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title: "L&#8217;arma del debito contro di noi"
description: "Il debito è come un'arma puntata contro di noi ma abbiamo la possibilità di non essere il bersaglio, ma di potere prendere la mira"
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date: 2023-02-20
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# L&#8217;arma del debito contro di noi

![L'arma del debito contro di noi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-1-9.jpg)

Il debito è come un'arma puntata contro di noi ma abbiamo la possibilità di non essere il bersaglio, ma di potere prendere la mira

L’arma del debito è puntata contro di noi. Da molto tempo e per nostra responsabilità. Dovendo ora aumentare il debito per comprare armi – ottemperando a un obbligo di sicurezza e corresponsabilità Nato – **abbiamo la possibilità di non essere il bersaglio, ma di potere prendere la mira**.

Dovendo far crescere la spesa per la difesa dall’1,38% del Prodotto interno lordo ad almeno il 2% – così come stabilito in sede Nato nel 2014 e così come è ora saggio e urgente che sia, perché la guerra che la Russia ha scatenato in Ucraina comporta il trasferimento di armi e lo sguarnirsi degli arsenali – e dovendo quindi affrontare una spesa che era prevista ma ora non rinviabile, **il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto che quei soldi non siano contabilizzati ai fini del Patto di stabilità**. Se tale richiesta fosse accolta sarebbe per noi un danno. Dobbiamo chiedere e proporre molto di più.

I celebri e vituperati “parametri europei” non soltanto sono l’ultimo dei problemi, ma comportano un vantaggio, giacché sono i cardini di una protezione. **Più alto è il rischio di speculazione sul debito nazionale, più alto è il valore della protezione**. Potere fare debiti in deroga a quei parametri non è un privilegio ma una fregatura, proprio perché aggira la protezione. Di quel debito aggiuntivo non dovremmo discutere con la Commissione Ue, ma dovremmo comunque chiederlo al mercato e adeguatamente remunerarlo. Non c’è alcun vantaggio. Mentre **l’aumento delle spese per la difesa è una necessità** che risponde a una preziosa unità europea, che ha un alto valore sia politico che morale. E siccome non siamo una parte del mondo senza produttori di sistemi d’arma e tecnologia d’avanguardia, **quel che dovremmo proporre è mettere a sistema quel mondo produttivo**, lavorare all’eliminazione delle sovrapposizioni disfunzionali e alimentarlo con investimenti europei, retti da debito comune. Non sarebbe una furbata per non fare debito italiano, ma una spinta seria alla difesa comune. Che, in ambito Nato, è anche la sola possibile e immaginabile.

**Il governo Meloni avrebbe qualche credibilità in più, per proporlo**. **A partire da tre premesse**.

1. In campagna elettorale FdI è stata la sola forza di destra (a parte Azione, la sola in generale) a opporsi agli scostamenti di bilancio, mentre gli altri reclamavano debito aggiuntivo per distribuire quattrini. Come è noto FdI ha trionfato e gli altri tonfato; 2. Ereditati i conti dal governo Draghi s’è posto in coerenza, tanto che nessuno ha potuto seriamente avanzare dubbi di affidabilità e lo *spread* se ne è stato a cuccia;

3. È stato capace di due scelte coraggiose e giuste: a. cancellare la sospensione delle accise sui carburanti (salvo pasticciare nel decreto), b. cancellare lo sconto in fattura e la cessione del credito di quella roba allucinante con denominazione circense, ovvero il *superbonus* 110%.

**Naturale che avrebbero accusato il governo del caro carburanti, anche se i prezzi calavano**. Naturale che ora si paventi la morte del mercato edilizio, che dopo essere stato a lungo drogato non potrà non avere una crisi d’astinenza. (Dei 372.303 cantieri aperti solo 51.247 sono relativi a condomini e di 65,2 miliardi di investimento ammessi solo 30,4 riguardano condomini, il resto sono ville ed edifici unifamiliari; quindi gli immobili che se ne sono giovati sono pochi e moltissimi a favore di soggetti che avrebbero potuto spendere da soli, invece si sono usati soldi del contribuente e alimentata l’inflazione favorendo la crescita dei prezzi). **Queste cose il governo ha avuto il coraggio di farle** e ciò rende credibile la proposta cui si faceva cenno, non intestandola a chi sa solo spendere soldi che non ha.

Il “dettaglio” è che sia la difesa europea che il debito condiviso rispondono ai nostri interessi, ma sono anche potenti vettori di maggiore e indissolubile unità europea. Sarebbe interessante veder realizzare questo disegno da chi lo avversò. **Ma Brexit è lì a dimostrare quanto fosse folle**.

*di Davide Giacalone*
