---
title: Made in Italy
description: Si fa un gran ed eccessivo parlare di Made in Italy negli ultimi giorni, spesso e volentieri decisamente a sproposito.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-275.jpg
date: 2023-04-05
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/made-in-italy/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, Italia, politica]
---

# Made in Italy

![Made in italy](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-275.jpg)

Non basta il Ministero del Made in Italy, di quest’ultimo bisogna fare un elemento di consapevolezza per l’intera comunità

**Si fa un gran ed eccessivo parlare di Made in Italy** negli ultimi giorni, spesso a sproposito. L’espressione viene utilizzata come fosse un *brand* in sé stesso, il che è un errore. **Made in Italy è un potente richiamo** – indiscutibilmente anche di carattere emotivo e puro fascino – **ma pur sempre legato a una solidissima realtà produttiva di carattere manifatturiero**. Non dimentichiamolo mai.

**Nella lista dei 100 maggiori *brand* al mondo in termini reputazionali**, stilata come ogni anno da RepTrak, **sono sette i marchi italiani presenti:** **in ordine di apparizione, Ferrari 13ª, Pirelli 15ª, Ferrero 30ª, Barilla 33ª, Lavazza 44ª, Giorgio Armani 47ª e Prada 99ª**. I nomi certo non sorprendono, costituendo da sempre il meglio del meglio della nostra industria meccanica, alimentare e della moda. **In realtà la graduatoria** – che come tutte le classifiche è determinata da parametri che non sono il Vangelo – **denuncia anche debolezze in determinati settori** (nell’It e nei servizi i nostri “unicorni” sono ben pochi), **ma il Made in Italy resta un organismo profondamente vitale e variegato.**

**La proposta della creazione di un “Liceo del Made in Italy” non ci scandalizza** e non crediamo sia proprio necessario urlare per questo al **rischio autarchico** – ben diversa la faccenda di talune, bislacche proposte in difesa della lingua italiana – **ma per la natura stessa della nostra manifattura fatichiamo a capire cosa si dovrebbe mai insegnare in questo ipotetico liceo.** Siamo *leader* nei settori appena citati, ma anche in una miriade di nicchie, gran parte delle quali del tutto ignote al grande pubblico. **Preferiremmo una battaglia culturale con cui ribaltare la soffocante narrazione degli ultimi anni,** in base alla quale il nostro Paese si sarebbe irrimediabilmente gettato alle spalle il meglio di sé. **Non è vero, a patto di sapere cosa rappresenti l’Italia a livello economico sul palcoscenico mondiale**. Quali siano i nostri tanti punti di forza, che talvolta sfociano anche in debolezze strutturali, come la storica idiosincrasia per il saper fare sistema. **Riconoscere nelle fusioni e nel coraggio delle acquisizioni un antidoto al problema** dimensionale che con il passare del tempo rischia di divenire ostacolo insormontabile per alcune delle nostre eccellenze.

Come si accennava, **non siamo un’economia di servizi**, anche se dispiace per taluni errori storici commessi negli ultimi decenni. **Si pensi alla telefonia**, settore nel quale siamo ormai solo un gigantesco mercato per *player* stranieri. Nella manifattura, però, restiamo un’eccellenza assoluta, sempre più incentrata su qualità e ricerca: **è un terreno esaltante ma difficilissimo in cui giocare la nostra partita. Incompatibile con visioni provinciali, anacronistiche e di parte.**

Per stare solo alla stretta attualità, il problema non è inventarsi un nuovo liceo ma far funzionare molto meglio quelli che abbiamo. **Non lanciare crociate in difesa dell’italiano**, ma approfondirne studio e conoscenza in parallelo con un uso ben più massiccio dell’inglese fra ragazzi e adulti. **Non basta il Ministero del Made in Italy**, di quest’ultimo bisogna fare un elemento di consapevolezza per l’intera comunità e un punto d’approdo per i nostri migliori talenti. **Altro che stanca ripetizione dei soliti allarmi sulla “fuga dei cervelli”**: facciamo scoprire ai nostri ragazzi quali tesori si celano dietro quei sette *brand* conosciuti in ogni angolo della Terra.

di *Fulvio Giuliani *
