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title: Risparmi e debiti
description: La partita è agli inizi, la disposizione delle truppe mostra la difficoltà degli assalitori per espugnare il fortilizio Mediobanca-Generali
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date: 2025-01-29
author: Massimo Colaiacomo
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categories: [Economia]
tags: [economia]
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# Risparmi e debiti

![mediobanca-generali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Evidenza-sito-1948-1024x639.jpg)

2025-01-28 15:40:38

2025-01-28 14:40:38

Il Cda di Mediobanca "rigetta" l'ops - l’offerta pubblica di scambio - "non concordata" lanciata da Monte dei Paschi di Siena (Mps) e ritenuta "fortemente distruttiva di valore"

Il Cda di Mediobanca "rigetta" l'ops - l’offerta pubblica di scambio - "non concordata" lanciata da Monte dei Paschi di Siena (Mps) e ritenuta "fortemente distruttiva di valore". "Si premette che l’offerta non è stata concordata ed è da ritenersi ostile e contraria agli interessi di Mediobanca" è quanto si legge in una nota pubblicata da Mediobanca, l'istituto guidato da Alberto Nagel.

Mediobanca, che spiega come l’operazione sia "caratterizzata dai rilevanti intrecci azionari di Delfin e Caltagirone", scrive: "Fermo restando che Mediobanca si esprimerà sull’Offerta con le tempistiche, gli strumenti e secondo le modalità previste dalla legge, sulla base dell'analisi del Comunicato il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca ritiene l’offerta priva di razionale industriale e finanziario, e dunque distruttiva di valore per Mediobanca".

Inoltre, Mediobanca ritiene che l’ops di Mps:

non abbia valenza industriale pregiudicando l’identità e il profilo di business del Gruppo Mediobanca focalizzato su segmenti di attività a elevato valore aggiunto e con evidenti traiettorie di crescita;

distrugga valore per gli azionisti di Mediobanca e di MPS essendo facile prevedere una copiosa perdita di clienti in quelle attività (quali il Wealth Management e l’Investment Banking) che presuppongono l’indipendenza, la reputazione e la professionalità dei professionisti;

sia negativamente caratterizzata dalla difficoltà a determinare il valore intrinseco dell’azione della Banca MPS che presenta un patrimonio netto che fronteggia rilevanti attività fiscali, attività deteriorate e rischi di contenzioso legale (3,3 miliardi), indicatori di rischio peggiori rispetto alle altre banche italiane, rilevanti perdite pregresse, una marcata concentrazione geografica (70% filiali al centro-sud Italia) e di clientela (piccole media impresa), mancanza di fabbriche prodotto.

E ancora: “La presenza degli stessi azionisti in Mps, Mediobanca e Assicurazioni Generali nell’ambito di un’offerta  esclusivamente in azioni, configura una potenziale disomogeneità negli interessi rispetto al  resto della compagine azionaria".

di Filippo Messina

Mediobanca rigetta l’ops di Monte dei Paschi di Siena. “Distrugge valore”

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2025-01-29 11:59:05

2025-01-29 10:59:05

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2025-01-28 07:36:44

2025-01-28 06:36:44

L'Ops di Monte dei Paschi su Mediobanca ci rammenta come spesso l'acquisizione di una banca non sia solo un'operazione di mercato

La frase fatta è quella di chi, per fingere estranea neutralità, afferma che dev’essere «un’operazione di mercato». Se tale fosse, questo non significherebbe un possibile disinteresse delle istituzioni, perché resterebbero le autorità di controllo da far funzionare. Come prevede la legge, la Consob dovrà pure accertare quel che ai profani sembra evidente, ovvero che i due scalatori stiano agendo in modo concertato. E se i compiti di vigilanza della Banca centrale europea e della Banca d’Italia saranno attivati in un momento successivo, l’intervento della Consob dovrebbe essere immediato. Questo è previsto per le operazioni di mercato. Se si vuole evitare che poi – come in altri casi – le cose passino per competenza alla Procura della Repubblica.

