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title: La guerra non sia anche una scusa
description: "Se l'inflazione è tornata a mordere non è solo responsabilità del conflitto russo-ucraino. L'era dei soldi gratis  sta volgendo al termine e dopo la Federal Reserve anche la BCE alzerà gli interessi. L’Italia avrà problemi seri da affrontare nei prossimi mesi, anche perché li ha ancora una volta rin..."
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date: 2022-05-11
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/la-guerra-non-sia-anche-una-scusa/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# La guerra non sia anche una scusa

![inflazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-2.png)

Se l'inflazione è tornata a mordere non è solo responsabilità del conflitto russo-ucraino. L'era dei soldi gratis  sta volgendo al termine e dopo la Federal Reserve anche la BCE alzerà gli interessi. L’Italia avrà problemi seri da affrontare nei prossimi mesi, anche perché li ha ancora una volta rinviati.

Ieri, oggi e domani il mondo del risparmio italiano si dà appuntamento a Milano,** per il Salone 2022**. È la prima, vera edizione post-pandemia.

Un evento diventato tradizionale nel tempo, occasione per fare il punto non solo sulla gestione del risparmio in Italia, **ma più in generale sul momento economico del Paese**.

Quest’anno, potendo tornare alla capienza massima e alla consueta folla di appuntamenti in sequenza, **il Salone offre un’opportunità dolorosamente diversa**, nei giorni segnati dall’**aggressione della** **Russia di Vladimir Putin all’Ucraina.**

In un contesto geopolitico rivoluzionato dalla guerra scatenata dallo zar,** l’[inflazione](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/rimediare-linflazione-galoppante/) è tornata a mordere** a livelli e con ritmi che avevamo dimenticato. Si badi, effetto non solo del conflitto. **L’era dei soldi gratis**, nel frattempo,** volge al termine**: la Federal Reserve americana ha già avviato un programma piuttosto severo di rialzo dei tassi di interesse e la Banca Centrale Europea non potrà che seguirne l’esempio già nella seconda metà dell’anno. **Decisioni accelerate proprio dalla necessità di tenere sotto controllo la spirale inflattiva**.

Prendete tutti questi ingredienti, mescolateli per bene, aggiungete il vortice creato dalla guerra e **avrete il perfetto cocktail potenzialmente tossico per la nostra economia**. Eppure, conflitto in **Ucraina** a parte, nulla di tutto ciò era imprevedibile: **il costo del denaro era destinato inevitabilmente a risalire**. Stesso discorso per l’inflazione, persino invocata nei mesi della grande paura del ristagno e della deflazione. Insomma, non potremo addossare tutte le responsabilità alla politica scellerata dell’autocrate di Mosca. **L’Italia avrà problemi seri da affrontare nei prossimi mesi, anche perché li ha ancora una volta rinviat**i.

Tornando a pagare di più per finanziare il proprio debito - mentre si conclude il programma di acquisto di titoli da parte della BCE -** il nostro Paese potrebbe ritrovarsi esposto ai ben noti rischi della speculazione**. Tornerà d’attualità anche il** mitologico spread**, passato di moda in questi ultimi mesi di tassi a zero.

Tutto questo non perché qualcuno ce l’abbia con noi, ma perché continuiamo a mandare segnali quantomeno contraddittori.

**Anche i mercati conoscono il calendario politico del nostro Paese** e sanno che fra un anno al massimo l’esperienza del governo **Draghi** si concluderà con le nuove elezioni. Basta un’occhiata alla cronaca quotidiana - peraltro di una noia e ripetitività mortali - per rendersi conto di come i partiti oggi anestetizzati dall’innaturale maggioranza che sostiene l’esecutivo non vedano l’ora di riprendersi la scena all’insegna di spesa e debito. **Scelte che si pagano, in tutti i sensi.**

di* Fulvio Giuliani*
