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title: Euro e dollaro sono pari, ma le economie no
description: "Se il dollaro si rafforza e l'euro perde terreno, non è solo per la guerra, ma soprattutto per le debolezze strutturali del nostro mercato"
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date: 2022-07-13
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia]
tags: [economia, Europa, Evidenza]
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# Euro e dollaro sono pari, ma le economie no

![euro dollaro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-21-1.jpg)

Se il dollaro si rafforza, mentre l'euro perde terreno, non è solo per la guerra, ma per le debolezze strutturali del nostro mercato insieme all'esposizione alla crisi energetica.

**Alle 10:38 di ieri euro e dollaro erano sulla parità perfetta**: un biglietto verde valeva 1,00 €. Oltre alla curiosità statistica dell’assoluta equiparazione fra le due valute di riferimento dell’economia occidentale e non solo, la parità chiude una lunga stagione di forza dell’euro,** oggettivamente accelerata dalla guerra russa in Ucraina e dalle sue molteplici conseguenze**. In molti hanno voluto vedere nel ritorno alla parità **la prova della debolezza europea**, dell’inefficacia delle sanzioni e degli effetti controproducenti sulle economie del Vecchio Continente. Sottinteso, **mentre la Russia se la godrebbe per il rialzo dei prezzi delle materie prime.**

Una lettura di comodo, **tesa a sostenere surrettiziamente la vulgata della guerra troppo costosa** per noi occidentali e quindi – vero obiettivo di certa propaganda – a spingere per un ammorbidimento della posizione dell’Ue nei confronti di **Vladimir Putin**. Se non si vuole dar spazio a simili atteggiamenti, favoriti dalla ‘stanchezza’ dell’opinione pubblica per la guerra e dal lavorìo costante di correnti che aspettano solo il momento propizio per tornare a fare il proprio compito in favore di Mosca, **conviene guardare in faccia la realtà**.

**La moneta unica europea sconta oggettivamente la corsa dei prezzi delle materie prime**, oltretutto normalmente trattati in dollari. Ancora, gli effetti dell’inflazione e i timori di un rallentamento dell’economia se non di una recessione. Tutte realtà comuni agli Usa, **che però vedono il dollaro rinforzarsi.** Perché? Piuttosto che richiamare semplicisticamente i costi della guerra (**manco fosse stata una scelta europea e non dello zar**), converrebbe ricordare che l’economia americana continua a tirare più della nostra. **Che il tasso di disoccupazione dall’altra parte dell’oceano è prossimo ai limiti fisiologici e che la stessa inflazione molto più elevata è figlia anche di consumi che tirano di più**. Tanto è vero che la Federal Reserve ha varato una politica monetaria molto più severa e restrittiva di quella della Bce, proprio per evitare il gorgo dell’inflazione. Fermo restando che è fondamentale avere una valuta stabile di riferimento, prima ancora che ‘forte’, motivi ce ne sono tanti e richiamano debolezze strutturali del nostro mercato, oltre che l’esposizione alla crisi energetica.

**Ragioni ben più solide dei subdoli richiami alla necessità di tenersi amica la Russia di Putin**.

di *Fulvio Giuliani*
