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title: Ipocrisie inquinanti e falsi consiglieri indipendenti
description: La prassi relativa alla presentazione di liste del consiglio, per il rinnovo dell’organo amministrativo delle società quotate, è aberrante.
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date: 2021-11-15
modified: 2021-11-13
author: Bancor
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/ipocrisie-inquinanti-e-falsi-consiglieri-indipendenti/
categories: [Economia, Evidenza]
tags: [economia, imprese]
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# Ipocrisie inquinanti e falsi consiglieri indipendenti

![liste di consiglio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-9-2.png)

## Il fatto che il consiglio uscente di una società quotata possa ricandidarsi è una scorciatoia verso l’autoproclamazione. Si sarebbero dovuti dare maggiori strumenti ai sindaci

Astraendoci dalle questioni contingenti, relative alla disputa su **Mediobanca** e **Generali**, la prassi relativa alla presentazione di liste del consiglio, per il rinnovo dell’organo amministrativo delle società quotate,** è aberrante**. Il fatto che il consiglio uscente di una società quotata possa ricandidarsi è una scorciatoia verso l’autoproclamazione e l’unanimismo di stampo sovietico. **Inaccettabile**. Laddove esiste un azionista di riferimento del capitale controllante la società, ovvero un soggetto che ha investito del danaro proprio, dovrebbe essere egli stesso a formulare la proposta dei nomi da candidare davanti all’assemblea degli azionisti. **Lasciare che i *****manager***** o, peggio ancora, che i consiglieri indipendenti si rinnovino tacitamente in blocco non fa bene al mercato e men che meno alle società**.

In realtà quasi tutta la normativa di più recente emanazione è frutto di un’attività lobbistica fortemente distorsiva, che ha introdotto un livello di ipocrisia che corrode i meccanismi delicati della *governance* societaria, con il paradossale pretesto di tutelarli. **Il fatto stesso che si presentino delle liste bloccate è un errore.** In una Spa non si ragiona per maggioranze di pensiero, anche perché l’oggetto è già definito a priori: **fare profitti**. Aver mutuato dalle cooperative il principio delle liste bloccate, dove ogni testa ha un voto, ha fatto il gioco degli amministratori indipendenti e di Assogestioni, la loro principale agenzia di collocamento. **Ovvero un’altra delle aberrazioni del nostro sistema di *governance*****.** In Italia abbiamo il collegio sindacale, che funziona molto bene e ha le competenze necessarie per svolgere i compiti che si pretende oggi di affidare a consiglieri, **presunti indipendenti**. I consiglieri indipendenti sono una derivazione dal diritto Usa, ma in America, non avendo un collegio sindacale, è comprensibile che vi ricorrano. **Si sarebbero dovuti dare maggiori strumenti ai sindaci**, le cui competenze professionali sono mediamente molto più alte di quelle di amministratori indipendenti che il più delle volte non hanno le qualifiche e le esperienze necessarie per sedere nei cda dove stanno.

**È un errore drammatico quello di voler trasferire poteri decisionali su chi dovrebbe solo vigilare e controllare le procedure**. Prova ne sia che non si ha memoria di posizioni innovative o anche solo critiche, da parte degli indipendenti, verso alcuna società quotata, come se tutto filasse sempre liscio e nessuno avesse nulla da ridire. Hanno soltanto l’obiettivo di non decidere, non assumersi responsabilità e pararsi le spalle. Senza contare che nel nuovo Codice è previsto che l’amministratore non abbia più neppure il dovere di vigliare ma solo «di agire informato». E da chi acquisisce le informazioni? Dall’amministratore delegato. **Figuriamoci che controlli incisivi possano fare i consiglieri indipendenti, che nulla sanno del *****business*****, se li istruisce l’ad dell’azienda.**

Basti vedere come funzionano i comitati nomine, popolati da indipendenti: qualcuno crede alla fiaba che le nomine siano frutto del pensiero e della volontà del comitato? E i comitati remunerazione come funzionano? Possibile che lor signori indipendenti trovino sempre il modo di pagare buonuscite milionarie ad amministratori delegati che spesso hanno lavorato poco e male? Gli indipendenti consentono queste storture perché così si garantiscono la ricandidatura al prossimo giro**. Quindi sono indipendenti da cosa? Dal bene della società, questo è poco ma sicuro.**

Ben venga quindi la fine di questa abominevole procedura autoreferenziale e sia l’azionista di riferimento a fare le proposte, affrontando i problemi delle candidature con il coraggio e la determinazione che servono e che gli compete.

di *Bancor*
