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title: "Il peso dei dazi di Trump sull&#8217;industria italiana"
description: "Il peso dei dazi voluti da Trump si fa sentire. -8,1% delle esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue e -21% verso gli Usa ad agosto"
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date: 2025-10-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/il-peso-dei-dazi-di-trump-sullindustria-italiana/
categories: [Economia]
tags: [dazi, economia, Italia, politica, Trump, usa]
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# Il peso dei dazi di Trump sull&#8217;industria italiana

![Dazi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Dazi-1024x639.jpg)

Il peso dei dazi voluti da Trump si fa sentire. Il -8,1% fatto segnare dalle esportazioni italiane verso i Paesi extra Unione europea e il clamoroso -21% verso gli Usa nel mese di agosto sono dati pesanti

**Il -8,1% fatto segnare dalle esportazioni italiane verso i Paesi extra Unione europea e il clamoroso -21% verso gli Usa nel mese di agosto sono dati pesanti.** Sarebbero anche inquietanti, se non potessimo legarli a vicende ben note, nelle quali le nostre industrie non hanno alcuna responsabilità diretta.

**Non sono stati commessi errori che possano motivare un simile crollo.** Perché quando fai -21% in un mese, in un settore cruciale e strategico come quello dell’export, non puoi far finta di nulla. Mentre il consuntivo annuale ad agosto (sempre verso tutti i Paesi extra Ue) fa segnare -7,7%.

**Solo che qualcosa è accaduto**: le scorribande trumpiane sui dazi. Qualche buontempone sosteneva che l’offensiva del Presidente degli Stati Uniti sulle tariffe si sarebbe tutto sommato risolta in nulla, un po’ di bailamme mediatico e via. Non avremmo sofferto, insomma, perché esportatori e importatori avrebbero potuto distribuirsi il nuovo carico imposto dal capo della [Casa Bianca](https://www.whitehouse.gov/).

**E invece gli effetti ci sono**: prima dell’estate gli importatori americani sono corsi a fare magazzino, ad accumulare scorte quanto più possibile prima dell’entrata in vigore dei dazi sulle merci europee. Non a caso, le nostre aziende hanno festeggiato una grande primavera in termini di export con numeri drogati dalle esigenze contingenti del mercato americano. A magazzini stracolmi, in piena estate quel -21% appare una logica conseguenza.

## L'importanza di saper gestire la “stabilità” dei dazi

**La vera partita, pertanto, comincia ora**: da adesso in avanti dovremo saper gestire la “stabilità” dei dazi al 15% su cui l’Unione europea ha trovato un faticoso accordo con l’amministrazione [Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-l-america-great-again-torna-all-eta-dell-oro/).

**In questo quadro complesso, è forse il caso di rivedere anche alcuni giudizi frettolosi e un po’ faciloni espressi al momento dell’annuncio del doloroso** (comunque la si guardi) **accordo fra Washington e Bruxelles sui dazi.** Ricorderete le contumelie riservate alla presidente della Commissione europea [Ursula von der Leyen](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/von-der-leyen-rearm-europe-un-piano-da-800-miliardi-per-la-difesa-europea-la-sicurezza-e-minacciata/).

È stata trattata a pesci in faccia per aver chiuso un accordo amaro quanto si vuole, ma pur sempre **capace di contenere i danni per l’industria dell’Ue.**

**Critiche e accuse a non finire**, come se la von der Leyen si fosse mossa in splendida solitudine, senza consultarsi con i propri commissari e con i governi dei 27. Una postura ingenerosa, cui si aggiunge una considerazione ancor più sconfortante: l’arma propagandistica di scaricare gli oneri sull’Europa e tenersi gli onori tutti per sé resta una sirena a cui quasi nessun governo riesce a resistere.

**Andatevi a rileggere solo ciò che Donald Trump ha minacciato in tema dazi negli ultimi quattro giorni**: sono volate cifre più o meno a caso su diversi settori, dalla farmaceutica - vitale per l’Italia - fino al cinema. Il 15% resta amaro, perché imposto da un governo amico (sarà ancora amico?) ma nell’infinita scala di grigi della vita è spesso preferibile il meno peggio.

di *Fulvio Giuliani*