Epperò non è che questa storia del mercato sia molto convincente. Perché quando Unicredit ha annunciato un’offerta relativa a Bpm (ovvero un’operazione di mercato), subito c’è stata una levata di scudi, manco fosse l’invasione barbarica. Il che ha avuto una singolare conseguenza anti-sovranista a cura dei sovranisti. Quando la stessa Unicredit ha annunciato di volere scalare la tedesca Commerzbank sono scattati i riflessi condizionati del protezionismo tedesco. Cui gli italiani non hanno potuto replicare granché, visto che avevano fatto la stessa cosa.

E se le iniziative Unicredit non hanno riscosso l’entusiasmo dei governanti, la stessa cosa non si può dire dell’iniziativa Monte Paschi di Siena su Mediobanca. Spinta da Caltagirone e Delfin, ma con lo Stato primo azionista. Insomma, ci sono operazioni di mercato e operazioni di mercato, il che non è molto istituzionale. Per essere più precisi: ci sono scalatori in cordata simpatica e altri in cordata antipatica. Il che lo è ancora meno.

Mediobanca è un fortilizio che la politica ha cercato ripetutamente di espugnare. La cui natura profonda, nel secolo scorso, fu proprio quella di difendere un capitalismo asfittico dalle influenze della politica. Molto interessante quel che racconta Carlo Sama, nel ricostruire il crollo dell’impero Ferruzzi (ne abbiamo parlato in una conversazione che può essere qui ascoltata). I Ferruzzi erano molto liquidi e Raul Gardini in ascesa. Enrico Cuccia, dominus di Mediobanca e regista di tante pagine del capitalismo italiano, gli propose di acquistare una piccola quota di Montedison.

In quel modo faceva crescere gli azionisti, senza cambiare gli equilibri. Gardini fece una cosa molto diversa e diede ordine di comprare tutte le azioni Montedison reperibili. Un gesto ostile, uno sgarbo e una rottura degli equilibri. Volle la guerra e la ottenne. Racconta Sama che le modalità della partita finale lasciano intendere che vi sia stato un accordo operativo fra Mediobanca e la Procura milanese di Mani Pulite. Ma questo è un altro capitolo di storia.

Ciò per ricordare che le «operazioni di mercato» non è che siano così lontane dalla politica. Ed è per questo importante che non vi siano punti oscuri di contatto. Nelle operazioni in corso, inoltre, c’è la netta contrapposizione fra chi ha architettato espansioni avendo in mente il mercato europeo. Come Unicredit e Generali. E chi ha messo in atto reazioni che servono nel mercato domestico. C’è una differenza non morale ma di prospettiva. Le prime immaginano un mercato più grande, in cui avere la stazza per potersi muovere. Le seconde puntano ad avere una stazza più grande in un mercato più piccolo, scontando la sconfitta – o l’avversità – del mercato unico dei capitali europei.

Oggi si riunisce il Consiglio d’amministrazione di Mediobanca, approntando le difese del caso. Se si tratta soltanto di operazioni di mercato le si lasci al mercato e se ne vigili lo svolgimento. Ma occhio a concentrare tutte le forze in una disfida italo-italiota. Non solo rinunciando a guardare oltre i confini ma restando sguarniti e sorpresi nel caso da oltre confine si guardi con cupidigia verso qualche pezzo pregiato di casa nostra.

Di Davide Giacalone

Scalando di banca in banca

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2025-01-28 08:38:05

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2025-01-24 14:28:37

2025-01-24 13:28:37

L'offerta di scambio totalitaria di Monte dei Paschi di Siena (MPS) a Mediobanca che ha colto di sorpresa gran parte degli operatori

