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title: Primo maggio, retorica (stanca) e realtà del lavoro
description: Poche occasioni come la Festa del lavoro finiscono per essere affogate dalla retorica. Fra richiami sempre uguali e appelli più “attuali”
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date: 2025-05-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/primo-maggio-retorica-stanca-e-realta-del-lavoro/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia, lavoro, politica]
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# Primo maggio, retorica (stanca) e realtà del lavoro

![lavoro-1-maggio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/lavoro-1-maggio-1024x639.jpg)

Poche occasioni come la Festa del lavoro finiscono per essere affogate dalla retorica. Una giornata divisa fra richiami sempre uguali da decenni e gli appelli per così dire più “attuali”

Poche occasioni come la Festa dei lavoratori finiscono per essere affogate dalla retorica. **Con le migliori intenzioni, ma la sostanza resta quella di una giornata divisa. Fra richiami sempre uguali da decenni e gli appelli per così dire più “attuali”.**

Questi ultimi hanno finito a loro volta per diventare routine. **Persino l’angosciante e insostenibile tema delle morti sul lavoro viene sviluppato seguendo schemi, ragionamenti ed espressioni prevedibili.**
Un po’ è inevitabile, in parte vorremmo che almeno si uscisse dalla retorica di cui sopra e si mettesse mano alle soluzioni. Nel caso specifico, non possono che essere in termini di formazione e controllo, molto prima che di norme già oggi in Italia fra le più avanzate e attente al mondo.

Quanto ai temi su cui la politica e le relative proposte dovrebbero dividersi siamo abbondantemente al già detto e sentito. **Da sinistra e dal Movimento Cinque Stelle è tutto un dipingere il salario minimo o ricette ampiamente fallimentari come il reddito di cittadinanza il sol dell’avvenire. Da destra si respinge in toto questa lettura definendola - non senza ottime ragioni - semplicistica e già bocciata dalla realtà.** Ma si rinuncia a quel coraggio liberale di cui avremmo così bisogno nel mercato e nel mondo del lavoro.

Alla fine, sono tutti molto più bravi a organizzare il funerale del lavoro, rivolgendosi in particolare ai giovani, che a individuare soluzioni efficaci. **Tocca fare il mestiere di adulti, cominciando a casa con i nostri figli. Parlare del lavoro anche in termini di difficoltà e sacrificio (perché si incontreranno) ma dedicando molto più tempo a far balenare la bellezza, la forza e la fortuna di poter fare nella vita ciò che si desidera.**

Di alzarsi al mattino, pur nella consapevolezza che impegni, ostacoli ed esami non mancheranno, carichi di quella voglia e di quell’entusiasmo che colorano le giornate. Fare ciò che si desidera, quello che si è sognato almeno in parte è così bello e appagante che dovremmo passare ore a raccontarlo.

**Il lavoro è contratti, garanzie, sicurezze e tutto quello che volete, ma oggi più che mai è realizzazione dell’individuo. Pensare che in pieno III millennio il riferimento di tanti in Italia sia [ancora](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/in-italia-facciamo-finta-che-lavoro-sia-quello-di-prima/)il “tempo indeterminato” è per certi aspetti terribile. **Far finta di non sapere che senza un’adeguata formazione e la mentalità giusta si finirà fuori mercato è garanzia di fallimento e arretratezza. La fotografia di un Paese che non riesce a essere attrattivo per i migliori cervelli stranieri, superato a destra e sinistra. Da Germania, Svizzera, Olanda, Spagna e non c’è il Regno Unito solo perché si è tirato fuori con la Brexit.

**Però siamo bravissimi a spacciare la panzana che con il salario minimo si raggiungerà il Nirvana dei lavoratori, manco fossimo negli anni Ottanta del XX secolo e allo storico spot della Apple sul “pensare differente”.** Quarant’anni dopo, in Italia non abbiamo ancora cominciato.

Di *Fulvio Giuliani*
