---
title: Sala(ria)ti
description: Va bene il salario minimo, ma sarebbe il caso di ragionare sul mercato nel suo insieme che non giova la guerra tra giovani e pensionati
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-2-3.jpg
date: 2023-08-14
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/salariati/
categories: [Economia]
tags: [economia, Evidenza, lavoro]
---

# Sala(ria)ti

![Sala(ria)ti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-2-3.jpg)

Va bene il salario minimo, ma sarebbe il caso di ragionare sul mercato nel suo insieme: del livello medio dei salari e di quanto l'Italia sia sotto la media Ue

Nel Paese con troppi pensionati troppo giovani e taluni giovanissimi, **ci si ritrova con troppi giovani che avranno pensioni troppo basse** e ottenute in ritardo rispetto a genitori e nonni. È una bella cosa che governanti e oppositori si siano incontrati per discutere – senza granché capirsi – del salario minimo, ma sia gli uni che gli altri farebbero bene a **ragionare del mercato del lavoro nel suo insieme**, del livello medio dei salari, di quanto lo stare sotto la media europea sia dovuto più ai salari non alti che a quelli bassi, di quanto l’andamento salariale sia legato alla produttività. Dimostrerebbero, sia pure con idee diverse, di ragionare dell’intera società. Altrimenti saranno le solite sparate propagandistiche.

**Teniamo presenti quattro cose.**

**1.** Si discute ora di salario minimo perché c’è in ballo una direttiva europea; la Commissione stessa specifica che l’Italia è uno dei Paesi Ue meno toccati, avendo una percentuale molto alta di dipendenti coperti da Contratto collettivo nazionale, che già prevede i minimi salariali.

**2.** La destra al governo afferma oggi che sarebbe meglio lasciare tutto alla contrattazione collettiva, senza creare vincoli di legge, che è la posizione tradizionale dei sindacati, ergo della sinistra che fu.

**3.** Fatto è che i salari sono cresciuti di più nei comparti e nelle aziende dove funziona di più la contrattazione decentrata, cosa che, in via teorica, dovrebbe premere a chi difende gli interessi dei lavoratori e a chi quelli del sistema produttivo.

**4.** Fissare per legge un salario minimo è utile e non è vero (vecchia tesi della sinistra sindacale, ora risorta a destra) che comporti il pericolo di far diminuire i salari; il punto decisivo è dove tirare la riga del minimo: troppo in basso serve a nulla, troppo in alto genera lavoro nero o altri disoccupati; sentire parlare di “mediana” e “media” come fossero sinonimi, non conforta.

**I salari italiani sono (mediamente) bassi, ma hanno seguito l’andamento (medio) della produttività**. Non è che si possano alzare per alzata d’ingegno. Quel che si può fare, a parte fissare un minimo che sia minimo sul serio, è diminuire il carico fiscale e previdenziale che li grava. Ma per farlo si deve non dico realizzare, ma almeno promettere una **diminuzione della spesa pubblica corrente** e smetterla di promettere ad altri di andare in pensione prima che i loro conti pensionistici siano in equilibrio. Finché non si sentirà almeno parlare di questa impostazione – la cui versione paraculturale s’incarna nel discettare di diritti cancellando i doveri – ci si starà prendendo in giro. E, francamente, che il naso sia menato a destra o a sinistra, cambia poco per i fondelli minacciati. Se si crea un fondo di soldi pubblici (dati o non riscossi) per finanziare il salario minimo, vuol dire che si sta concorrendo con le talpe a chi fa più buchi e più profondi.

**Il che ci conduce alle pensioni dei giovani, che sicuramente dovranno lavorare più a lungo dei loro familiari pensionati** (una recente proiezione parla di quasi il 52% fino a 70 anni, con punte fino a 75), ma mica potranno farlo in eterno. Il tutto per avere trattamenti pensionistici medi all’incirca un quarto inferiori. **Promettere loro condizioni migliori, ma a carico della spesa pubblica**, significa considerare l’egoismo generazionale e la propensione boccalona una specie di tara genetica. Semmai si deve progressivamente liberarli (loro e i loro guadagni) dal fardello della spesa pubblica corrente improduttiva e dal finanziamento di pensioni che non avranno, in questo modo liberando uno spazio per la loro prudenza e previdenza personale. Avranno una vecchiaia meno incerta se sapranno risparmiare e accumulare. Le formule finanziarie sono diverse, non correttamente assemblate sotto la voce “pensioni private”.

**Ragionare soltanto del presente non farà dei giovani dei salariati più pagati**, ma dei lavoratori da tenere sotto sale, da conservare per pagare i conti salati loro lasciati. E non pochi se ne andranno, come già fanno.

*di Davide Giacalone*
