---
title: Fisco e concordato preventivo
description: "Vedremo i risultati del concordato preventivo, ma più che contrastare l’evasione fiscale sembra l'accompagni"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-825.jpg
date: 2024-01-29
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/concordato-preventivo/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia, politica]
---

# Fisco e concordato preventivo

![Concordato preventivo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-825.jpg)

Vedremo i risultati del concordato preventivo, ma temo non solo che accompagni più che contrastare l’evasione fiscale, ma anche che metta in circolazione velenosi equivoci

**Se non si concorda con il concordato è perché si finirà con il consentire di concordare scordando la condizione reale della fiscalità italiana**. Negli ultimi anni una parte dell’evasione fiscale – che resta di 85 miliardi l’anno – **è stata riassorbita non grazie a condoni o controlli ma avendo imposto la fatturazione elettronica** e diffondendo il pagamento con le carte e mediante i Pos (*point of sale*, le macchinette su cui si poggiano le carte). La prima cosa è avvenuta per legge, la seconda s’è diffusa perché preferita dai consumatori e dai rivenditori che non abbiano scelto l’evasione come vocazione. **Vedremo i risultati del concordato preventivo introdotto in queste ore, ma temo non solo che accompagni più che contrastare l’evasione fiscale, ma anche che metta in circolazione velenosi equivoci.**

**La possibilità di concordare è offerta a una platea di circa 4,5 milioni di partite Iva,** di autonomi. La prima cosa da evitare è l’ennesimo scontro fra gruppi sociali. L’evasione fiscale sui redditi è impossibile per i lavoratori dipendenti, visto che il prelievo avviene alla fonte, **ma l’impossibilità è relativa solo al reddito derivante da quella occupazione dipendente.** Esempi: un insegnante non può evadere sullo stipendio che prende a scuola, ma può farlo per le ripetizioni private che fa in nero; un dipendente del servizio giardinaggio non può evadere sul salario che riceve, ma può farlo per quanto ricava curando balconi e giardini per i fatti suoi. E così via.** Inoltre, se anche non si evadono le imposte sul reddito, questo non esclude dal circolo degli evasori, visto che tale è l’ipotesi di pagare una prestazione (dal dentista all’idraulico e al ristorante) senza fattura o scontrino fiscale**. Quindi non c’è un confine strutturale fra evasori e non. Posto ciò, è evidente che la maggiore evasione fiscale sul reddito vada cercata in capo a chi non ha un lavoro dipendente, fra gli autonomi. Come chi scrive.

**La possibilità del concordato preventivo offre un vantaggio a chi ha sempre pagato tutto? Per quanto il fisco sia complicato e l’errore sempre in agguato, penso di avere pagato tutto** (ho anche subìto un accertamento fiscale: tre mesi con contabilità sequestrata, costi a mio carico per raccogliere documentazione bancaria che loro avrebbero potuto avere *gratis*, indovinelli su cifre che fortunatamente avevo appuntato e… tutto in ordine), **che ci guadagno a concordare? Nulla, mi impegno a pagare così come ho pagato. Ed è qui che c’è il tarallo.**

**Nella sua originaria proposta il governo aveva previsto che al concordato preventivo potessero accedere soltanto i contribuenti con un Isa** (Indicatore sintetico di affidabilità, volgarmente detto ‘pagella fiscale’)** superiore a 8. Gente onesta, sebbene non immune da errore.** Solo che, a quel punto, la platea interessata diventava meno della metà. Il nostro è un *club* aperto a tutti, ma frequentato da pochi. **Qui arrivano le Commissioni parlamentari, che suggeriscono al governo di correggere il decreto legislativo e togliere quella truce discriminazione relativa alla buona condotta fiscale.** Così la platea si allarga, ma presuppone che si possa concordare anche dopo avere evaso. **Ma se non c’è convenienza a farlo per chi non ha evaso, non è che alla fine ci sarà convenienza per gli evasori?** Questo è il fondato sospetto, la cui alternativa è un *flop*annunciato.

Qui si apre un ulteriore problema, politico e istituzionale, non fiscale:** finiamola con l’ipocrisia. Prima con il Mes, ora con il concordato preventivo: il governo ha la maggioranza in Parlamento; non è che si ‘inchina’ alla sua sovranità, è che la usa per fare quello che non potrebbe intestarsi direttamente.** Tanto più che il parere delle Commissioni non è vincolante (si agiva su legge delega) e che a esprimere quel parere non sono state le opposizioni ma i medesimi che sostengono il governo. Altro che premierato e testo costituzionale scombiccherato, qui siamo alle Aule ratificanti raffiche di decreti e usate poi come alibi per approvare o bocciare senza assumersene la responsabilità. **E non è per niente una bella cosa.**

di *Davide Giacalone*
