---
title: "All&#8217;Italia serve concorrenza, parola del country manager Uber"
description: Intervista a Lorenzo Pireddu, country manager Italia di Uber, che dal 2017 ha preso una nuova direzione puntando sui mercati locali e la sicurezza.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-2-5.jpg
date: 2022-10-21
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/country-manager-uber-lorenzo-pireddu/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, politica]
---

# All&#8217;Italia serve concorrenza, parola del country manager Uber

![country manager uber lorenzo pireddu](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-2-5.jpg)

Intervista a Lorenzo Pireddu, *country manager* Italia di Uber. Dal 2017 l'azienda ha preso una nuova direzione puntando l'attenzione sui mercati locali e la sicurezza. Sul ddl concorrenza parla chiaro: «Se i tassisti trovano un modo di collaborare con noi, trovo paradossale che a livello governativo non si trovi lo stesso tipo di allineamento e dialogo».

Nel giro di pochi anni la nostra vita quotidiana ha subìto modifiche profonde, grazie (qualcuno dirà “a causa”) ai colossi digitali e alla cosiddetta Gig Economy, quell’universo di lavori non più basati su una tradizionale e rigida struttura. La realtà è stata plasmata non poco nella Silicon Valley e fra i protagonisti di questa rivoluzione **cominciamo a conoscere più da vicino la californiana Uber.**

*Brand* universalmente noto e identificato con il concetto di nuova mobilità urbana, è stato a lungo sinonimo di forti contrasti con istituzioni, governi, amministrazioni locali e, più di chiunque altro, tassisti. Un dato di fatto che oggi nessuno in Uber si sognerebbe di contestare e che anzi viene richiamato per sottolineare il cambio di strategia a livello globale. «**L’****azienda ha deciso di prendere una nuova direzione a partire dal 2017** – ricorda il *country manager* Italia Lorenzo Pireddu – in concomitanza con il cambio di *ceo global*, Dara Khosrowshahi, che ha preso il posto del fondatore Travis Kalanick (ora fuori dall’azienda), impostando un riallineamento della società su valori differenti.** Primo fra tutti l****’****attenzione ai mercati locali e alla sicurezza.** Non solo nello scontato rispetto delle leggi, ma in una comprensione più profonda della realtà del Paese. Abbiamo così deciso di puntare con decisione alla collaborazione con i taxi, oltre che a lavorare con gli Ncc».

Un rapporto storicamente difficile (eufemismo) quello con i tassisti e da questo punto di vista negli ultimi mesi abbiamo assistito a un cambio epocale: «È una **grande novit****à ****aver esteso la collaborazione dagli Ncc ai taxi**, concludendo lo storico accordo con IT Taxi (il consorzio di radiotaxi più grande d’Italia)» spiega Pireddu. «Tutto questo è frutto di** anni di dialogo che hanno permesso di capire come lavorare bene insieme.** Un avvicinamento progressivo, che ha portato a *partnership* solo ieri impensabili: oggi anche i tassisti aderenti al consorzio possono accettare le chiamate Uber. **Un rapporto *****win-win*****:** tutti vincono, nessuno perde». Uber è perfettamente consapevole di avere costantemente i riflettori accesi sulle proprie attività, ma anche di restare una ‘semplice’ azienda: «La mobilità è cambiata. Noi abbiamo messo un cappello a ciò che stava succedendo nel mondo: la tecnologia, l’elettrico, la trasformazione delle città. L’Italia è un esempio emblematico: le riforme nel settore sono state tentate ancora prima che Uber arrivasse nel 2013. **Non siamo noi a creare il bisogno di mobilità**».

Al netto delle furibonde polemiche di questi giorni nella neo maggioranza su politica estera e giustizia, è proprio sulla concorrenza che si potrà fare (o non fare) la differenza e imprimere un’accelerazione al Paese. «**Oggi ci proponiamo come interlocutore credibile**» scandisce Lorenzo Pireddu. «Se i tassisti trovano un modo di collaborare con noi, trovo paradossale che a livello governativo non si trovi lo stesso tipo di allineamento e dialogo. L’esito della discussione legata al ddl Concorrenza credo si debba considerare un’occasione persa da tutto il settore per aggiornare la normativa e lavorare meglio al fine di offrire ai cittadini un servizio migliore. **È evidente che il sistema oggi non sia in grado di gestire momenti di alta domanda.** Lo hanno ammesso gli stessi radiotaxi. Questo non significa una liberalizzazione, che da parte nostra non è mai stata richiesta se non tantissimi anni fa ai tempi di Uber Pop (a proposito, dimenticatevi di Uber Pop, non ne sentirete parlare mai più)» sottolinea Pireddu, che così conclude: «La nostra non è ideologia, si tratta di garantire un servizio nel modo e nel momento giusti. Come è stato già fatto in tanti Paesi. Ci auguriamo di percorrere questa strada».

Di *Fulvio Giuliani*
