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title: Saper vendere, il fattore umano nel commercio
description: Appare evidente è la necessità di ragionare su un nuovo modo di pensare e gestire il commercio. Nel suo insieme 
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date: 2023-12-24
modified: 2023-12-23
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Saper vendere, il fattore umano nel commercio

![Commercio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-770.jpg)

Appare evidente è la necessità di ragionare su un nuovo modo di pensare e gestire il commercio. Nel suo insieme

**Non se n’è accorto nessuno, perché proclamare uno sciopero del commercio e della ristorazione a tre giorni dal Natale va un tantino oltre il senso della realtà.** Resta comunque che l’agitazione è una delle spie della profonda trasformazione (con relativi interrogativi e disagi) che sta interessando il settore. Non ci interessa una sterile disputa sui motivi o sulle percentuali comunque risibili e anche di difficilissima quantificazione di chi abbia aderito. Ciò che appare evidente è** la necessità di ragionare su un nuovo modo di pensare e gestire il commercio**. Nel suo insieme.

**Per anni abbiamo paventato la morte dei negozi di prossimità**, per molti destinati all’estinzione in seguito all’affermarsi della grande distribuzione e dell’*online*. **Non è accaduto e non accadrà, ma non basta** aver superato questo scontro che aveva assunto ormai connotazioni puramente ideologiche. Bisogna rendersi conto che per restare competitivi nei confronti della grande distribuzione – e in particolar modo dell’*e-commerce *– **il fattore umano risulterà sempre più decisivo**.** È la qualità di chi fa commercio a fare la differenza**, oseremmo dire più della stessa leva del prezzo. **Siamo perfettamente consapevoli della forza talvolta dirompente degli acquisti *online***, soprattutto quando sono agevolati dalla massa critica di colossi modello Amazon. Su quel fronte esclusivo non c’è possibilità di risultare competitivi,** è soltanto sul piano del servizi**o, dell’accoglienza e del ‘saperci fare’ che si può restare in gioco e anche con ottimi risultati.

**Facile a dirsi, decisamente meno a realizzarsi, considerato che il settore** – vale sia per i negozi che per i ristoranti – **soffre spesso e tuttora dell’idea superata secondo cui in qualche modo ci si possa inventare o arrangiare**. Nulla di più sbagliato: se vuoi vendere o se vuoi fare ristorazione di livello** puoi soltanto avvalerti di professionisti adeguatamente formati**. Quante volte ci capita, facendo *shopping* o andando in un ristorante, di restare basiti dal livello di improvvisazione e dilettantismo? Responsabilità (del) personale *in primis*, **ma quanto si è fatto per istruire, far crescere, formare i giovani e meno giovani con cui ci troviamo ad avere a che fare?** La verità è che molti considerano queste professioni ancora un ripiego.

**Sarebbe ora di smetterla una volta per tutte** (e le feste sono un’occasione propizia per farlo) **di insistere sul tema degli stipendi bassi** e del presunto sfruttamento. Come se si potessero definire in modo così frettoloso le intere categorie del commercio e della ristorazione. **L’evoluzione di questo mondo dovrebbe spingere a una riflessione sulla qualità del servizio** da offrire alla clientela, unico elemento in grado di fare la differenza. Lo ripetiamo. **Parliamo di lavori che per loro natura risultano oggettivamente scomodi**, impegnano quando gli altri riposano (*weekend** *vi dice nulla?), si fatica di più quando per la maggioranza delle persone è vacanza o arrivano i giorni dello *shopping* compulsivo e della voglia di mangiar fuori con amici e parenti.

**Quando è sano, il mercato non tutela soltanto il consumatore ma anche chi lavora.** Più la concorrenza sale di livello, più ci si disputerà la professionalità. **E chi dovesse mirare soltanto a sfruttare i lavoratori e fregare i compratori finirà per essere espulso**. Solo in un mercato immaturo e dominato dall’improvvisazione tutto questo non può accadere, perché un lavoro malfatto (e con l’aria di chi vorrebbe essere ovunque tranne che lì) verrà pagato male. Statene certi.

I dati sulle spese natalizie e sul turismo sono lì a testimoniare la forza e anche la ricchezza del Paese – che non escludono grandi problemi e sacche di povertà – **ma ci ricordano anche le gigantesche opportunità offerte da questi settori.**

di *Fulvio Giuliani*

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