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title: Dazi e andazzi
description: Nello scontro dei dazi sono emersi gli andazzi politici europei. Non un bello spettacolo. E no, non credo che il problema sia nell’accordo
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date: 2025-07-30
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
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# Dazi e andazzi

![Dazi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-382-1024x639.jpg)

Nello scontro dei dazi sono emersi gli andazzi politici europei. Non un bello spettacolo. E no, non credo che il problema sia nell’accordo

**Nello scontro dei [dazi](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/la-danza-dei-dazi-e-il-risveglio-delleuropa/)sono emersi gli andazzi politici europei. Non un bello spettacolo. E no, non credo che il problema sia nell’accordo** – nel presunto accordo – negoziato con Trump il taglieggiatore: **tutti sapevano che il mandato dato alla Commissione europea e a Ursula von der Leyen era quello di evitare il protrarsi dello scontro**, giungere a un accordo e minimizzare il danno. E tutti sappiamo che le migliori condizioni spuntate dal Regno Unito non dipendono da un più efficace approccio negoziale,** ma dal fatto che l’odierna Casa Bianca lavora contro l’Unione Europea. **Compiacendo il Cremlino. **No, il problema è la pochezza di classi politiche e classi dirigenti** (giornalismo compreso) che parlano il dialetto elettorale nazionale e sono pronte, come già in passato, ad autorizzare politiche europee da cui poi fingere di prendere le distanze. **Un caso di duratura viltà, che alimenta la fuga dalla realtà di tanti cittadini europei.**

La cosa è talmente paradossale che forze politiche e governanti consustanziali alla maggioranza politica che orienta la Commissione (debole perché forti sono gli antieuropeisti e i loro voti) **non hanno risparmiato critiche al presunto accordo, mentre chi è contro quella maggioranza – come il governo italiano e chi lo guida – s’è dimostrato non solo meno severo ma addirittura solidale**. E per forza, visto che a taglieggiarci è il loro idolo americano.

**Facile e fellone dire che i dazi al 15% ci danneggiano** – bella scoperta – senza avere il coraggio di ricordare che **un conflitto prolungato non ci conviene affatto**. Primo, perché siamo noi europei ad avere a che fare con un pericolo esistenziale e reale, ovvero la minaccia armata russa e l’annunciato disimpegno americano. **Limitato alle parole, ma parole pesanti. E volgari.** Secondo, perché a esportare negli Stati Uniti ci guadagniamo e continueremo a guadagnarci, **sicché far saltare il tavolo per dimostrare d’essere nerbodotati avrebbe comportato una responsabilità che nessuno – dicasi nessuno – s’è preso. **

Senza contare che rompere sulla seconda cosa avrebbe aggravato la prima. Si può attaccare Trump su dollaro e finanza, ma mettendo nel conto lo scontro frontale. E no, non siamo in grado di reggere un doppio fronte, **cui andrebbe aggiunto il terzo della Cina che sorregge la Russia e penetra tecnologicamente in Europa**, nonché un quarto dell’Africa in cui lo scemato peso militare non possiamo compensarlo con fanfare e bacetti.

**Illudere le opinioni pubbliche con potenze che non ci sono significa imboccare la via del delirio. **Raccontare alle opinioni pubbliche d’essere impotenti significa imboccare la via della depressione. **Molti presunti *leader* europei sono riusciti a fare l’una e l’altra cosa. **Molte cattedre li hanno dottamente festeggiati. Molti giornalisti li hanno chiassosamente rilanciati. Un esercizio circense autolesionista che sarebbe stato saggio risparmiarsi.

Veniamo al da farsi, **perché la storia va avanti anche se si fanno storie a capirla e viverla**. La globalizzazione non è finita, ma non basta più viaggiare con il campionario e sono necessarie coperture e scelte politiche. **Si fanno con gli accordi commerciali e la creazione di nuove aree di libero scambio**, ma dall’invasione dell’Ucraina in poi devi anche dimostrare all’interlocutore che se ti mollano uno sganassone sai far altro che non frignare. **Quindi lo spirito europeo che non china la testa e non piega la schiena riparte da una possente spinta alla difesa comune**, conservando e socializzando i due ombrelli atomici esistenti. Se ci saranno (e ci saranno) opposizioni, si procede comunque con la cooperazione rafforzata: chi ci sta sale a bordo, chi vuole rinviare faccia pure, a chi non vuole salire tanti saluti.

**Quanti volevano un’Ue più nerboruta prestino attenzione al loro stesso peso elettorale europeo**, perché si fa presto a lamentarsi di non avere il riparo metallico ma si rischia anche di perdere le mutande europee e ritrovarsi battuti da nazionalisti prontissimi a svendere la nazione alla Casa Russa.

di *Davide Giacalone*
