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title: Le mosse della Bce e la zavorra del debito
description: "La scelta della Bce di alzare i tassi e fermare l'acquisto dei titoli di Stato era ampiamente prevedibile, ma non per le forze politiche."
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date: 2022-06-10
author: Gaia Cenol
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/le-mosse-della-bce-e-la-zavorra-del-debito/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, inflazione, UE]
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# Le mosse della Bce e la zavorra del debito

![bce tassi di interesse](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-2-4.jpg)

La scelta della Bce di alzare i tassi e fermare l'acquisto dei titoli di Stato era ampiamente prevedibile, dato che l'aumento del debito non è la soluzione, bensì il problema.

Nulla di imprevisto, lo sapevamo già. Lo sapevamo da quando è stato annunciato e lo sapevamo anche da prima, perché **non era pensabile continuare all’infinito con tassi d’interesse a zero e acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Banca centrale europea.**

Tanto lo sapevamo che, da mesi, andiamo scrivendo che questa inevitabile e scontata previsione richiede – da parte di ciascuno e in particolare da parte nostra, italiana, a causa del debito elevatissimo – una adeguata preparazione. Da parte del governo c’è stata, resistendo in ogni modo alla petulante richiesta di un nuovo e ulteriore “scostamento di bilancio”, ovvero altro *deficit* e debito. **Non altrettanto si può dire, quasi senza differenza di schieramento, per le forze politiche.** Attardatesi a immaginare che il mondo di ieri possa essere quello di domani.

**La novità, quindi, non è la sostanza ma il calendario.** Da luglio cesseranno gli acquisti incrementali di titoli del debito pubblico emessi dai singoli Stati dell’Unione. **Attenzione: non significa che non saranno più acquistati, perché quelli già in portafoglio alla Banca centrale saranno rinnovati (e non è affatto cosa da poco),** ma che non si farà crescere il debito in casse federali. Anche perché, nel frattempo, si sono creati diversi strumenti di debito direttamente europeo.

**A luglio ci sarà anche il primo aumento dei tassi d’interesse, nella misura di un quarto di punto. Un secondo è previsto per settembre.** Fissare ora quelle scadenze serve a far in modo che il mercato ne sconti subito gli effetti. Che, difatti, si sono già visti.

Il riflesso negativo sulle Borse è una conseguenza di scuola ma non deve impensierire più di tanto. Perché alla prosperità del mercato serve più la chiarezza delle regole e delle condizioni che non la facilitazione monetaria oltre i limiti del ragionevole. **Il secondo riflesso negativo, già in atto da giorni e ieri accentuatosi, è sullo *spread*,** ovvero il divaricarsi del differenziale dei tassi d’interesse che ciascuno Stato si vede imposto dal mercato.

Questo è più preoccupante, specie se si osserva non solo la distanza fra il nostro tasso e quello tedesco, ma fra il nostro e quello spagnolo o portoghese, per non dire del francese. La preoccupazione non è solo nostra, **tanto che la stessa Bce ha precisato che nel caso in cui quelle distanze dovessero essere tali da creare degli squilibri pericolosi intenderà comunque intervenire,** sebbene con strumenti e modalità nuovi.

La morale della favola è nota e qui anticipata: **il debito non è la soluzione delle nostre inefficienze ma un male che le aggrava.** Non possiamo riassorbirlo ma possiamo governarlo in modo da disinnescarne i pericoli. Il che comporta un senso di responsabilità e una sincerità espositiva che ancora, purtroppo, non vediamo nella vita politica.

 

Di *Gaia **Cenol*
