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title: Crisi bancarie
description: Le origini della crisi bancarie non sono da cercare nella de-regolamentazione ma nelle regole imposte dopo la crisi del 2008
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date: 2023-04-06
author: Ottavio Lavaggi
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Crisi bancarie

![crisi bancarie](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-280.jpg)

Le origini delle crisi bancarie non sono da ricercare nella de-regolamentazione ma nelle regole imposte negli anni successivi alla crisi del 2008

**Jamie Dimon, ad di JPMorgan Chase**, una delle maggiori banche globali, **ha ragione**: le origini della crisi bancaria in corso non sono da ricercare nella de-regolamentazione **ma piuttosto nelle regole che le autorità hanno imposto negli anni successivi alla crisi del 2008.**

Per evitare che le banche privilegiassero nuovamente strategie rischiose, **i regolatori hanno reso particolarmente conveniente per queste l’acquisto e la detenzione di titoli di Stato**, che essendo classificati come “a rischio zero” non comportano alcuna necessità di riserva frazionale **e possono essere usati al 100%, indipendentemente dai prezzi di mercato**, per ottenere ulteriori prestiti dalla banca centrale.

Nei lunghi anni di tassi di interesse reali negativi sui titoli di Stato, in effetti, **questi ultimi hanno cessato di finire prevalentemente nei portafogli dei risparmiatori, per fermarsi essenzialmente in quelli delle banche centrali e degli istituti privati**. E i periodici *stress test* imposti dai regolatori per assicurare la solidità del sistema non hanno sufficientemente contemplato scenari di forte e improvviso innalzamento dei tassi di interesse, **cioè quel che sta avvenendo ora.** **L’omissione non è stata accidentale**: gli Stati avevano bisogno di indebitarsi molto a costi minimi e hanno deliberatamente introdotto regole che non considerano rischioso l’indebitamento a lungo termine a tassi negativi, che è una strategia finanziariamente masochista per il creditore.

**Chiarita l’origine del problema, la questione difficile è come risolverlo**. **Salvar le banche con soldi pubblici evita nell’immediato una crisi sistemica**, ma se diventa una strategia aggrava lo squilibrio di fondo, che sta in un indebitamento pubblico eccessivo che diventa “caro” quando i tassi salgono. Abbassare i tassi per riequilibrare i conti delle banche** comporterebbe oggi un grave rischio di spirale inflazionistica**, con i salari che crescono per accompagnare prezzi che continuano a salire. Azionare la leva fiscale, per ridurre il *deficit* in una fase di significativa inflazione e tassi in crescita, **sarebbe una ricetta per provocare recessione**.

Il sistema bancario europeo appare oggi meno esposto di quello americano, **ma ha una debolezza strutturale dovuta all’assenza di unione bancaria.** Per l’Ue l’unica strategia ragionevole per evitare una crisi finanziaria appare dunque quella di **un’accelerazione dell’integrazione, accompagnata da riforme strutturali tese a favorire una crescita non inflazionistica e ambientalmente sostenibile**. Insomma, entrare nella “Next Generation Eu” più rapidamente invece che più lentamente del previsto.

Per l’Italia, che in termini relativi ha il maggior debito pubblico dell’Unione ed è dunque particolarmente esposta alle conseguenze del rialzo dei tassi, **questa via è ancor più chiaramente una scelta obbligata.**

di Ottavio Lavaggi
