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title: Il Pnrr in Italia rischia di schiantarsi contro un muro
description: Trasformare in bonus per l’acquisto di vetture i fondi del Pnrr destinati alla rete di colonnine elettriche è un segnale di morte
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date: 2025-05-26
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/il-pnrr-in-italia-rischia-di-schiantarsi-contro-un-muro/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia, pnrr, politica]
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# Il Pnrr in Italia rischia di schiantarsi contro un muro

![pnrr-auto-ricarica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/colonnine_ricarica_pnrr_-1024x478.jpg)

La decisione di trasformare in *bonus* per l’acquisto di vetture una parte dei fondi del Pnrr destinati alla realizzazione della rete di colonnine per la ricarica delle macchine elettriche è un segnale di morte

Suppongo sia noioso parlare e sentir parlare del Pnrr, ma rischiamo di farci e fare davvero male. La posta in gioco va ben al di là della pur rilevante partita degli investimenti. **La decisione di trasformare in *bonus* per l’acquisto di vetture una parte dei fondi (circa 600 milioni di euro) destinati alla realizzazione della rete di colonnine per la ricarica delle macchine elettriche è un segnale di morte.** Ma non ci sono state reazioni osservabili, non soltanto fra i politici ma della classe dirigente italiana. Imprese, cattedre e giornalismo compresi.

Abbiamo una responsabilità enorme nei confronti dell’[Unione Europea](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/potenza-europea/) e di ciascuno dei Paesi componenti, rischiando di arrecare un danno permanente ai nostri interessi. **La maggiore integrazione europea passa anche attraverso la creazione di debito comune per comuni programmi. Non tutti i Paesi concordano** – neanche tutti all’interno di ciascun Paese – **essendoci interessi legittimamente diversi. **Quanti hanno tenuto sotto controllo la propria spesa pubblica e i propri *deficit* annuali pagano, per finanziare il loro debito, assai meno di chi ha adottato condotte più dissolute. Facendo crescere spesa, *deficit* e debito. Dal che discende che **un debito comune sarebbe venduto a un tasso d’interesse più basso di quello che pagano i più indebitati, grazie alla garanzia offerta dai contribuenti dei Paesi che hanno dilapidato meno.** Facile capire perché non ne siano entusiasti.

**Il solo argomento serio per convincerli consiste nel sostenere che investimenti comuni e compensazione degli squilibri renderanno il mercato interno europeo più dinamico. E quindi più capace di produrre ricchezza. A vantaggio di tutti.** Questo argomento andrà a farsi benedire se i soldi di Next Generation Eu, presi anche a debito comune e diretti ad alimentare i costi del nostro Pnrr, non genereranno né rinascita né resilienza. Un fallimento peserebbe per lustri.

Abbiamo una responsabilità enorme anche verso noi stessi. Perché un fallimento avvalorerebbe l’idea che è tutto inutile e tutto irrimediabile. Che credere il contrario sia da fessi ed entusiasmarsi per i fondi disponibili significa prepararsi al disperarsi per i fondi sprecati.

Scrivo “abbiamo” perché queste sono responsabilità collettive, che si riflettono in collettive irresponsabilità. **Illustrando i cambiamenti al Pnrr che ritiene necessari, il governo ha comunicato al Parlamento che i cantieri in essere non saranno fermati. E riusciremo a incassare le prossime rate**. Ma i problemi sono che i cantieri in essere sono pochi e il ritmo lento d’impiego dei soldi dice che non riusciremo a usarli tutti. E che la cosa importante non è incassare rate, ma usare l’incassato. E **il segnale del *bonus* è pessimo: non sapendoli spendere li si dà a chi spende.**

Ma non solo non s’è sentito un fiato politico di serio allarme. Non solo i mezzi di comunicazione ne hanno fatto trascurati trafiletti. Ma **il senso d’irresponsabilità coinvolge l’intera classe dirigente, come si può ascoltare anche dal Festival dell’economia appena chiusosi a Trento. Secondo Tronchetti Provera la *governance* europea non funziona e si dovrebbe affidarne la guida a un gruppo ristretto.** Secondo Caltagirone l’Ue dev’essere politica, mentre oggi è mera espressione commerciale. Luoghi comuni, rimasticature. P**erché non dicono niente sul fatto che è stata l’Italia a inceppare la *governance* traccheggiando sul Mes? Le iniziative politiche per la difesa ci sono eccome, ma l’Italia rischia di esserne fuori per riottosità: hanno niente da dire?** Quanto può durare la gnagnera delle colpe sempre altrui, senza mai volersi esporre per altro che non siano i benedetti affari propri?

Certo che serve un modo diverso di funzionare nell’Ue, ma prima ci si deve chiedere se l’Italia sia uno sprone o un ostacolo.** E, nel secondo caso, occorre concentrarsi sui nostri guasti. Fra i quali il possibile e tragico fallimento del Pnrr.** Passato da alto piano e irripetibile occasione all’altro piano dello schiantarsi contro il muro della collettiva incapacità.

Di *Davide Giacalone*
