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title: L’incombere della bancarotta
description: Mercoledì la Federazione Russa e un’importante impresa siderurgica russa, Severstal, hanno comunicato di aver pagato in dollari Usa...
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date: 2022-03-18
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/lincombere-della-bancarotta/
categories: [Economia, Evidenza]
tags: [economia, guerra, russia, Ucraina]
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# L’incombere della bancarotta

![L’incombere della bancarotta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-42.jpg)

I rischi delle sanzioni alla Russia sono evidenti, per questo bisogna ricordare che l’obiettivo di queste ultime è quello di costringere Putin a mollare l’osso e pagare i danni arrecati. Rispondendone politicamente, finanziariamente e penalmente.

Mercoledì la **Federazione Russa** e un’importante impresa siderurgica russa, **Severstal**, hanno comunicato di aver pagato in dollari **Usa** gli interessi dovuti su due obbligazioni ma di non essere certi che gli intermediari occidentali verseranno tali fondi ai creditori. Immagino abbiano chiesto di fare i pagamenti con le **riserve oggetto di sanzioni**, per cui detti intermediari dipendono ora dalle decisioni in materia dell’**Ofac** (Ufficio controllo dei beni stranieri).

Al momento in cui scrivo non conosco la risposta al quesito, ma osservo che sarebbe masochista per l’Occidente impedire a **Putin** e alle imprese private russe di onorare i debiti esterni se intendono continuare a farlo, esclusi beninteso i pagamenti diretti a istituzioni o persone **sanzionate**. Innanzitutto, gli investitori occidentali che hanno comprato anni fa **obbligazioni russe** non sono ‘colpevoli’ di alcunché e dunque ‘punirli’ non avrebbe senso.

Diversamente, la proposta di non consentire alla Russia di indebitarsi nuovamente all’estero per **finanziare la guerra** o l’occupazione di Paesi sovrani appare perfettamente fondata, come pure il **blocco dei fondi degli oligarchi putiniani**.

Gli **Stati**, di norma, finanziano il servizio dei propri debiti emettendo nuove **obbligazioni**. **Bloccando nuove emissioni si arriva comunque alla bancarotta**, a meno di registrare un forte e costante eccedente della bilancia commerciale e di obbligare gli esportatori a cedere la valuta alla banca centrale, di fatto dissanguando l’economia. L’Occidente ha interesse a difendere la funzione del dollaro e dell’euro come monete di riserva e come strumenti monetari della **globalizzazione**.

Il **blocco delle riserve russe** deve essere un evento straordinario, limitato nel tempo, se si vuole mantenere il sistema finanziario dell’Occidente come **centro del mercato globale**. Bloccare i pagamenti dovuti a persone non sanzionate sarebbe un **controsenso**. La stessa **Cina** ha fatto ieri un passo esplicito in difesa del mercato globale, sostenendo i corsi delle azioni cinesi quotate a **Hong Kong**, in dollari, che sono risalite fortemente in conseguenza.

Non sappiamo se i tentativi di compromesso diplomatico in corso tra **Russia e Ucraina** avranno esito positivo, ma è chiaro a tutti che qualsiasi accordo imposto con le armi a un Paese aggredito sarebbe un **“patto leonino”** che andrà rispettato soltanto se le circostanze non cambieranno per il meglio.

Anche in caso di armistizio, tuttavia, resterà la questione dei **danni di guerra**: la logica e l’etica impongono che a pagarli sia l’aggressore. **I danni sono già centinaia di miliardi di dollari**. Più o meno il montante delle riserve valutarie russe bloccate in Occidente (e nell’Oriente libero). **Facciamoci un pensierino.**

L’obiettivo delle **sanzioni**, insomma, è di **costringere Putin a mollare l’osso** e a pagare i danni arrecati, rispondendone politicamente, finanziariamente e penalmente, non quello di **riportare la Russia dentro una “cortina di ferro”.**

 

Di *Ottavio Lavaggi*
