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title: Il ricatto del gas russo
description: "L'Europa non vuole e non può accettare il ricatto legato al giochino dei doppi conti. Ma forse dovremmo persino ringraziare Putin di questa mossa, perché potrebbe costringere l’Unione e i Paesi più recalcitranti della necessità di fare i conti con la realtà. La guerra del gas è già scoppiata. Non co..."
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date: 2022-04-28
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/il-ricatto-del-gas-russo/
categories: [Economia]
tags: [energia, Evidenza, russia]
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# Il ricatto del gas russo

![gas russo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-2-3.png)

**L'Europa non vuole e non può accettare il ricatto legato al giochino dei doppi conti. Ma forse dovremmo persino ringraziare Putin di questa mossa, perché potrebbe costringere l’Unione e i Paesi più recalcitranti della necessità di fare i conti con la realtà.**

**La guerra del gas è già scoppiata**. Non con la brusca interruzione delle forniture a **Polonia** e** Bulgaria**, accelerazione voluta dal **Cremlino** per far pressione sull’Unione europea cominciando da due dei Paesi anche geograficamente più esposti, ma con il **durissimo confronto innescato dall’irricevibile richiesta russa di farsi pagare le forniture in rubli**. **Vladimir Putin** sa benissimo, anche perché gli è stato detto chiaro da diversi *leader *compreso il presidente del Consiglio **Mario Draghi**, che l’Europa non vuole e non può accettare il ricatto legato al giochino dei doppi conti – in euro e in rubli – che il Cremlino vorrebbe imporre di aprire in Russia per ottenere un duplice risultato: **continuare a far affluire valuta pregiata e convertirla in rubli**, in modo da sostenere la moneta russa nel mirino delle sanzioni. Un po’ troppo, persino per un uomo dall’ego fuori controllo come lo zar.

Il ricatto non può funzionare e forse a **Mosca** non si sono mai neppure particolarmente illusi, ma hanno deciso di compiere il passo successivo chiudendo i rubinetti verso **Polonia** e **Romania**. **Un avvertimento dal sapore vagamente mafioso**, rivolto a tutti noi europei. In particolar modo tedeschi e italiani, principali destinatari delle gigantesche forniture energetiche russe e grandi pagatori. Il cancelliere tedesco **Scholz**, del resto, ha ripetuto ancora ieri che è sua responsabilità ricordare che «non possiamo permettere l’embargo del gas, anche perché comunque non fermerebbe la guerra». Si colpiscono** Sofia** e **Varsavia**, dunque, per far paura a **Berlino** (e un po’ la cosa sembra riuscire), **Roma** e **Bruxelles**. Un modo per andare a vedere le carte dell’avversario, per saggiarne la tenuta psicologica, la capacità di reazione e scoprirne eventuali *bluff*.

Forse, sotto sotto, **dovremmo persino ringraziare Putin di questa mossa**, perché potrebbe sgomberare il campo dagli ultimi equivoci e costringere l’Unione e i Paesi più recalcitranti della necessità di fare i conti con la realtà. Prima o poi – forse prima che poi – **al gas di Putin dovremo rinunciare per forza**, magari direttamente per mano russa. Ancora una volta (sarà forse il caso di riconoscere la progressiva crescita politica di **Ursula von der Leyen)** la più veloce a reagire è stata la presidente della Commissione europea, dichiarando che «l’annuncio di Gazprom è l’ennesimo tentativo della Russia di utilizzare il gas come strumento di ricatto. **Questo è ingiustificato e inaccettabile**. Abbiamo lavorato per garantire consegne alternative e i migliori livelli di stoccaggio possibili in tutta l’Ue». Leggendo in filigrana, la von der Leyen **ha duramente respinto al mittente il ricatto russo** – e ci mancherebbe pure – ma soprattutto ha parlato agli Stati membri. Quasi invocando quel **Consiglio europeo** che dovrebbe infine varare alcuni princìpi fondamentali per vincere la guerra del gas. Innanzitutto, un sistema di acquisti e stoccaggio comune che metta al riparo i singoli Paesi membri da operazioni come quelle contro Polonia e Bulgaria. In particolare, poi, il varo del tetto al prezzo del gas. Il ***price cap***, proposto da Draghi il giorno dopo lo scoppio della guerra, **è l’arma più potente in mano agli europei**. Solo che non abbiamo ancora deciso di usarla, mentre il prezzo del gas va alle stelle dopo l’annuncio di Gazprom.

Superare antiche ritrosie di principio sulla federalizzazione di spese e investimenti resta difficile per tanti, nonostante la guerra. Solo che adesso olandesi e tedeschi, ma non solo loro, **farebbero bene a ‘leggere’ con estrema attenzione le mosse russe**. La guerra del gas è senza quartiere, come il conflitto scatenato in Ucraina e finanziato proprio con i proventi delle materie prime. Nell’ottica russa, non si fanno prigionieri. Si accetta il loro *diktat* e si diventa in qualche misura uno strumento di Putin o si è nemici. Dichiarati.

di* Fulvio Giuliani*
