I mercati del reddito fisso non patiscono il post elezioni
| Economia
Il mercato delle obbligazioni e dei titoli di stato a reddito fisso non si è fatto impressionare dall’esito delle elezioni. Qualche preoccupazione in più invece c’è stata sulle valute, in particolar modo quelle estere, dove si sono registrate alcune speculazioni dell’ultima ora. La sterlina, fra tutte, è l’osservata speciale
I mercati del reddito fisso non patiscono il post elezioni
Il mercato delle obbligazioni e dei titoli di stato a reddito fisso non si è fatto impressionare dall’esito delle elezioni. Qualche preoccupazione in più invece c’è stata sulle valute, in particolar modo quelle estere, dove si sono registrate alcune speculazioni dell’ultima ora. La sterlina, fra tutte, è l’osservata speciale
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I mercati del reddito fisso non patiscono il post elezioni
Il mercato delle obbligazioni e dei titoli di stato a reddito fisso non si è fatto impressionare dall’esito delle elezioni. Qualche preoccupazione in più invece c’è stata sulle valute, in particolar modo quelle estere, dove si sono registrate alcune speculazioni dell’ultima ora. La sterlina, fra tutte, è l’osservata speciale
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Dai movimenti dei mercati del reddito fisso osservati nell’immediato post-elettorale ci sembra di poter constatare come gli operatori economici si siano già posizionati nelle scorse settimane nell’attuale scenario. Qualche nota più allarmistica, soprattutto proveniente da media esteri, non si è tuttavia tradotta in situazioni di panico sul mercato dove si registrano scambi costanti e ordinati, è presente un fisiologico rialzo dei rendimenti maggiormente accentuato nella parte medio breve della curva. Il differenziale con il Bund rimane sotto controllo (239 pb ore 13:00), positiva la prestazione dell’azionario. Pattern simili sono presenti negli altri maggiori debiti Europei. Maggiore la preoccupazione per le speculazioni valutarie che hanno ingolosito gli operatori, di particolare entità il sell-off del debito britannico peggiorato da una sterlina via via più debole.
Di Fulvio Giuliani
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