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title: Matusalemme
description: "Ultimi dati Istat sul mercato del lavoro, sul terzo trimestre 2023: aumenta il tasso di occupazione, sempre più donne e traina il Mezzogiorno"
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date: 2023-12-27
author: Luca Ricolfi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/matusalemme/
categories: [Economia]
tags: [donne, Evidenza, lavoro, migranti]
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# Matusalemme

![Dati Istat occupazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-32-33.png)

Ultimi dati Istat: aumenta il tasso di occupazione, sempre più donne, a trainare è il Mezzogiorno ma a salvarci sono i migranti e i baby boomers

Con l’uscita degli** ultimi dati Istat sul mercato del lavoro**, relativi al **terzo trimestre 2023** (luglio-settembre), si può tentare un bilancio del primo anno del governo Meloni sul fronte dell’occupazione, che è poi la vera stella polare della sua politica economica. Il terzo trimestre è un ottimo punto di riferimento non soltanto perché è il periodo più recente per cui si hanno dati ufficiali affidabili, ma perché si situa a un anno esatto di distanza dall’ultimo trimestre interamente ‘draghiano’ (terzo trimestre 2022). **Premessa doverosa: pochissimo di quel che cambia nel breve periodo** (e un anno è un periodo breve) **è dovuto al governo in carica**, nel bene e nel male. Però sapere quel che è successo nel primo anno è utile lo stesso, perché almeno ci permette di rispondere a una domanda: è giustificato il pianto greco delle opposizioni e della Cgil sull’andamento del mercato del lavoro? Vediamo.

L’indicatore più significativo, che condensa in sé meglio di qualsiasi altro l’andamento del mercato del lavoro – e cioè** il tasso di occupazione della popolazione in età da lavoro (15-64 anni) – è aumentato di 1,3 punti toccando il 61,5%, massimo storico da quando (1977)** inizia la serie storica su cui è calcolato. Già, ma obiettano i critici: bisogna vedere di che tipo sono i posti di lavoro (se sono precari o stabili), come va il numero di ore lavorate, che succede nel Mezzogiorno. che ne è delle donne. E allora procediamo. **L’aumento dei posti di lavoro (+481mila in un anno) riguarda sia i lavoratori indipendenti (+1,6%) sia i lavoratori dipendenti stabili (+3,1%)**, ma non quelli a temine (o ‘precari’), che diminuiscono leggermente, con effetti benefici sul “tasso di occupazione precaria”. Ma le ore lavorate? Non sarà che l’occupazione aumenta ma **le ore lavorate diminuiscono**, come in effetti può succedere ed è già successo in passato? Niente affatto, il monte ore lavorate aumenta del 4,1%. Ok, ma il Mezzogiorno? Che succede nel Mezzogiorno? Anche lì, niente da fare. Non c’è tracollo né crisi né crisetta né stagnazione. Al contrario, **il Mezzogiorno è la ripartizione territoriale in cui l’occupazione cresce di più (+1,9%), davanti al Nord (+1,0%) e al Centro (+0,9%)**. E se fossero i primi effetti della stretta sul reddito di

cittadinanza? E l’occupazione femminile, la discriminazione delle donne sul mercato del lavoro? Stessa storia, **i dati dicono che il tasso di occupazione femminile cresce di più (+1,4%) di quello maschile (+1,1%)**.

Possibile che non ci sia nulla che va storto? Tranquilli, qualcosa che non va c’è. Intanto** la produzione industriale sta perdendo colpi da circa un anno**, anche a causa della frenata della Germania, entrata in recessione. Se ciononostante l’economia italiana cresce e l’occupazione sale è soprattutto merito del terziario e dell’edilizia, drogata dal superbonus del 110%. Quanto al tasso di occupazione, è vero che aumenta ma se andiamo a vedere chi lo fa aumentare (non soltanto nell’ultimo anno, ma negli ultimi 15 anni) scopriamo un fatto inquietante.** I contributi più importanti vengono inequivocabilmente da due grandi categorie, in parte sovrapposte**: i **lavoratori immigrati**, che oggi hanno un tasso di occupazione più alto di quello degli italiani, e i cosiddetti **baby boomers**, quell’esercito di vecchi, quasi-vecchi e ultra-vecchi, nati fra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta. Potrà sembrare incredibile, ma nel quindicennio che va dal 2008 a oggi il tasso di occupazione che è cresciuto di più è quello della fascia 50-65 anni. E quello della fascia 35-50 anni ha tenuto di meno di quello della fascia 65-90 anni, che è aumentato di oltre 2 punti. Ci stanno salvando i Matusalemme?

Di *Luca Ricolfi*

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