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description: "Parla Francesco Mutti, ad dell'omonima azienda: \"Bene gli aiuti ma il Governo sia più chiaro su come sfruttarli"
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date: 2022-09-22
modified: 2024-05-22
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/intervista-a-francesco-mutti/
categories: [Economia, "Imprese d'Italia"]
tags: [Evidenza, il personaggio, interviste]
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# Mutti: &#8220;Costi energetici più che decuplicati&#8221;, ma loro crescono

![Intervista a Francesco Mutti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-3-5.jpg)

Parla Francesco Mutti, ad dell'omonima azienda: "Bene gli aiuti ma il Governo sia più chiaro su come sfruttarli. Il nanismo industriale? Un problema enorme". Problema che non riguarda Mutti che, nonostante costi energetici passati da 3,5 a 40 mln, continua a crescere. Un processo cominciato grazie a un tubetto di concentrato e un ditale per cucito.

Quando si ha l’opportunità di trascorrere qualche ora con il **Cavalier Francesco Mutti** davanti a un piatto di pasta al pomodoro – e come potrebbe essere altrimenti? – nel suo stabilimento di Montechiarugolo (PR), ci si trova davanti un uomo che è **un *****mix***** perfetto tra tradizione e innovazione**, quel che è esattamente oggi la sua azienda.

54 anni, concreto e lucido, l’amministratore delegato della Mutti Spa non passa inosservato con quei basettoni alla Camillo Benso conte di Cavour e le grandi bretelle un po’ *dandy*. **Per diventare il re dell’impero del pomodoro** (anche se lui, con modestia, prova a sminuire il termine, con un paragone improbabile con le *mid-cap* Usa),** Mutti ha rinunciato a una carriera nella finanza** e in lui si avverte la punta di rammarico di chi s’interroga su come sarebbe andata: «Era il periodo delle *dot-com* e quando, a 26 anni, mio padre mi chiese se volessi entrare in azienda, accettai. All’epoca era una società che non cresceva e fatturava 10 mln di euro l’anno. Oggi l’ultimo fatturato dell’azienda, quello del 2021, è pari a 484 milioni e si prevede una crescita doppia cifra nel 2022. Tutto questo **n****onostante l’anno al cardiopalma per via della siccità**, anche se il pomodoro non richiede molta acqua (50-60 lt per kg) se paragonato, per esempio, al frumento (1.100 lt per kg)».

**Pesa anche la questione energetica**, in particolar modo per questo comparto che trasforma la materia prima proprio nel trimestre estivo, quello più colpito dai rincari. **Chiediamo dettagli sulla bolletta e i numeri sono da capogiro**: «Due anni fa per le stesse quantità di prodotto abbiamo avuto un costo di 3,5 mln, **quest’anno prevediamo una spesa di 40 mln**». Basteranno gli aiuti appena varati? «La questione verte su come sfruttarli, perché a oggi il termine stabilito del 31 dicembre non permette al sistema bancario di farsene carico e renderli liquidabili per le aziende. È importante che il governo faccia chiarezza sul punto, il settore impiega 50mila lavoratori».

**L’Italia è il secondo *player***** al mondo nella lavorazione del pomodoro**, subito dopo la California; la Cina è terza anche se in passato, per un breve periodo, ci aveva scavalcato. «Per proteggere il *Made in Italy*, in collaborazione con l’Università di Piacenza abbiamo sviluppato un metodo che grazie all’analisi delle terre rare presenti nel pomodoro ci consente di capire se questo provenga dal Nord o dal Sud Italia». **A proposito di Sud resta il tema del lavoro nero**, pratica diffusissima tra chi si occupa della raccolta: «**In generale si tratta di un impoverimento sociale che riguarda tutti**» osserva Mutti. «Le aziende che impiegano in nero offrono un prodotto a un costo minore non perché siano più brave ma solo perché non rispettano le regole. In Italia esistono 55mila aziende ma più della metà delle esportazioni è fatta solo dallo 0,2% di queste. Con una dimensione media al di sotto di 9 lavoratori per impresa,** il nanismo aziendale è un problema enorme**».

**Gli chiediamo se il reddito di cittadinanza sia un ostacolo alla crescita**. «No, quando aiuta famiglie in reale difficoltà. **Eppure la sua natura non temporanea crea una distorsione sul mercato**, alimentando il lavoro nero e non permettendo all’economia di svilupparsi in modo sano. Per uscire dal problema serve una visione industriale d’insieme».

Quella che invece ha avuto nel 1951 il prozio Ugo con** il tubetto in alluminio per il concentrato di pomodoro**. All’epoca, quando ancora le case erano senza frigoriferi, il concentrato andava conservato in barattoli con sopra un filo d’olio. Non mancarono le critiche: «**Dobbiamo lavarci i denti col concentrato e cucinare col dentifricio?**». Poi però fu un successo senza eguali. Ma** il genio di Ugo Mutti non si fermò lì**. Per chiudere la confezione utilizzò un ditale, accessorio indispensabile per le casalinghe dell’epoca.

Il resto è storia.

*di Ilaria Cuzzolin*
