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title: "Intervista all&#8217;AD di Microsoft Italia, Silvia Candiani"
description: "Il direttore Fulvio Giuliani intervista l'amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani e il gravoso problema della Stem"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-26.jpg
date: 2022-05-20
modified: 2023-03-20
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/intervista-allad-di-microsoft-italia-credere-che-il-mondo-possa-cambiare/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, lavoro, società]
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# Intervista all&#8217;AD di Microsoft Italia, Silvia Candiani

![Silvia Candiani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-26.jpg)

Ogni anno in Italia 150 mila posti di lavoro restano scoperti per mancanza di competenze Stem. Un problema da affrontare subito e con serietà: anche di questo abbiamo parlato con l'amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani**



**150mila posti di lavoro per cui sono richieste competenze Stem** (scientifiche, tecnologiche e digitali) **che ogni anno non riusciamo a coprire in Italia.** Un salasso di opportunità e futuro per i nostri ragazzi e non solo. «E andrà sempre peggio, perché l**a richiesta sarà sempre più alta** e – se non invertiremo subito la rotta – avremo via via meno ragazze e ragazzi preparati a ciò che l’impresa richiede e cerca affannosamente. Bisogna lavorare tanto sull’incontro fra domanda e offerta».

A parlare è** l’amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani,** a capo dell’azienda di Redmond nel nostro Paese dal 2017. È una *manager* di grande esperienza e scarsa smania di apparire. Centellina i suoi interventi, cercando di renderli quanto più efficaci possibile nell’ottica della strategia che Microsoft ha scelto di sviluppare in Italia: lavorare come *partner *strategico delle nostre imprese ma investire al contempo **in una formazione scolastica e universitaria completamente rivista** e nell’aggiornamento dei lavoratori più maturi. L’alternativa è intorno a noi: assistere all’emorragia di posti di lavoro e alla sconfitta nella gara della competitività internazionale.

A differenza di molte *big tech* che in Italia hanno presenze puramente commerciali o comunque ridotte all’osso, Microsoft ha sempre scelto di ‘esserci’ e contare: «Credo che far leva su quello che Microsoft ha come capacità di innovazione, invenzione e trasformazione e applicarlo in Italia per portarlo ad avere un impatto sulla crescita del nostro Paese sia ciò che mi motiva ogni giorno e mi entusiasma. **Il fatto di essere radicati in Italia e avere a cuore il successo del nostro Paese ci fa sentire parte di un ecosistema.** L’innovazione – continua Candiani – non la si fa mai da soli ma mettendo in rete imprese (dalle più grandi alle più piccole) e università. **Fare sistema è un fattore di successo importante e per noi distintivo.** Rispetto ad altri *player*, abbiamo una sede e tanti dipendenti. La tecnologia è digitale ma poi lavoriamo concretamente sul territorio. Negli anni sono state tante le iniziative con le quali si è cercato di sensibilizzare famiglie e ragazzi alle straordinarie opportunità offerte dall’era digitale: dalla Nuvola Rosa all’Edu Day dello scorso 29 aprile».

Esiste proprio un *mismatch* nel mondo del lavoro fra richiesta e competenze. «Fondamentale in questo senso il ruolo del mondo della scuola, che dovrebbe accompagnare le discipline più classiche e umanistiche a quelle più digitali. **È soprattutto un tema di orientamento,** di aiutare i giovani a capire che la tecnologia apre possibilità importanti, basti pensare al mondo della sostenibilità». Formazione significa anche affascinare e «la chiave per attrarre persone e giovani è vedere il digitale come strumento per un impatto positivo sul sistema e la società».

