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title: "I benefici dell&#8217;home working tradotti in numeri"
description: "Nulla sarà come prima: l'home working ha rivoluzionato il mondo del lavoro con notevoli benefici anche per le aziende"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-2023-04-24T100557.757.jpg
date: 2023-04-24
author: Edoardo Fleischner
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/home-working-benefici-statistiche/
categories: [Economia]
tags: [covid19, Evidenza, lavoro, società]
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# I benefici dell&#8217;home working tradotti in numeri

![benefici home working](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-2023-04-24T100557.757.jpg)

Nulla sarà come prima: l'home working ha rivoluzionato il mondo del lavoro con notevoli benefici anche per le aziende

La pandemia ha alfabetizzato più di 2,6 miliardi di umani al digitale, alla connessione e all’**home working**, confermando – statistiche alla mano – che, senza retorica, “nulla sarà più come prima”. Il sistema tolemaico dell’azienda verso cui convergono ogni mattina colletti bianchi e colletti blu si frammenta, si reticola e si sposta, in accelerazione, su dispositivi portatili, cloud e smartphone, atterrando sul bancone del bar, su qualche raro Metaverso, sulle ginocchia in poltrona, sul tavolo da cucina.

**L’85% della generazione Z (che entro il 2025 rappresenterà più di un quarto della forza lavoro mondiale) vuole lavorare vicino a casa** (indagine di Iwg). Circa il 66% afferma che vorrebbe vedere maggiori investimenti nella salute mentale e nel benessere per migliorare la cultura aziendale. Dunque l’imperativo è **prossimità, flessibilità e “umanità”** (l’84% si sente più felice quando lavora da remoto).

Gli obiettivi sono: 1.** risparmiare sui costi**, sia per i dipendenti (FlexJobs stima che le persone che lavorano da casa risparmino, in media, 4mila dollari all’anno) sia per i datori di lavoro (l’88% concorda di aver realizzato risparmi sui costi immobiliari negli ultimi mesi e il 92% prevede risparmi nei prossimi due o tre anni); 2. **avere permanentemente in azienda talenti anche distanti migliaia di chilometri**; 3. **aumentare la produttività** (confermato da montagne di ricerche: il 90% dei dipendenti è altrettanto produttivo o più). I rischi paventati sono soprattutto diminuzione della cultura aziendale, problemi di comunicazione, coesione dei team di lavoro, rischi per la sicurezza e isolamento dei dipendenti.

Nell’indice globale del lavoro a distanza i primi in classifica sono Germania, Danimarca, Usa, Spagna e Lituania (**l’Italia è 25esima su 66 Paesi**). In questa nuova dimensione planetaria il lavoro in remoto attiva la gentrificazione delle periferie e degli hinterland** svuotando le metropoli già in sofferenza per caro vita e degrado sociale**, ricompone modelli di vita individuale e collettiva che potrebbero sfociare in nuove forme di democrazia e in ridisegnati assetti geopolitici, si aggiorna con la formazione a distanza e continua, sembra aiutare la **sostenibilità del pianeta.**

**I numeri positivi e negativi delle impronte ecologiche dell’home working non riescono ancora a comporre un bilancio finale convincente**, piuttosto alquanto schizofrenico: ogni anno si risparmiano circa 247 trilioni di fogli di carta lavorando fuori dall’ufficio; lavorando da casa il lavoratore medio riduce la propria impronta di carbonio di quasi una tonnellata; lavorare da casa 4 giorni a settimana ridurrebbe di circa il 10% la quantità di biossido di azoto, che è il principale inquinante generato dalle emissioni del traffico (citato spesso il virtuoso esempio dei lavoratori della Xerox che risparmiano 148 milioni di chilometri di guida lavorando a casa, ovvero 41mila tonnellate di CO2 in meno); al contrario **chi viaggia per lavoro crea circa il 50% delle emissioni di anidride carbonica del trasporto aereo** e, a conti fatti, sono** 34,3 milioni di tonnellate le emissioni di gas serra** (dovute alla climatizzazione di centinaia di milioni di abitazioni) **prodotte nel 2021 col telelavoro**.

Il lavoro da casa vuole vantarsi del salvataggio del pianeta, delle aziende, del tempo libero, delle famiglie e della libertà individuale, millantando un assetto globale versione 6.0 (il 5.0 è in mano all’intelligenza artificiale) composto da miliardi di lavoratori immobili. Migranti di sé stessi.

Di *Edoardo Fleischner*
