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title: "Elettrico 2035: l&#8217;Italia accenda i motori"
description: "La strada imboccata è quella dell'elettrico entro il 2035. L'Italia non perda tempo e inizi, concretamente, a pensare al futuro. "
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date: 2022-07-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/elettrico-2035-litalia-accenda-i-motori/
categories: [Economia]
tags: [elettrico, Evidenza, Italia]
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# Elettrico 2035: l&#8217;Italia accenda i motori

![Elettrico 2035](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2022-07-01-alle-09.14.36-1024x633.png)

La strada imboccata è quella dell'elettrico senza sconti entro il 2035. L'Italia non perda tempo in litanie da fine del mondo e inizi, concretamente e strategicamente, a pensare al futuro.

**Il 2035 resta la data simbolo per il definitivo abbandono della vendita di auto a motore endotermico** nell’Unione europea e il passaggio totale alla mobilità elettrica. Dopo il via libera del Parlamento europeo dello scorso 8 giugno, martedì sono stati ministri competenti e governi a trovare il punto di equilibrio conclusivo. **Il Consiglio europeo ha accettato solo in parte le richieste di Italia e altri Paesi** (anche la Germania era sensibile al tema) **di poter avere cinque anni in più**, prima del definitivo bando delle auto a benzina o diesel. **Nessuna deroga**, ma è stato concesso uno spazio di ricerca su motori ibridi, *e-fuel* e biocarburanti, dei quali non a caso il ministro della Transizione ecologica Cingolani ha subito parlato con entusiasmo.

**La sostanza non cambia e bisogna essere intellettualmente onesti**: la strada imboccata è quella dell’elettrico senza sconti. **Una data serve**, per indicare un traguardo e impostare il cammino, **ma resta pur sempre solo un limite massimo**. L’industria italiana del settore e il famoso ‘indotto’ – quella miriade di aziende medie, piccole o piccolissime legate all’auto – non hanno più alcuna alternativa a mettersi a lavorare sulle opportunità offerte dalla elettrificazione della mobilità (sarebbe stato meglio anticiparsi, ma ciò che è fatto è fatto).

**Non ne possiamo più di gente che urla alla fine dell’industria automobilistica italiana** manco siano luddisti del Terzo millennio. **Tutto tempo sprecato e un pessimo segnale al settore, che invece dovrebbe metter giù la testa e programmare la transizione**. Continuare a ripetere che il futuro sarà tutto cinese, perché finiremo per dipendere completamente dalla fabbricazione di batterie del Dragone, è solo un’arma dialettica tanto efficace quanto banale.** Tutto il mondo industriale avanzato si sta attrezzando a gran ritmo per affrancarsi dalla dipendenza da Pechino in materia.**

In questi mesi **abbiamo dolorosamente sperimentato quanto siano pericolose altre dipendenze**, come quella energetica, della quale abbiamo cominciato a liberarci solo con lo scoppio della tragedia ucraina. Dovremmo imparare da questa dolorosa esperienza e farci guidare dall’esempio di Paesi a noi vicini. **La Germania** – almeno in parte al nostro fianco nel provare a chiedere all’Unione tempi di transizione più morbidi –** è la stessa che ha autonomamente anticipato la scadenza interna dell’addio a benzina e diesel dal 2035 al 2030**. Scelta saggia, per spingere la gigantesca industria automobilistica teutonica a non perder tempo e prepararsi. Sempre il governo di **Berlino sta favorendo ingenti investimenti** nella ex Germania Est **nel settore della ricerca, sviluppo e produzione di batterie**. Perché è nelle aree economicamente più depresse dell’ex Ddr che la Germania è convinta di poter costruire il nucleo della propria risposta all’egemonia cinese nel settore. **Si chiama programmazione e converrebbe prendere appunti**.

**I capitali richiesti per le Gigafactory** – le industrie che producono le batterie e altra componentistica per le auto elettriche – **sono enormi e in Italia ci siamo mossi in ritardo e scoordinati**. Non c’è alcuna condanna, però, **a che questa realtà risulti immutabile**. Il nostro tessuto produttivo ha una magnifica storia di inventiva e capacità di adattamento, ciò di cui ha bisogno è la programmazione delle risorse necessarie a sostenere la transizione e a stimolare il comparto a reinventarsi. Diciamo pure l’esatto opposto dello spettacolo offerto dalla politica in questi giorni. Perché bisogna essere chiari: **nulla sarà come prima ed è pericolosamente consolatorio pensare che qualcosa possa riportare indietro le lancette della storia.**

Abbiamo già avuto modo di scrivere come la “guerra delle batterie” sia appena cominciata, coinvolgendo tutti i colossi mondiali. **La componentistica di oggi non sarà quella di domani** e le aziende italiane hanno un gigantesco foglio bianco davanti a sé. Scoppiamo di opportunità, a patto di non tradire il nostro Dna che resta fatto di inventiva, fantasia imprenditoriale e capacità di adattamento.

di* Fulvio Giuliani*
