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nanismo finanziario

Il nanismo finanziario va contrastato

Una situazione difficile porta con sé (anche) grandi opportunità. Con questa prospettiva ci si deve approcciare al mercato mobiliare attuale in un cui lo spauracchio della recessione tecnica viene ripetuto quasi come un mantra. Da esorcizzare
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Il nanismo finanziario va contrastato

Una situazione difficile porta con sé (anche) grandi opportunità. Con questa prospettiva ci si deve approcciare al mercato mobiliare attuale in un cui lo spauracchio della recessione tecnica viene ripetuto quasi come un mantra. Da esorcizzare
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Il nanismo finanziario va contrastato

Una situazione difficile porta con sé (anche) grandi opportunità. Con questa prospettiva ci si deve approcciare al mercato mobiliare attuale in un cui lo spauracchio della recessione tecnica viene ripetuto quasi come un mantra. Da esorcizzare
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Una situazione difficile porta con sé (anche) grandi opportunità. Con questa prospettiva ci si deve approcciare al mercato mobiliare attuale in un cui lo spauracchio della recessione tecnica viene ripetuto quasi come un mantra. Da esorcizzare

Con l’inflazione a doppia cifra i risparmi restano parcheggiati sui conti correnti e finiscono per essere erosi. Un atteggiamento che non opprime solo le potenzialità della finanza italiana ma anche dell’economia reale, come ci spiega il presidente di ASSOSIM Marco Ventoruzzo, professore ordinario di diritto commerciale presso l’Università Bocconi di Milano.

L’Associazione riunisce circa 70 intermediari finanziari di diversa natura, sia italiani che stranieri, che operano sul territorio nazionale: dalle grandi banche commerciali a quelle specializzate nell’investment banking, dagli operatori stranieri di grandi dimensioni a realtà più piccole e specializzate, boutique della finanza, molto rilevanti nel nostro panorama, così come alcuni mercati regolamentati e piattaforme di negoziazione multilaterale.

Un panorama molto variegato che rappresenta oltre l’80% delle quotazioni che avvengono sui mercati italiani. Nell’ultimo lustro, 27 miliardi di euro di aumenti di capitale e 13 miliardi di IPO (initial pubblic offering, il lancio sul mercato azionario di una società) sono passate da associati di ASSOSIM.

“Spesso la scarsa propensione degli italiani agli investimenti viene sottovalutata, non vengono cioè adeguatamente considerate le implicazioni che questa può avere sull’economia reale e la crescita del paese. Non basta tuttavia una norma per cambiare questa attitudine dei risparmiatori, serve l’impegno costante di tutti. Sotto questo specifico aspetto – continua Ventoruzzo –, l’attuale situazione di rialzo dei tassi sta tuttavia avendo anche risvolti positivi: il fatto che il denaro sia diventato più costoso può avere un effetto di pulizia sui mercati, perché impone maggiore attenzione nella selezione degli investimenti.

In situazioni come questa le imprese esplorano forme di finanziamento diverse, come i mercati regolamentati o le operazioni di private equity dove è possibile anche convogliare il risparmio diffuso. Un aspetto importante per capitalizzare le imprese italiane, spesso molto virtuose, ma che faticano a tenere il passo nel confronto internazionale proprio perché sottocapitalizzate”.

Iniziative volte a cambiare questo background culturale del risparmiatore italiano devono tuttavia andare di pari passo con la semplificazione delle norme, in quello che è in buona sostanza un rapporto osmotico. Più le norme sono chiare, più c’è fiducia negli investimenti; più c’è fiducia negli investimenti, più si contrasta l’atavico problema del nanismo finanziario nel mercato italiano. Un mercato che ha visto una forte modernizzazione su impulso comunitario ma anche grazie alla normativa interna, in primis il TUF (Testo Unico Finanziario) del ’98.
“Le norme del Testo unico rappresentano un ottimo grado di tutela dell’investitore, anche grazie all’attività puntuale delle autorità di vigilanza e della magistratura. Tale protezione – spiega il presidente – non è solo nell’interesse dell’investitore ma anche degli operatori più seri per i quali è fondamentale che ci sia una consolidata fiducia nel mercato”.

Anche nella finanza, determinante è il rapporto tra l’esigenza di protezione e quella di flessibilità, non del tutto equilibrato nella realtà italiana. “Da noi ci sono alcune regole più stringenti di quello che le regole armonizzate europee richiederebbero, questo sicuramente rende il mercato meno competitivo. Uno degli impegni di ASSOSIM è promuovere questi elementi di semplificazione. Su questo fronte, finalmente anche le autorità e le istituzioni italiane hanno dato importanti segnali di apertura: il MEF col tavolo di lavoro per le quotazioni, Borsa italiana ed Euronext con alcune semplificazioni sui prospetti ma anche la CONSOB si è mossa sulla strada della semplificazione negli ultimi mesi e – proprio in questi giorni – la pubblicazione del Listing Act UE per incentivare la quotazione”, dice Ventoruzzo che ricorda sullo sfondo il tema di un mercato unico dei capitali europeo.

Di Giovanni Palmisano

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