Siamo soliti ricordare come l’Italia non sia un Paese per giovani, ma neppure troppo per ‘vecchi’ e infatti Candiani ricorda un altro dovere fondamentale: l’*upskilling*, ovvero l’aumento delle competenze di chi è già da anni nel mondo del lavoro. Confrontarsi con *manager* come lei e un’azienda che risponde al nome di Microsoft sono un’occasione per parlare, senza rischiare l’ipocrisia, di temi come *diversity and inclusion*, lavoro giovanile e femminile. **Per il colosso fondato da Bill Gates rivedere costantemente metodi e pratiche di lavoro è parte stessa della filosofia aziendale.** Un’eredità del leggendario fondatore. In Microsoft i responsabili dei vari settori sanno di dover far crescere i giovani talenti. Perché così un’azienda funziona meglio, produce di più, ottiene più risultati.

Nessun moralismo, tanto pragmatismo: il meglio per il lavoratore è il meglio anche per l’azienda. Ed ecco che il tono dell’ad di Microsoft vira quasi all’incredulità davanti alle polemiche scoppiate in Italia nelle ultime settimane su lavoro femminile e maternità: «Sono stati fatti tanti studi sull’importanza di garantire una diversità e una complementarità dei punti di vista per le *performance* delle aziende. Più in generale, credo sia un tema di equità. **Per attrarre i migliori talenti bisogna offrire pari possibilità di emergere con gli stessi meriti.**

In un momento di guerra per il talento, di ricambio generazionale, di nuove competenze dobbiamo assicurarci di garantire il massimo accesso a questi talenti, senza perdere metà del mondo perché è donna. Questo è il mese dell’inclusione e della diversità – ricorda – e dare a ciascuno la possibilità di esprimere il proprio potenziale è un fattore decisivo per il successo delle aziende». Silvia Candiani ci tiene a essere ancora più chiara: **«Non è buonismo ma *it*’*s good for business*.** **Non si può essere innovativi per le aziende senza che i dipendenti siano contenti e ingaggiati»**.

La maternità stessa, del resto, deve essere vissuta come una grande opportunità anche in azienda. «Sicuramente aiuta avere un governo che dia delle direttrici e faciliti alcuni momenti come il ritorno dalla maternità» ragiona la prima presidente donna dell’Associazione degli alunni dell’Università Bocconi. «Nel momento in cui c’è competizione sul talento, però, è fondamentale per le aziende essere più moderne nel gestire i passaggi della vita delle persone, altrimenti semplicemente non riescono ad assumerle o a trattenerle».

Microsoft è una delle realtà che ha letteralmente plasmato il mondo così come lo conosciamo oggi. La mattina ci svegliamo e cominciamo a compiere le nostre azioni quotidiane usando *device*, *tool*, assistenti digitali al lavoro e nei momenti liberi. Se l’informatica potenzia ormai qualsiasi attività professionale o ludica lo dobbiamo anche alla visione di Bill Gates prima e di Satya Nadella (il *ceo global*) dopo di lui. L’uomo che scommettendo sulle potenzialità infinite del *cloud* ha proiettato Microsoft nel Terzo millennio e a dimensioni sconosciute. «Un *computer* su ogni scrivania», il *mantra* di Gates che segnò l’informatizzazione della nostra società, è storia. Ciò che oggi interessa è l’impatto delle scelte e delle visioni di imprenditori che non si sono ‘accontentati’ di fondare imperi economici ma hanno voluto ispirare e indicare una strada. «Ricordo una frase di Satya Nadella» sottolinea la Candiani dopo una pausa per citare correttamente: «**Microsoft deve essere una piattaforma per creare il cambiamento di cui siamo appassionati.** Credo sia importante nel lavoro e in quello che si fa trovare il modo di esprimere le proprie passioni».

Ecco, conclude Silvia Candiani, «quello che cerco in chi viene a lavorare con noi è la curiosità, la voglia di imparare e mettersi in gioco e una mentalità imprenditoriale. Non spaventarsi e rimboccarsi le maniche, senza darsi mai per vinti. Resilienza e passione. Non bisogna partire imparati, ma avere voglia di capire e mettersi in gioco. **Vorrei qualcuno che venisse al lavoro con il desiderio di cambiare il mondo»**.

Di *Fulvio Giuliani*
