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title: Nessun titolone per i prezzi benzina
description: "I titoloni sul rialzo dei prezzi della benzina sono ingannevoli: confrontiamo le cose rispetto all'anno scorso per avere le idee chiare"
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date: 2023-08-18
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza]
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# Nessun titolone per i prezzi benzina

![Prezzo benzina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-1-9.jpg)

I titoloni sul rialzo dei prezzi della benzina possono risultare ingannevoli: guardiamo e confrontiamo le cose rispetto all'anno scorso per avere le idee chiare

**Fare dei titoloni sul prezzo della benzina può essere ingannevole**. Non falso, ma ingannevole rispetto al tema aumento dei prezzi e possibili rimedi. Ad **agosto dell’anno scorso i prezzi salivano al ritmo dell’8,4%** e l’inflazione misurabile nel carrello della spesa era pari all’8,7%, senza dunque distacchi patologici. Allora la Banca centrale europea cominciava a ritenere che la nostra inflazione non fosse tutta da prezzi esterni e che il rialzo dei tassi d’interesse fosse necessario. In quel frangente fece il primo dopo 11 anni. L’inflazione continuò la sua corsa, fino all’11,8% di ottobre e novembre.

**La cura dei tass**i – che come tutte le terapie non è priva di controindicazioni – **comincia a fare effetto** e da quel picco comincia a scendere, arrivando al **5,9% nello scorso mese di luglio**. La cosa tragicomica è che il nostro governo lamentava i rialzi e si vantava poi dei risultati, abbandonandosi al giochino non molto acuto di far vedere che con Draghi l’inflazione era più alta e con Meloni la si domava. Mentre l’opposizione non sapeva bene a cosa opporsi. Così andando le cose, l’inflazione continuerà gradualmente a scendere, con il governo che continuerà a vantare il risultato della cura che avversa.

Capita, però, che **a luglio 2023 l’inflazione nel carrello della spesa sia pari al 10,4%, guadagnando un sempre maggiore distacco dall’inflazione di base**. Ergo: il risultato positivo si deve all’intervento della Bce, mentre il lato negativo denuncia un mancato intervento interno. Il perché il prezzo dei carburanti è ingannevole lo spiega il ministro Urso: «Il prezzo industriale della benzina depurato delle accise è inferiore rispetto ad altri Paesi Ue come Francia, Spagna e Germania». Vale a dire: i prezzi oscillano, ma se da noi si paga di più è perché il carico fiscale è maggiore. Difatti lo Stato incassa più di 2 miliardi aggiuntivi grazie a chi s’è spostato per fare il bagno o un’arrampicata.

**Non vale la stessa cosa per il carrello della spesa**, come per altri prezzi che sono aumentati ben più dell’inflazione. Anzi, in alcuni casi capita il contrario: lo Stato rinuncia a un gettito decente (come per gli stabilimenti balneari) o al recupero dell’evasione fiscale (come per taxi e altri autonomi) e i prezzi crescono comunque troppo. Il che si spiega con gli ostacoli frapposti alla concorrenza (gare e nuove licenze) e quelli alla trasparenza (debutto contro il giusto obbligo di accettare pagamenti tracciabili).

**Complicità del governo? Probabilmente anche**, quando si tratta di far la corte ai voti delle corporazioni, ma ben più rilevante è l’errore che prima d’essere politico è culturale, un errore che emerge limpido quando si fanno decreti come quello sui voli aerei o le banche: pretendere di fissare il “prezzo giusto”, anziché il corretto funzionamento del mercato affinché emerga il prezzo migliore. **Intanto l’opposizione s’oppone altrove**.

Ci siamo opportunamente compiaciuti dell’indirizzo di bilancio utilizzato dal governo Meloni, teso a evitare sfondamenti e sbracamenti che i due alleati di governo pur chiedevano (fin dalla campagna elettorale), ma poi s’è fermato quasi tutto. **Il prossimo mese sarà presentato il Documento di economia e finanza**, che descrive il quadro in cui dovrà muoversi la successiva legge di bilancio. Si discute solo dei soldi che mancano, mentre finalità e sorte degli investimenti decisivi, alimentati dai fondi europei, sono finiti su uno sfondo fra il mitico e il burocratico. **Si favoleggia di soldi che saranno presi alle banche e distribuiti al popolo**, nel mentre si preleva dal serbatoio delle macchine più di quel che s’incasserà, se si incasserà, con quell’imposta mal concepita. E sembra quasi che si sia più interessati a costruire l’idea del nemico cui attribuire le colpe – si veda la bislacca giustificazione del prelievo bancario – piuttosto che evitare scogli già visibili.

**Per questo si parla di prezzi, speculazioni e controlli con sprezzo della realtà**. Che procede incurante delle nerborute esibizioni verbali.

*di Davide Giacalone*
