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title: "Cos&#8217;è la flat tax e perché in Italia non funzionerebbe"
description: "È in cima alla lista delle promesse elettorali: si chiama flat tax, ha origini americane, e pochi sanno davvero cosa sia."
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date: 2022-08-10
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/cose-la-flat-tax-e-perche-in-italia-non-funzionerebbe/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Cos&#8217;è la flat tax e perché in Italia non funzionerebbe

![flat tax](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-2.jpg)

È in cima alla lista delle promesse elettorali: si chiama flat tax, ha origini americane, e pochi sanno davvero cosa sia e perché ha poche speranze di funzionare nel nostro Paese.

**La *flat tax* è tornata sulla lista delle promesse elettorali** (facili da farsi e difficili da mantenere) ma non molti hanno capito bene in realtà di che si tratti.

**È una proposta, di origine americana, di radicale semplificazione del sistema fiscale**, accompagnata da una riduzione delle tasse sui redditi più elevati. Sostituisce le diverse e progressive aliquote d’imposizione che gravano su vari tipi di reddito personale con un’aliquota unica, eliminando allo stesso tempo la quasi totalità delle esenzioni e deduzioni possibili, fatta salva una quota minima di reddito non imponibile.

**È un concetto particolarmente attraente nel contesto fiscale americano** (ove i contribuenti hanno infinite possibilità di dedurre spese dal reddito imponibile) **e meno efficace nel contesto italiano**, dove le deduzioni disponibili sono molto minori.

In Italia, al netto del *bonus*, il 13% dei contribuenti (con redditi da 35mila euro in su) versa circa il 59% di tutta l’Irpef riscossa e sarebbero costoro i beneficiari diretti di una *flat tax* al 23%. A parità di redditi dichiarati, la misura comporterebbe una perdita di gettito di circa 50 miliardi, pari a circa il 5% del bilancio pubblico annuale. **Andrebbe dunque compensata con un’analoga, significativa riduzione della spesa o con importanti entrate addizionali**. Riducendo l’aliquota della *flat tax* al 15%, la platea dei beneficiati ovviamente crescerebbe ulteriormente e la perdita di gettito sarebbe così rilevante da richiedere tagli radicali di spesa senza precedenti.

**Da un punto di vista liberale, dunque, la *flat tax* sembra un’idea eccellente: favorisce chi lavora **e intraprende con successo, riducendo la spesa pubblica. Ma ricade sui proponenti l’onere di indicare come e dove ridurre quest’ultima, cominciando col chiarire se si vogliono tagliare i benefici diretti o piuttosto ridurre drasticamente la pubblica amministrazione e i servizi pubblici. La difficoltà di fornire tale risposta spiega facilmente perché **in Italia l’idea della *flat tax* è stata già più volte accarezzata in passato ma mai seguita da azioni concrete**. Ricorda le promesse sindacali degli anni Settanta, che dichiarando gli aumenti salariali “variabile indipendente” dell’economia producevano essenzialmente… inflazione. Parimenti, senza tagli di spesa **la *flat tax* produrrebbe soprattutto *deficit***.

La realtà italiana è che la classe media è fiscalmente tartassata perché le aliquote diventano elevate a partire da redditi modesti, che le imprese sono ancor più tartassate della classe media, che il sistema pensionistico è ancora troppo generoso, che la burocrazia è bizantina, antiquata e deresponsabilizzata e infine che la scuola pubblica costa molto e produce futuri disoccupati. **C’è dunque bisogno di uno Stato capace di riformarsi e governarsi**, non di promettere sapendo di non poter mantenere. E questo richiede forze politiche e dirigenti capaci e responsabili.

 

*di Ottavio Lavaggi*
