---
title: Il buco nero di Stellantis e John
description: "Stellantis sta sempre un po’ peggio degli altri: non ha modelli, non sembra avere idee, ha buttato via anni in mano a un management pessimo"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-289-1024x639.jpg
date: 2025-07-09
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/il-buco-nero-di-stellantis-e-john/
categories: [Economia]
tags: [economia]
---

# Il buco nero di Stellantis e John

![Stellantis](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/07/UNA-FOTO-289-1024x639.jpg)

Stellantis sta sempre un po’ peggio degli altri: non ha modelli, non sembra avere idee, ha buttato via anni in mano a un management pessimo nel tracciare una strada

**Stellantis sta sempre un po’ peggio degli altri: non ha modelli, non sembra avere idee, ha buttato via anni in mano a un management buono a distribuire dividendi e pessimo nel tracciare una strada**.

**In Italia, nei primi sei mesi di questo altro anno disgraziato, ha prodotto poco più di 125.000 automobili**, il che significa chiudere il 2025 molto al di sotto della metà della soglia strategica del milione di auto prodotte sul territorio nazionale, come previsto dagli accordi con il governo.
**Accordi al vento, oggi come oggi.**

**Quel poco che si fa, lo si fa grazie ancora alla 500 risalente all’era Marchionne, che sembra sempre più il canto del cigno. **Al nuovo Ceo Antonio Filosa va tutta la nostra solidarietà.

**A nessuno sfuggono le cause oggettive che hanno contribuito a gettare Stellantis nel panico**, dalla confusa transizione all’elettrico in Europa ai dazi di Trump, **sino all’aggressiva e sempre più avanzata concorrenza cinese.** Di certo si ha la sensazione che si viva una confusione ben superiore alla media della concorrenza, con alcuni picchi negativi.

**Se Ferrari, grazie a una gestione autonoma** e alla forza di uno dei brand più riconoscibili al mondo **continua a macinare risultati e utili,** **la Maserati è l’emblema del buco nero.**
**A Modena, sono state prodotte 45 auto.** Avete letto bene: proprio 45. Ora si attende il “rilancio” e converrebbe dare un’occhiata a pochi chilometri di distanza, dove i tedeschi di Audi hanno fatto grandi cose con Lamborghini,** nelle medesime condizioni di mercato in cui Maserati sembra condannata all’estinzione.** Se non si sa cosa fare, tanto vale vendere.

**Nel frattempo, è tutto un rassicurare e chiedere tempo, mentre i vertici (John Elkann) blandiscono l’amministrazione Trump **pensando agli stabilimenti americani. Anche qui, siamo al massimo alla Juventus portata in triste gita nello Studio Ovale della Casa Bianca.

**L’imbarazzante presente di [Stellantis](http://Stellantis sta sempre un po’ peggio degli altri: non ha modelli, non sembra avere idee, ha buttato via anni in mano a un management pessimo nel tracciare una strada) è solo il vertice negativo: siamo una potenza industriale e il nostro destino risiede anche nella grande manifattura**. Il che non significa dimenticare le fantasiose e agguerrite Pmi, la galassia di fabbriche medie, piccole o addirittura piccolissime che costituiscono la linfa vitale di interi settori industriali tedeschi e non solo. **Ne siamo sempre stati i cantori, ma non si può rinunciare alla grande manifattura dell’auto, all’acciaio, alla chimica, alla farmaceutica senza pagare uno scotto terribile in termini occupazionali, di innovazione e ricchezza.**

La politica industriale è una cosa seria e la recente lettera-monito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla Commissione europea perché si consenta all’industria europea di operare in un quadro chiaro e definito è un segnale importante delle tre più grandi economie dell’Ue.

I tre colossi industriali dei 27 sanno di non poter rinunciare alla vocazione manifatturiera, senza rinunciare alla loro storia.**

di *Fulvio Giuliani *
