---
title: Logistica e nuovi modelli di business
description: "Italia, traguardo nel settore dei trasporti: il \"trasporto combinato\" supera di due punti percentuali quello convenzionale."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Italia-settore-trasporti.jpg
date: 2024-10-23
author: Franco Vergnano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/logistica-e-nuovi-modelli-di-business/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia]
---

# Logistica e nuovi modelli di business

![Italia settore trasporti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Italia-settore-trasporti.jpg)

Italia, traguardo nel settore dei trasporti: il "trasporto combinato" supera di due punti percentuali quello convenzionale

Tanto tuonò che piovve. Anche se a piccoli passi, **viviamo in un’epoca in cui in Italia il cosiddetto trasporto combinato **– utilizzando il meno possibile quello su gomma – **ha sorpassato di due punti percentuali quello convenzionale**. Un traguardo che per molti anni sembrava più un semplice e scontato auspicio da convegno piuttosto che un vero e strategico obiettivo. Invece questa significativa meta è stata raggiunta,** anche se ci sono voluti decenni **(qualcuno ricorderà forse l’annosa vicenda dei ‘semplici’ autoporti, poi chiusi e lasciati quasi tutti decadere e riempirsi di sterpaglie, sebbene alcuni di questi abbiano saputo rinascere dalle proprie ceneri come l’araba fenice). **Un punto importante sotto molti aspetti: da quello ecologico** – inteso in senso di effettivo minore inquinamento ambientale – **e della sostenibilità industriale al raggiungimento di una maggior produttività nella rete logistica**, oggi sempre più individuata come un fattore chiave di produttività. Un ruolo decisivo in questa rincorsa lo hanno sicuramente giocato – da protagonisti – i moderni interporti, troppo a lungo sottovalutati ma che adesso stanno emergendo a tutto tondo.

Nei confronti internazionali del settore il Belpaese – lungo, stretto e difficile da varcare negli attraversamenti tra l’Adriatico e il Tirreno – non si colloca certamente in buona posizione. Vediamo qualche numero per inquadrare il fenomeno.

**In Italia abbiamo quasi 5 milioni e 200mila aziende, per un totale di 19 milioni di addetti.** Per monitorare la situazione e suggerire eventuali interventi da fare, Uniontrasporti (la società in house del sistema camerale italiano che si occupa di logistica) ha messo a punto un key performance index (Kpi), un indicatore che permette di dare un punteggio e quindi di effettuare una specie di classifica basata sull’efficienza delle infrastrutture territoriali con un occhio agli aspetti organizzativi, all’efficienza e alla produttività. La situazione nazionale non è rosea. Basti dire ad esempio che **in Svizzera il 72% delle merci viaggia su rotaia e solamente il 28% su strada, mentre da noi il treno movimenta appena il 13% delle merci**.

A livello territoriale la situazione è migliore nel Nord-Est, soprattutto grazie agli scali adriatici e a una mezza dozzina di interporti che funzionano molto bene e ci mettono anche in collegamento con la Germania, il nostro principale cliente estero. «Per quel che riguarda le esportazioni, il Nord-Est presenta nel complesso una ‘pagella’ ben superiore alla media nazionale e anche a quella dell’area del Nord Ovest» spiega ad esempio il direttore di Uniontrasporti, Antonello Fontanili. «A livello regionale, il Veneto raggiunge il punteggio Kpi più elevato (130,4), di poco superiore a quello del Friuli-Venezia Giulia (129,2): entrambe le aree si avvalgono del Brennero e di Tarvisio».

Quale strategia per il futuro, anche tenendo conto che interporti, trasporti intermodali (nave-ferro-gomma) e aree industriali intrecciano la loro attività in un mix logistico-produttivo che favorisce le nostre esportazioni?** Per migliorare la situazione, gli interporti hanno una strada obbligata: integrarsi sempre di più con le aree produttive.** Esemplare in tal senso la situazione di Trieste, che sta sfruttando anche la sua zona franca. E pure Pordenone si muove seguendo una strategia sinergica con l’industria.

Di Franco Vergnano
