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description: "Intervista a Gianmario Verona, rettore uscente dell'Università Bocconi, che ripercorre con La Ragione sei anni intensissimi"
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date: 2022-10-20
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Gianmario Verona: &#8220;Con Draghi Italia al livello della Germania&#8221;

![Gianmario Verona, rettore uscente dell'Università Bocconi di Milano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-19.jpg)

Intervista a Gianmario Verona, rettore uscente dell'Università Bocconi di Milano, che ripercorre con La Ragione sei anni intensissimi e sin troppo ricchi di eventi difficili.

“***Ho nitido il ricordo del weekend del 20 febbraio 2020: le università lombarde furono le prime a dover chiudere**. Ci trovavamo nella settimana del Carnevale e la pandemia era esplosa la settimana prima, ma ancora non si diceva. Siamo stati quelli che hanno dato il segnale, coordinandoci con la Regione Lombardia e con il Comune di Milano, affrontando il tema della chiusura e dell’interrogativo di quando e come avremmo riaperto. Eravamo al centro dell’universo e non avevamo gli strumenti. **Le università milanesi non erano mai state chiuse, se non durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’esperienza davvero incredibile**, in cui ho imparato molto di più di quello che ho dato*”.

**Il rettore dell’Università Bocconi, Gianmario Verona** - agli ultimi giorni del suo mandato - ha ripercorso con La Ragione sei anni intensissimi e sin troppo ricchi di eventi difficili.

Naturale chiedere al rettore Verona come abbia trovato i ragazzi, alla fine della **sconvolgente esperienza del lockdown**: “*Dopo la pandemia i ragazzi sono cambiati relativamente. In generale, non vedo una generazione diversa. Sono desiderosi di rientrare in aula, ma a lezione si si può vedere distratti come prima (sorride con affetto, ndr). Per conquistare la loro attenzione bisogna sempre fare del cinema, aggiornarsi nei codici di comunicazione, essere interattivi e stimolanti. Insomma, dei bravi professori. **Tempo fa, per esempio, avevamo la policy “no laptop”, ora sarebbe impensabile**. Gli appunti si prendono sul telefono e con la pandemia che ha fatto esondare il digitale sarebbe improponibile vietarne l’uso a lezione. Il tema è integrare digitale e device nella didattica in modo intelligente*”.

Gianmario Verona si ferma un attimo e scandisce un pensiero non facile: “***Sono una generazione molto digitale e questo si sa, ma quello che va considerato è che la loro vita ‘analogica’ è un “di cui”. rispetto a quella virtuale**. Sono sensibili e abbastanza fragili, vivono una dicotomia che nessuno di noi aveva mai vissuto. Anche con i social, sono cambiate le prospettive e non solo nei rapporti di coppia. Prima o poi arriveremo a un punto di equilibrio, che per ora non abbiamo raggiunto*“.

Colpisce quella frase, la vita “di cui” dell’esperienza digitale: **nessuna giudizio morale, il Rettore non è in cattedra**, semplicemente cerca di capire e invita tutti a farlo, nella ricerca quotidiana di una forma di dialogo con le giovani generazioni. “*Il professor Keating de ‘L’Attimo Fuggente’ si alzava in piedi sui banchi - *ricorda Verona *- ora non lo potremmo più fare, perché poi magari ci filmano e diventiamo virali... Bisogna trovare delle alchimi”. “Sempre in tema di cinema, ci sono colleghi che vanno in aula alla John Nash di A Beautiful Mind mantenendo una grande distanza dagli studenti. Altri cercano un terreno comune. Io sicuramente sono di questa seconda scuola di pensiero, anche se il professore deve essere bravo a riportare l’attenzione su quei fondamentali che non cambieranno mai. **Lo studio richiede sofferenza, tempo, costanza***”.

Arriviamo, così, a concetto di enorme valore: “***I ragazzi tendono ad essere lontani dall’idea dell’errore, della bocciatura e del fallimento, che invece proviamo a insegnare**. Un tema molto legato alla cultura europea, soprattutto mediterranea, in cui l’errore è visto come il male. La visione assolutamente negativa del fallimento fa parte della nostra cultura. Nei ragazzi, poi, c’è da considerare il fascino del successo facile dell’influencer, del calciatore è così via*.”

**I sei anni alla guida della Bocconi consentono a Gianmario Verona di guardare all’Italia nel suo insieme**: “**A*****ver staccato la spina un anno prima al governo Draghi è stato un peccato mortale**. Noi partivamo da una situazione drammatica, un Paese fanalino di coda dell’Europa, con una credibilità internazionale medio-bassa. In questi anni, ci siamo ritrovati con un Paese che nelle difficoltà ha dimostrato ancora una volta qualità straordinarie, con dei veri fuoriclasse. Incluso il Premier Mario Draghi e tanti altri personaggi che mai al mondo sarebbero andati al governo, penso a Vittorio Colao e Roberto Cingolani. **Rispetto a sei anni fa, la credibilità del nostro Paese è aumentata incredibilmente**. Se prima la Grecia era il nostro benchmark, ora siamo più o meno al livello di Francia e Germania*”.

“***Io sono dell’idea che la politica debba fare la politica** - conclude - quindi credo sia giusto che il governo debba essere politico. La complessità del nostro mondo è tale, però, che se ci fosse un politico deciso a farsi supportare da un tecnico, probabilmente farebbe ancora meglio. **Vedremo cosa succederà*****”**.

 

*di Fulvio Giuliani*
