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title: "Prelavati: governo, fisco ed evasori"
description: Quel che i contribuenti renitenti devono al fisco ammonta alla spettacolare cifra di 1.153 miliardi di euro
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date: 2023-10-27
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, Italia]
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# Prelavati: governo, fisco ed evasori

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Quel che i contribuenti renitenti devono al fisco ammonta alla spettacolare cifra di 1.153 miliardi di euro

**Perseguire il contribuente disonesto e costringerlo a pagare il dovuto è nell’interesse del contribuente onesto, che già paga e finanzia le spese collettive**. Disporre di strumenti adatti per riuscirci è importante quanto averne di efficaci e tempestivi per stabilire chi sia onesto e chi no, quali somme siano dovute e quali no. Devono, insomma, essere salvaguardati due fondamentali princìpi:** il dovere di ciascuno di contribuire alle spese generali e il diritto di ciascuno di non venire accusato e impoverito ingiustamente**.

Prima di arrivare a quanto previsto dalla bozza di bilancio, **quindi alla possibilità delle autorità fiscali di prelevare direttamente i soldi dai conti bancari dei contribuenti**, sarà bene disporre di qualche parametro che consenta di capire in che situazione siamo.

**Quel che i contribuenti renitenti devono al fisco ammonta alla spettacolare cifra di 1.153 miliardi di euro**. Se li si incassasse non dovremmo più parlare del debito pubblico (attualmente nell’intorno dei 2.900 miliardi), **avendolo abbondantemente ricondotto a dimensioni gestibili.** Ma non li si incasserà perché non sono incassabili: **non sono esigibili, facendo capo a morti, falliti e nullatenenti. Vera o falsa che sia quest’ultima condizione.** Se si riuscirà a incassarne 100 miliardi – ovvero meno del 10% – sarà già un successo.

La Commissione europea ha pubblicato un rapporto sull’evasione dell’Iva in tutta Ue. L’evasione complessiva ammonta a 61 miliardi. **Il Paese in cui si evade di più è l’Italia,** per 14,6 miliardi (dato riferito al 2021). Vero è che siamo anche il Paese che è riuscito (fra il 2020 e il 2021) a recuperarne di più, **ma restiamo saldamente nella vergognosa posizione di campioni dell’evasione fiscale**. Una tale dimensione di massa significa che non ci sono soltanto i casi estremi, **ma siamo in presenza di una patologia diffusa, divenuta anche motteggio popolare: «Signora, faccio con o senza Iva?»**. L’evasione dell’Iva segnala a sua volta una mancata fatturazione, quindi un’evasione dell’imposta sui redditi e un uso fraudolento dei pagamenti in contanti. **Un pantano, rispetto al quale il minimo di bonifica consiste nell’imporre che chiunque voglia fare pagamenti tracciati possa farlo, per qualsiasi cifra.** Il governo Meloni, purtroppo, partì affermando il contrario, facendo da spalla agli evasori diffusi di Iva e Irpef.

Ora nella legge di bilancio s’usa il linguaggio della severità. Ed è un bene. **Ma attenzione: cosa succede se il contribuente considera ingiusta, infondata o illegittima la pretesa del fisco?** Presenta ricorso. In quello stadio dovrebbe essere chiaro che è compito dell’amministrazione dimostrare che si tratta di un evasore, non del cittadino dimostrare d’essere onesto e adempiente. Purtroppo non è così che stanno le cose e chi ci è passato può descrivere nel dettaglio il sopruso dell’inversione (senza contare le spese che si affrontano, in un confronto di quel tipo). **In ogni caso il ricorso deve poter avvenire prima delle misure coercitive e non dopo.** L’articolo 23 della bozza di legge di bilancio dice che il pubblico ufficiale notifica alla banca o all’operatore finanziario l’ordine **di procedere «senza indugio» al trasferimento delle somme, dovendolo notificare «anche al debitore non oltre trenta giorni dalla notifica alla banca».** Cioè si fa prima a saperlo dalla banca: gentile cliente, le abbiamo tolto i soldi su ordine del fisco, la smetta di usare il bancomat. **A quel punto si può fare ricorso,** sperando che il professionista cui ci si rivolge non voglia un versamento in anticipo.

La severità è bella, **ma richiede che l’occhio del fisco non sia guercio**. A proposito di banche: come volevasi dimostrare la supertassa sui demoniaci extraprofitti s’avvia sul viale del mesto tramonto, giacché avere cercato di coprirne l’illegittimità con l’esclusione dalla tassazione delle somme portate a riserva ha spinto le banche a farlo immantinente, lasciando teste e lische da tassare. **È bene essere severi con gli evasori, ma si deve saperlo fare.**

di *Davide Giacalone*
