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title: I millennial non dimenticano Smemoranda
description: Troppo duro il colpo inferto dal Covid per la storica Smemoranda, società fondata da Gino e Michele nel 1978, fallita a marzo del 2023
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date: 2024-01-19
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/i-millennial-non-dimenticano-smemoranda/
categories: [Economia]
tags: [economia, scuola, società]
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# I millennial non dimenticano Smemoranda

![Smemoranda](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-811.jpg)

Troppo duro il colpo inferto dal Covid per la storica Smemoranda, società fondata da Gino e Michele nel 1978, fallita a marzo dello scorso anno

**La notizia del fallimento risale a marzo dello scorso anno. L’altro giorno è stata invece fissata la base d’asta: 3 milioni e 950mila euro. Tanto vale secondo i periti Smemoranda**, la società fondata da Gino e Michele nel 1978, che aveva anche provato a risollevare le proprie sorti nel 2022 **cedendo Zelig Media Group a Rti, controllata di Mediaset.** Ma non è bastato. Troppo duro il colpo inferto dal Covid che, con la chiusura prolungata delle scuole, **aveva fatto calare le vendite dei diari**. Stesso discorso per la Gut Distribution, altra società del gruppo che distribuiva marchi come Eastpack e Napapijiri nelle cartolibrerie,** anch’esse rimaste con le saracinesche abbassate per diversi mesi.** L’azienda non è insomma riuscita a restare al passo con la concorrenza, nonostante quest’ultima non si sia inventata nulla di nuovo: **i diari che vanno per la maggiore sono di fatto quelli di sempre, per forma e contenuti.**

**Spiace, perché con Smemoranda se ne va un marchio che ha scritto una pagina della storia dei costumi degli italiani negli anni Novanta**: si stima che siano stati 25 milioni gli studenti ad averne comprato almeno una copia, **praticamente quasi tutti quelli inquadrati oggi come *millennial*.** Molti di questi, sposati e con figli, ancora adesso non trovano il coraggio di buttare quei diari ormai ingialliti dal tempo in cui risiedono i ricordi di un’adolescenza lontana che riaffiora grazie alle immagini e alle scritte custodite fra quelle pagine.

**Un milione e 300mila è il numero più alto mai toccato nelle vendite in un singolo anno per la “Smemo”** (come veniva chiamata comunemente), un dato straordinario soprattutto se si pensa al suo peso – non proprio l’ideale per le schiene degli studenti – **che non piaceva a mamma e papà.** Per ovviare al problema, a un certo punto vennero prodotte delle versioni in formato mini: **stesso numero di pagine ma più compatte e altrettanto utili a ospitare pensieri e commenti destinati a durare nel tempo**.

Era un modo di comunicare genuino, così lontano da quelle metriche che caratterizzano oggi il linguaggio dei *social*. **Sulla “Smemo” finivano per lo più le cose belle, le citazioni di Jim Morrison, Oscar Wilde e Jovanotti (che in quegli anni non era ancora Lorenzo); i ritagli di giornale, gli *sticker*, le scritte con l’evidenziatore, il volantino della manifestazione e le foto con la *best friend*.** Fra un’ora e l’altra, se la prof era in ritardo, c’era anche il tempo di leggere qualche passaggio dei testi scritti da personaggi più o meno famosi: una vetrina per scrittori, cantanti, sportivi e comici. **E chissà che a qualche *millennial* nostalgico non venga voglia di rilevare il gruppo e rilanciarlo anche soltanto per far provare al proprio figlio l’effetto che fa.**

di *Ilaria Cuzzolin *

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