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title: Realtà e fantasia delle terre rare ucraine
description: "L'Ucraina può fornire ben 20 (in una lista di 33) materie prime critiche per la transizione energetica europea, tra cui le terre rare"
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date: 2025-03-06
author: Franco Vergnano
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/realta-e-fantasia-delle-terre-rare-ucraine/
categories: [Economia]
tags: [economia, esteri, Europa, guerra, industria, russia, Ucraina]
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# Realtà e fantasia delle terre rare ucraine

![terre-rare-ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/terre-rare-ucraina-1024x639.jpg)

Già prima dell’invasione di Putin, la Commissione Ue aveva identificato nell’Ucraina una nazione *partner* fondamentale per la fornitura di ben 20 (in una lista di 33) materie prime critiche per la transizione energetica, tra cui le terre rare

Già prima dell’invasione di Putin, **la Commissione Ue aveva identificato nell’Ucraina una nazione *partner* fondamentale per la fornitura di ben 20 (in una lista di 33) materie prime critiche per la transizione energetica**. Nel giugno 2021 era anche stato siglato un accordo strategico (solo in parte implementato a novembre). Poi rimasto – ingenuamente – sulla carta. E andato infine in *stand by* in seguito ai carri armati di Mosca sui territori di Kiev. Ma per le terre rare – su cui c’è parecchia confusione tra i non addetti ai lavori (come ha spiegato un volumetto di Giuseppe Sabella edito tempo fa da Rubbettino) – non sono comunque tutte rose e fiori.

**Prima di mettere le mani su questi preziosissimi minerali occorrerà infatti come minimo ricostruire un contesto industriale. Di strade e di comunicazioni che possa aiutare il Paese a rimettere in moto il settore minerario. **Il 30% delle infrastrutture viarie e il 50% di quelle energetiche sono state danneggiate o distrutte nel corso degli attacchi russi. Alla fine del 2021 l'industria mineraria rappresentava oltre il 6% del Pil e il 30% delle esportazioni. Ma non può operare scollegato dalle *supply chain* internazionali, come ha messo in evidenza anche il “The New York Times”. **L’accesso alle risorse fuori dalla sfera d’influenza russa dovrà passare dalla ricostruzione dell’Ucraina. E da un bilanciamento tra gli interessi [americani](https://laragione.eu/adnkronos/video-adnkronos/terre-rare-ucraina-pronta-a-firmare-accordo/)e quelli (meno recenti) della Ue.** Le imprese dell’Unione Europea giocheranno quindi un ruolo chiave per rimettere in bolla il Paese, anche se alcune miniere funzionano già a cielo aperto.

Le cosiddette terre rare sono collegate alla base geomorfologica dello scudo ucraino. **Depositi primari risultano associati a quantità variabili di materie prime critiche come alluminio, rame, nichel, litio, germanio, niobio, tantalo e altri minerali. Ma anche di quell’uranio (2% delle riserve mondiali) su cui sta tornando l’interesse per il rilancio del nucleare.** Il tutto rende l’Ucraina un *partner* unico e molto solido nella costruzione di nuove catene del valore a fianco degli alleati in un contesto geopolitico in continua evoluzione. Lo aveva dichiarato anche Oleksandr Kravchenko durante una sessione all’Ukraine House Davos 2025 del World Economic Forum.

**Kiev è infatti nella *top ten* internazionale per riserve accertate di titanio** (utilizzato per le superleghe soprattutto nell’industria aerospaziale, ma anche nel medicale). E pesa già per il 7% della produzione mondiale. **L’Ucraina risulta sesta al mondo per estrazione di minerali di ferro e settima per il manganese. Inoltre il sito di Zavalievsky è uno dei più importanti giacimenti di grafite conosciuti e non sfruttati in Europa**. Si tratta di un materiale fondamentale per gli anodi delle batterie, settore monopolizzato (e sotto un regime di licenze per l’esportazione) dalla Cina.

**Kiev è anche il quinto produttore internazionale di gallio** (usato per i semiconduttori e *led*). **Ed è un importante fornitore di gas *neon***, essenziale nell’industria dei *chip* durante le fasi di incisione dei *wafer* di silicio attraverso la litografia ultravioletta. L’invasione su larga scala da parte di Putin aveva causato una carenza globale di questo gas nobile, con ripercussioni anche sulla filiera dei *chip* americani.

Per il Servizio geologico ucraino, **Kiev avrebbe riserve stimate di litio (l’oro bianco per le batterie) tra le 500mila e le 700mila tonnellate. Un terzo di quelle conosciute sul Continente.** Una quantità tale da poter coprire gran parte della domanda Ue fino al 2030. Per avere un termine di paragone, i giacimenti in Sudamerica ne contengono 9 milioni di tonnellate. **Secondo l’*intelligence* britannica la gran parte delle risorse minerarie è attualmente sotto il controllo russo, per un valore di 12mila miliardi di dollari. **All’incirca sei volte il nostro Pil.

*Di Franco Vergnano*