Sebbene il settore bancario e finanziario italiano abbia dato forti segnali di consolidamento negli ultimi 12 mesi, l’offerta di scambio totalitaria che Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha lanciato su Mediobanca ha colto di sorpresa gran parte degli operatori. Rocca Salimbeni ha offerto 2,30 azioni per una di Piazzetta Cuccia riconoscendole un valore di 15,992 euro per titolo. Un totale di 13,3 miliardi di euro che include un premio di poco superiore al 5% rispetto alla chiusura del 23 Gennaio, Giovedì. Luigi Lovaglio, amministratore delegato di MPS, ha dichiarato che l’integrazione porterebbe a sinergie con un valore lordo di 700 milioni, di cui 300 milioni da ricavi, 300 milioni da costo e 100 milioni da funding. La banca toscana ha definito quest’operazione industriale spiegando che consentirebbe anche l’uso accelerato delle DTA (tasse differite) per 2,9 miliardi. Oltre al Ministero del Tesoro (11,7%), i principali azionisti di Mps sono Delfin (la cassaforte della Famiglia Del Vecchio - 9,9%) e Caltagirone (5%). Questi ultimi detengono rispettivamente il 19.81% e il 5.5% di Mediobanca e pacchetti azionari di Assicurazioni Generali. Mediobanca detiene poco meno del 14% del leone di Trieste. E’ comunque necessario tenere presente che a novembre 2024, Banco BPM ha comprato il 5% di MPS dal Tesoro, mentre Anima ha aumentato al 4% il suo precedente 1%. MPS e Banco BPM hanno inizialmente ragionato sulla nascita del terzo polo bancario con la supervisione del governo che in questo modo avrebbe potuto restituire a investitori privati la banca senese, ma lasciandola in mani nostrane. Il banco è saltato quando all’inizio di quest’anno Unicredit ha lanciato un’Offerta Pubblica di Acquisto su Banco BPM ribadendo il suo disinteresse per MPS. Un ulteriore sabotaggio ai piani del Governo è scaturito dall’accordo paritario di joint venture che Generali ha stretto con l’asset manager francese Natixis per creare un colosso europeo della gestione patrimoniale con masse di 1900 miliardi. (650 miliardi da Trieste, 1250 miliardi dai francesi). Per il Governo italiano questo è un pericolo per il sistema manufatturiero e industriale italiano che potrebbe vedere migrare oltre le Alpi i risparmi del Bel Paese. Mediobanca detiene però il 13,10% di Generali. Scalare il maggiore azionista del Leone di Trieste sarebbe un arrocco che impedirebbe l’implementazione dell’accordo con Natixis. Delfin e Caltagirone posseggono rispettivamente il 9,93% e il 6,92% di Generali, ma per legge e per volere della Banca Centrale Europea non possono incrementare i loro pacchetti azionari. A queste famiglie risulta quindi necessario stringere alleanze per acquisire Mediobanca e con questa il controllo di Generali. Se dovessero riuscirci, il Tesoro otterrebbe quasi il 5% del soggetto nato dalla fusione. Caltagirone e Delfin avrebbero il 16,85% complessivo di Generali e il 13,10% di Mediobanca, ciò li porterebbe a essere ago della bilancia per il controllo della compagnia di assicurazione con quasi il 30%. Mediobanca è comunque nelle condizioni di valutare diverse possibilità. Un suo rifiuto alle avance di MPS, innescherebbe le ostilità che farebbe alzare il prezzo dell’operazione. Sotto la guida di Lovaglio, MPS è comunque tornato a produrre utili dopo aver raccolto 2,5 miliardi in aumento di capitale dal Tesoro. La banca di Rocca Salimbeni ha anche beneficiato del rialzo dei tassi di interesse. Se Mediobanca accetterà quest’offerta, l’istituto senese ne diventerà il primo azionista. Attualmente, il 10% degli azionisti industriali di Mediobanca possiede poco sopra il 10%. Questo zoccolo duro ha un solido rapporto con l’amministratore delegato Alberto Nagel e il management di Piazzetta Cuccia. La mossa di Mps resta comunque fragorosa perché segna di fatto la fine degli equilibri passati ed è la prima volta che qualcuno prova a scalare Mediobanca in un modo così aggressivo che può trasformarsi in ostilità. Comunque, prima di concedere autorizzazione preventiva all’offerta, la Bce e la Banca d’Italia dovranno comunque valutare se Mps ha le risorse per implementare un’operazione di questo tipo con Mediobanca. Questo è solo l’incipit di una storia che potrebbe riservare parecchi colpi di scena. Di Ruben Silva di Mediobanca

Mps-Mediobanca, molto più di un Risiko

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2025-01-25 11:18:47

2025-01-25 10:18:47

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