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title: Nucleare, agire non parlarne
description: Sul nucleare pende un pregiudizio tanto negativo quanto ideologico dell’ambientalismo italiano contemporaneo. Come recuperare?
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date: 2023-07-31
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/nucleare-agire-non-parlarne/
categories: [Economia]
tags: [energia, Evidenza]
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# Nucleare, agire non parlarne

![nucleare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-492.jpg)

Sul nucleare pende un pregiudizio tanto negativo quanto ideologico dell’ambientalismo italiano contemporaneo. Come recuperare?

Se è vero, come è vero, che oltre l’80% dell’energia primaria viene all’Italia da petrolio, gas e carbone,** allora l’alternativa tra le fonti di energia possibile non è tra fossili e rinnovabili bensì tra fossili e nucleare.** Con le rinnovabili, cioè le pale e i pannelli, non si soddisfa infatti nemmeno il fabbisogno dell’energia elettrica domestica, **figurarsi se si possa puntare sulle cosiddette fonti di energia pulita** per soddisfare il fabbisogno industriale e del sistema-Paese. **Le rinnovabili possono essere utili per integrare**, per aggiungere, per completare ma giammai per sostituire e per fare a meno della ‘potenza energetica’ – non solo dell’energia – che ci deriva dai fossili o dal nucleare. **Le rinnovabili semplicemente non sono in gioco perché non sono in grado di sostenere il tradizionale mondo civile** come lo conosciamo e come è stato creato dalla rivoluzione industriale in poi. Ciò che, invece,** è in gioco è il nucleare**. Sul quale, però – **più che l’esito nefasto del referendum del 1987** – pende un **pregiudizio tanto negativo quanto ideologico** dell’ambientalismo italiano contemporaneo. **Come si recupera il nucleare alla vita civile?**

L’altro giorno il ministro per le Infrastrutture, **Matteo Salvini**, presentando le opere pubbliche sulle quali il governo ha intenzione di investire per il futuro prossimo, **ha toccato anche il tema delle centrali nucleari.** [La sua dichiarazione precisa è stata questa](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/nucleare-salvini-pronto-a-referendum-per-spiegare-perche-conviene/): «**Sono un nuclearista convinto, non possiamo precluderci nessuna fonte energetica: in sette anni potremmo avere un reattore nucleare attivo**. Sono pronto a tornare al referendum e convocherò un tavolo sul nucleare». Cosa c’è da dire su questo annuncio? **Che è un annuncio e nulla più.**

**Gli effetti del referendum di quasi quarant’anni fa sono ormai cessati.** Se c’è una cosa che non va fatta per intraprendere la via necessaria del nucleare è la propaganda. Che il ministro Salvini sia un ‘nuclearista’ può far piacere e può essere utile, ma non è come dire che è milanista: **la scelta per il ritorno al nucleare va fatta su basi razionali e reali, non sul tifo e la fede**. Le ragioni del nucleare non vanno usate sul piano elettorale e, anzi, hanno effetti elettorali positivi solo e soltanto se sono presentati al di là delle strumentalizzazioni e della propaganda. Mai come in questo caso decisivo è fondamentale la serietà. **Le polemiche, lo scontro, le tifoserie servono soltanto a non raggiungere lo scopo che, invece, è semplicemente vitale per l’Italia e la sua presenza nel mondo.**

Dunque essere chiari, precisi, quasi didascalici è importante perché il tema inevitabilmente non solo attrae, ma crea divisione. Eppure già oggi il governo italiano importa dall’estero una quota di ‘potenza energetica’ prodotta con le centrali nucleari. **Come a dire che si usa, ma non si dice**. Sicuramente si usa ma non si fa, non si produce. Perché? **Per scelte sbagliate, irrazionali e persino anti-ecologiche perché oggi proprio il nucleare di ultima generazione è la fonte più pulita e meno inquinante.** Tutto il resto – a meno di non voler vivere nell’Arcadia pastorale – deve fare i conti da un lato con l’inquinamento e dall’altro lato con la incapacità di sostenere e alimentare il mondo, comodo e a portata di mano, come lo conosciamo oggi. **La politica dell’approvvigionamento energetico riguarda la stessa capacità dello Stato italiano di essere presente con autorevolezza sulla scena europea e mondiale**. Invece di essere ‘divisiva’ e generare addirittura ‘visioni del mondo’ contrapposte, dovrebbe essere il più possibile unitaria.

di *Giancristiano Desiderio *
