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title: Nei prossimi anni l’Italia spenderà di più in armi
description: "L'Italia è pronta a spendere di più per la Difesa: scelta necessaria per difendere il nostro ruolo strategico di Stato moderno"
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date: 2024-01-17
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, Italia]
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# Nei prossimi anni l’Italia spenderà di più in armi

![Nei prossimi anni l’Italia spenderà di più in armi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-2-3.jpg)

L'Italia è pronta a spendere di più per la Difesa: scelta necessaria per difendere il nostro ruolo strategico di Stato moderno e andare oltre il perbenisimo

C’è una realtà scomoda e incontrovertibile che aleggia sulla testa del Paese, di una pubblica opinione che si gira ostinatamente dall’altra parte e di politici che pur di assecondarne gli umori farebbero qualsiasi cosa per nascondere l’ovvio. **Nei prossimi anni l’Italia spenderà di più in armi. Spenderà di più per la Difesa**. Spenderà di più per poter sviluppare una politica estera anche attraverso la pressione della forza militare.

Casi come quelli della **missione “Atalanta” nel Golfo Persico** contro i terroristi Houthi e a difesa delle rotte commerciali verso il Canale di Suez o del sostegno ai **nostri militari impegnati in Libano nel Mediterraneo orientale** o ancora il **pattugliamento dello stesso Mare Nostrum** in funzione antirussa saranno sempre più probabili. Senza dimenticare (anche se abbiamo la fastidiosa tendenza a farlo) che gli **impegni nelle missioni internazionali come nel già citato Libano o in Kosovo **sono essenziali per mantenere il nostro ruolo geostrategico.

**Tutto questo ha un costo e prima ancora richiederebbe un preciso impegno politico**. Con la sincerità, se non si vuole arrivare a parlare di “verità”: **la Difesa è parte essenziale della vita di uno Stato moderno e di una potenza economica**, senza la quale la stessa ricchezza di una nazione finisce per essere messa a rischio – si veda il caso degli Houthi – mentre fare politica estera finisce per essere velleitario in un’era di crisi profonde e globali. Solo che in Italia non si può dire.

**Siamo il Paese che nel 1999 partecipò ai bombardamenti sulla Serbia di Milosevic** arrivando a negare che i Tornado in missione impiegassero armi offensive. Cioè sganciassero bombe. Ci piace sottolineare la nostra indiscutibile capacità – riconosciuta a livello mondiale – nelle operazioni di *peacekeeping*, ma ci raccontiamo la favoletta di poterle svolgere armati di sorrisi e cerbottane. “Italiani, brava gente” o no?

**Siamo un Paese con una proiezione marina dettata dalla storia e dalla geografia**, ma se variamo una portaerei – la “Trieste” – ci affanniamo a spiegare che in fin dei conti non è troppo una portaerei. Che potrà svolgere operazioni umanitarie e di protezione civile. Ha un ponte di volo, gli *hangar* e potrà far decollare i caccia di quinta generazione F-35. Viene il sospetto che sia proprio una portaerei.

Che si spenda per le armi, per difenderci e per ricoprire un ruolo nel mondo,** suona troppo brutto alle orecchie di cittadini** assuefatti a narrazioni ipocrite e politici terrorizzati da parole anche solo leggermente dissonanti. Figurarsi avere il coraggio di far notare come sulle armi si possa guadagnare. Lo facciamo già, per determinati sistemi d’arma siamo *leader* a livello mondiale e alcune nostre aziende fanno un sacco di quattrini. Programmare per farne di più e rendere conveniente attrezzare la nostra politica estera risulterebbe del tutto intollerabile. I**l ministro della Difesa Crosetto si spinge fin dove può**, subendo gli sfottò quando ricorda che abbiamo a disposizione pochi missili per poterne spedire all’Ucraina invasa. Peccato dica la verità, scomoda e cocciuta.

**Cerchiamo di fare la nostra parte**: quando le nostre industrie non riceveranno componenti e dovranno fermare la produzione, ricordiamoci che per aiutarle manderemo in alcune delle zone meno raccomandabili della terra uomini altamente preparati e mezzi di ultima generazione. Costosissimi.

*di Fulvio Giuliani*

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