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title: Saldi e soldi
description: "L'arrivo dei saldi non ha visto grande partecipazione, complici le regole Covid ma anche un'inflazione al 3,9%. Mentre i commercianti fanno i conti con la diminuzione delle vendite e il commercio online, l'evasione dell'Iva è quotata 19,6 miliardi. La stagione dei saldi è partita un po’ in sordina...."
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date: 2022-01-07
author: Davide Giacalone
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categories: [Economia]
tags: [economia, Italia]
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# Saldi e soldi

![Saldi e soldi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-3-1.png)

L'arrivo dei saldi non ha visto grande partecipazione, complici le regole Covid ma anche un'inflazione al 3,9%. Mentre i commercianti fanno i conti con la diminuzione delle vendite e il commercio online, l'evasione dell'Iva** è quotata 19,6 miliardi.**

**La stagione dei saldi è partita un po’ in sordina**. I conti li potremo fare alla fine, ma, **complici le regole Covid**, quel che si vede è **un afflusso ordinato, non un assalto**. Per il commercio sono giorni importanti, puntando ad aumentare le vendite, incassare il dovuto e ristrutturare il magazzino.

Nel mentre si spera che lo svuotino,** capita anche di pensare a tutte le giulebbe contro il ‘consumismo**’, litanie recitate da quanti non si rassegnano all’idea che la libertà consista anche nel farci quel che ci pare, dei nostri soldi, senza dover **sopportare le reprimende di chi ha da ridire su dispendiosità e utilità degli acquisti**. Spesso trattasi di consumatori compulsivi di roba equa e solidale, il cui prezzo non è equo e non si sa con chi solidarizzi.

I mesi più cupi della pandemia sono stati esaustivi nel dimostrarci che il commercio e i negozi sono parte stessa della vitalità nostra e delle città. Uno dei settori cui il *virus* ha portato fortuna è quello del **commercio *online*, che gli preesisteva, naturalmente, ma ha avuto una spinta destinata a divenire stabile**.

Un cambiamento permanente del costume e del consumare. Questo non deve significare la chiusura dei negozi, ma una **trasformazion**e sì. Compreso il calendario dei saldi: con una concorrenza continua e diuturna sarebbe bene lasciare a ciascuno il diritto di regolarsi come crede sia più opportuno, senza intralciare con** inutili adempimenti burocratici o spingere alle false liquidazioni.**

Al tempo stesso** il piccolo commercio deve evolversi**. Anche negli Stati Uniti, come da noi, le grandi librerie sono divenute empori di oggettistica varia, con l’offerta di libri limitata alle ultime uscite. E, del resto, non è facile competere con chi può avere un magazzino sterminato e ti consegna il prodotto direttamente a casa.

**L’impoverimento di quelle cattedrali del libro ha impoverito anche la passeggiata dei fedeli cultori**, che entrano pensando di comprare un libro o dare un’occhiata ed escono con le braccia piene. Destino inesorabile? Non è detto: **negli Usa tante piccole librerie si sono consorziate e hanno creato una piattaforma digitale**, talché sia possibile visitarne i tesori senza dovere prendere l’aereo, e hanno avuto successo perché quel che custodiscono è la memoria dei libri vissuti, introvabili, che solo la sciatteria li fa definire “usati”. **Competere si può**.

Torniamo ai nostri saldi. Veniamo da anni di prezzi abbastanza stabili, il che induce a non affrettare gli acquisti. Quanti vanno dicendo che i prezzi, invece, sono sempre saliti tantissimo o son giovanotti superficiali o anzianotti scordarelli, dato che **l’inflazione che conoscemmo negli anni Ottanta è roba oggi inesistente**.

**Eppure rifà capolino**, per ora al 3,9%, ma comunque c’è e cresce. Noi, però, siamo ancora condizionati dalla condotta precedente. Come sembra lo siano tanti politici e governanti, cui **resta oscuro il nesso fra rialzo dei tassi d’interesse e aumento del costo dell’enorme debito pubblico**.

**Mentre i cittadini tendono a non spendere i governanti tendono a spandere, promettendo tutto a tutti.** La differenza sta nel fatto che i primi usano soldi propri. L’effetto di questa differenza è l’aumento dell’incertezza, che deprime l’umore e chiude la tasca. I demagoghi, come sempre, saranno altrove quando si sconterà il prezzo dei loro errori.

Infine: **l’evasione dell’Iva è quotata 19,6 miliardi.** Si pensa subito ai grandi evasori, da impalare, ma in realtà è composta da moltissima evasione diffusa e consensuale, per non dire connivente: prestatore d’opera o venditore non emettono fattura o scontrino; l’acquirente, del resto, non sa che farsene.

**Limitare l’uso del contante serve a nulla, perché aderisce solo chi è onesto e paga le tasse**, mentre all’evasore, per non dire al delinquente, gli fa un baffo. Più saggi sono la via dell’incentivo alle transazioni elettroniche e l’incrocio delle banche dati.** Al consumatore la vita va resa più semplice, per il bene di tutti**.

di Davide Giacalone
