: È una cara, carissima estate. Da Nord a Sud, in Italia spesso si assiste ad aumenti generalizzati e spesso indiscriminati a carico dei turisti
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date: 2023-08-07
modified: 2023-08-06
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/cara-estate/
categories: [Economia]
tags: [Evidenza, Italia, turismo, vacanze]
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# Cara estate

![Cara estate](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Cara-estate.jpg)

È una cara, carissima estate. Da Nord a Sud, l’Italia sembra aver scelto la pericolosissima strada degli aumenti generalizzati e spesso indiscriminati a carico dei turisti

**È una cara**, [carissima estate](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/carissima-spericolata-estate-italiana/). **Da Nord a Sud**, **l’Italia** sembra aver scelto la pericolosissima strada degli **aumenti generalizzati e spesso indiscriminati a carico dei turisti**. **I numeri della stagione sono buoni**, l’Italia ha recuperato e non di rado superato i livelli pre-Covid e riconquistato posizioni rispetto ai principali concorrenti, eppure i *record* previsti fra l’inverno e la primavera resteranno una chimera.

**All’appello mancano almeno due delle mete per eccellenza** del turismo e delle vacanze nel nostro Paese: la **Puglia** e la **Sardegna**. Due casi emblematici e utili a comprendere il fenomeno che si sta verificando sotto i nostri occhi: **siamo troppo cari**. Pur con tutte le eccezioni, **gli aumenti medi** registrati fra Salento, Gargano, alcune delle zone più battute della Sardegna – ma anche Campania, Sicilia, Liguria, destinazioni montane e via andare – **sono tali da aver spinto moltissimi vacanzieri italiani e stranieri verso altri lidi**. Quando va proprio bene, comunque nel nostro Paese a caccia di soluzioni più ‘umane’. Quando (spesso) va meno bene, **presenze che abbiamo regalato alla concorrenza**.

Sia chiaro, **il fenomeno non è soltanto italiano** e fare due esempi aiuterà a capire: da tempo **la** **Grecia** non è più la Grecia dei nostri ricordi di ragazzi. Le vacanze a prezzi stracciati su alcune delle meravigliose isole dell’**Egeo** o dell’**Adriatico** sono un ricordo. Anche i fratelli greci hanno imparato bene la lezione, cominciando a martellare pesantemente su costi e tariffe. Con **l’ingresso nell’euro**, **la** **Croazia** sta sperimentando il medesimo fenomeno che toccò a noi fra il 2002 e il 2004: l’assenza di controlli e il mancato, intelligente sfruttamento di un periodo di circolazione parallela fra la vecchia e la nuova valuta sta spingendo in alto i prezzi, in particolar modo dei servizi più comuni e popolari. E il turismo è il primo settore a pagarne le conseguenze.

In questo caso mal comune è tutt’altro che mezzo gaudio, perché **far pagare una coppia di sdraio e un ombrellone più di 100 euro è una pessima abitudine che va diffondendosi** non soltanto nelle mete più esclusive come Positano, Capri, Porto Cervo, “il Forte” o alcuni tratti del Salento e della Liguria, ma anche in destinazioni un tempo non lontano considerate “per famiglie” e oggi schizzate fuori controllo. Persino nella leggendaria Riviera romagnola può capitare di pagare cifre impensabili tre anni fa.

**Quale ingenuità ritenere che la sola leva del prezzo possa definire l’esclusività di un luogo**, quando servizi e infrastrutture sono quelli di sempre, se non peggiorati dall’usura e dallo scorrere del tempo. C’è stata un’evidente ubriacatura collettiva, se è vero che adesso si sprecano le offerte stracciate *last second* per i traghetti diretti in Sardegna, a un terzo dei prezzi di marzo. Persino alcune tratte aeree, in questa torrida estate dei cieli, sono meno proibitive di un mese fa.

**È un gioco molto pericoloso**,** quello che una buona fetta di operatori turistici italiani ha intrapreso con leggerezza**: nel mondo iper connesso di oggi, **nel mercato dell’offerta in tempo reale *o**nline*, **è un attimo finire fuori gioco**. **Quello che preoccupa e fa arrabbiare del turismo all’italiana è la masochistica resistenza al cambiamento**: non miglioriamo quasi niente, l’offerta è sempre la stessa, ci facciamo dei gran sonni sugli allori, tranne stressare oltre ogni limite la leva dei prezzi. Se avete ancora dei dubbi, ripercorrete la tragicomica vicenda dei balneari.

**Così facendo** anche gli albergatori, i ristoratori e gli operatori in genere desiderosi di distinguersi e offrire un servizio al passo con i tempi **finiscono per subire le pessime abitudini della massa**. **Un turismo che** – invece di generare un virtuosa corsa alla concorrenza basata sul servizio, sulla competenza e sulla modernizzazione – **si avvita in una spirale di prezzi** che è infantile ascrivere all’inflazione e ai generici rincari delle ‘materie prime’. **Così ci si gioca il mercato**.

 

di *Fulvio Giuliani*
