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title: Evitare la recessione percorrendo la via della crescita
description: "Le forze politiche sembrano più a loro agio nel parlare di recessione che di crescita. Eppure, le vie per dare slancio all'economia ci sono."
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date: 2022-07-28
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/recessione-e-partiti-non-hanno-il-coraggio-di-cercare-la-crescita/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, Italia, pnrr]
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# Evitare la recessione percorrendo la via della crescita

![recessione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-2-11.png)

Le forze politiche sembrano più a loro agio nel paventare la recessione che nel cercare la crescita. Eppure, le strade per dare nuovo slancio all'economia del nostro Paese ci sono, anche se non a tutti sembrano interessare.

La recessione, più che essere uno spettro da cui fuggire, sembra essere una condizione gradita alle propagande politiche, più a loro agio con la sovvenzione che con la produzione. **Per tanta parte della cultura politica italiana equidistribuire la miseria è ideale considerato più nobile rispetto al promuovere la ricchezza**. I dati resi pubblici dal Fondo monetario internazionale dovrebbero essere una buona base per ragionare, non per piagnucolare.

**L’Italia è il solo Paese sviluppato per cui le previsioni sono state riviste al rialzo, per l’anno in corso.** Segno che, nella prima parte dell’anno, non sono stati commessi errori. Hanno festeggiato facendo cadere il governo.

**Per il 2023 la previsione di crescita non solo si riduce, ma diventa la più bassa in Europa: 0,7%**. La Germania dovrebbe arrivare allo 0,8%, che non è una grande differenza ma neanche una consolazione (piuttosto, il Regno Unito è posizionato allo 0,5%, alla faccia dell’affare Brexit).

Crescere dello 0,7% non è recedere, ma è poco: **è meno di quel che serve, come è anche la conseguenza del rialzo dei tassi d’interesse in un Paese troppo indebitato** (i titoli tedeschi sono ridiscesi sotto l’1%, il che non porta bene ai nostri). Sarà il caso di ricordare che quel debito è un ostacolo alla crescita e un attentato alla sovranità. Sarebbe interessante che nei programmi elettorali si trovasse **almeno un cenno al taglio della spesa pubblica improduttiva, se non altro per rendere meno prive di fondamento le promesse di sgravi fiscali e maggiori spese sociali.**

Da quegli stessi dati, però, riemerge quel che sappiamo da molto tempo: il mondo, nel suo complesso, continua a crescere: 3,2% quest’anno e 2,9% il prossimo. In recessione ci va la Russia, con -6% ora e -3,5% nel 2023. Prendano nota i devoti alla potenza russa e gli spiantati delle sanzioni che non funzionano. Se il mondo cresce l’ambiente è positivo per i Paesi esportatori. E noi lo siamo.

Tutto sta a essere capaci non solo di usare i fondi europei, ma di farlo con il massimo profitto e la massima efficienza, superando pezzi indecenti di arretratezza interna. L’effetto moltiplicatore di ricchezza non è legato tanto alla loro spesa, ma al farlo puntando ad aumentare la produttività. Che sia un’occasione irripetibile sembra una frase fatta, **ma a sentire tanta politica sembra ci si rassegni alla disfatta.**

Crescere si può eccome, mettendosi al passo e al vento del mondo che chiede i nostri prodotti. Il che comporta **investire nella formazione, gettando alle ortiche la ridicolaggine di esami di Stato passati dal 99,9% dei candidati.** Comporta aiutare chi ne è fuori a entrare nel mondo del lavoro, non a restarne fuori. Puntare a che le aziende abbiano margini per investire in innovazione, non solo per la contrattazione salariale. Ricordarsi che la sovranità è data dalla credibilità, non dalla sempre insufficiente prodigalità.

Se cominciamo a dire che a 35 °C percepiti (da chi? come?) si smette di lavorare, anziché approntare pause e rinfresco, **si perpetua l’idea che il lavoro sia una disgrazia e non una conquista (inoltre facendo finta di non sapere che in quei lavori all’aperto il tasso di irregolarità è alto**, senza cassa integrazione e non seriamente contrastato).

Il cantiere nel Pnrr non è solo la capacità di redigere progetti e dare loro attuazione nei tempi e nei modi stabiliti. Onestamente. È già molto, ma è solo una parte, perché **il resto consiste nell’accompagnare quegli investimenti con i cambiamenti, con le necessarie riforme**. Alcune realizzate, altre impostate, altre ancora da farsi. Accarezzare rendite e star dalla parte di chi vuol proteggere il proprio mercato impedendone la crescita è la ricetta sicura per il declino.

La maledizione dei riformisti è di doversela vedere da soli contro corporazioni e rendite, nel mentre i massimalisti son lì a lamentare che non è mai abbastanza. Questa trappola ci inchioda da trent’anni. Invece crescere si può, si deve ed è la sola cosa socialmente sana che possa farsi.

Di *Davide Giacalone*
