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title: La Sicilia non perda ancora il treno
description: "Il tema del trasporto ferroviario in Sicilia: la cancellazione dell'unico Frecciabianca fra Palermo e Catania ha riaperto il dibattito"
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date: 2022-10-19
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/la-sicilia-non-perda-il-treno/
categories: [Economia]
tags: [Evidenza, Italia]
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# La Sicilia non perda ancora il treno

![La Sicilia non perda ancora il treno](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-16.jpg)

Il tema del trasporto ferroviario in Sicilia ha radici profonde: la cancellazione dell'unico Frecciabianca fra Palermo e Catania ha riaperto il dibattito. Ma prima di tutto è necessario un cambio di mentalità.

**C’è la Sicilia, poi il resto dell’Italia**. Stessa nazione, due realtà diverse: mentre altrove gli **spostamenti in treno** sono diventati sempre più comodi e veloci, sull’isola la situazione è decisamente diversa.

Ultimo esempio: **Trenitalia ha deciso di cancellare definitivamente l’unico Frecciabianca previsto fra Palermo e Catania**. Un anno fa, a novembre, la prima corsa. Quest’estate lo stop per consentire alcuni lavori di adeguamento della rete. A settembre il treno è scomparso dal portale di prenotazione. A onor del vero a salirci in quei mesi erano sono stati davvero in pochi: 10, massimo 20 passeggeri al giorno secondo i dati di Ferrovie Siciliane. Perché costava di più dei regionali e non faceva risparmiare molto tempo: alla fine la distanza veniva coperta in 3 ore e 6 minuti (più che fra Roma e Milano, 209 chilometri contro 571).

**Il tema del trasporto ferroviario in Sicilia è annoso**: se nel resto dell’Italia la differenza rispetto a qualche anno fa appare evidente, **qui tutto è rimasto fermo al ventesimo secolo**. A cominciare dalle infrastrutture. In tutta l’isola ci sono solo 223 chilometri a doppio binario e quindi serve davvero a poco annunciare un treno che toccherà i 200 chilometri orari, perché con questa rete è impossibile.

La tratta Palermo-Catania, importantissima per chi si muove nella regione, non è neanche quella messa peggio: **per percorrere i 340 chilometri fra Trapani e Catania s’impiegano nove ore**. Nove. Più di quante ne siano necessarie per andare da Milano a Parigi. Logico quindi che i convogli restino vuoti, che chi non vuole prendere la macchina continui a preferire il trasporto sui bus. I quali non sono proprio un esempio di grande velocità ma almeno hanno tempi di percorrenza più comprensibili.

**Parte dei fondi del Pnrr sono destinati proprio all’ammodernamento delle linee ferroviarie, ma i siciliani non sembrano avere molta fiducia nella possibilità che un intervento risolva la situazione**. Eppure in molte altre regioni con caratteristiche morfologiche complicate si è fatto tanto, col risultato di aver aumentato sensibilmente il numero dei passeggeri sui treni. Ottenendo così benefici innegabili anche dal punto di vista della lotta all’inquinamento.

**In Sicilia si rende necessario un cambio di passo, anche di mentalità**. Abbandonare le vecchie abitudini è sempre difficile, ma può rappresentare davvero un punto di svolta. Sempre che – ovviamente – i lavori annunciati vengano fatti e non si traducano in cantieri di cui si conosce la data di inizio ma mai quella di fine lavori.

 

*di Annalisa Grandi *
