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title: Salvare monumenti, sì al numero chiuso
description: "Dopo Venezia, ora tocca alla Fontana di Trevi diventare a numero chiuso durante il Giubileo: una misura tutt'altro che classista"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-9.jpg
date: 2024-10-09
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/salvare-monumenti-si-al-numero-chiuso/
categories: [Economia]
tags: [Arte, economia, turismo]
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# Salvare monumenti, sì al numero chiuso

![Salvare monumenti, sì al numero chiuso](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-9.jpg)

Dopo Venezia, ora tocca alla Fontana di Trevi diventare a numero chiuso durante il Giubileo: una misura tutt'altro che classista ma rispettosa dell'arte del nostro Paese

La **polemica, quando si parla di monumenti italiani a numero chiuso, è inevitabile**. Scontata. Dopo Venezia e il suo ticket d’ingresso (sacrosanto, a nostro modesto avviso), **tocca alla Fontana di Trevi di Roma**.

Presto - in occasione del Giubileo - **dovrebbe essere istituito il numero chiuso**, per evitare quei carnai invivibili in cui è impossibile godere seppur minimamente della bellezza del luogo. Meraviglie delle quali nessuno riuscirà a conservare un ricordo decente, in una calca disumana.

Un dato di fatto con cui fare i conti, un problema a cui trovare una soluzione. **Senza finti moralismi e posizioni di principio del tipo: “L’arte è di tutti“ o “Che figura facciamo davanti al mondo“**. Di che figura staremmo parlando? Quella che - per fare un esempio - da anni fa l’Egitto contingentando le visite alle delicatissime piramidi della Piana di Giza o alle tombe dei faraoni nella Valle dei Re?
Non tutti coloro che si recano in Egitto potranno visitare la piramide di Cheope e ancor meno la tomba di Tutankhamon, peraltro una delle meno significative della Valle, ma avvolta da un’aura leggendaria che non è necessario illustrare in questa sede.

**Funziona così, perché non c’è alternativa quando i flussi turistici sono troppo elevati**. Non può che funzionare così, se si ha a cuore realmente il nostro patrimonio storico-artistico e non si vuole soltanto mettere in piedi due chiacchiere per dare l’impressione che si è in disaccordo con l’amministrazione di turno.
Se c’è un tema che non ha alcun senso collegare alla destra o alla sinistra è questo: in cosa potrebbe differenziarsi l’approccio dei partiti che si riconoscono nella maggioranza di governo o nell’opposizione? Tranne le chiacchiere di cui sopra, chiaro.

**Con l’arrivo del Giubileo e un afflusso di pellegrini-turisti (si spera) enorme, sarebbe da sconsiderati non organizzarsi**, non prevedere delle metodologie di controllo e gestione della folla che permettano di tenere in sicurezza la città, i romani e i turisti, ma anche di lasciare un ricordo piacevole a chi magari visiterà Roma per la prima e ultima volta.

**Il numero chiuso, il ticket, etc. sono tutto tranne che misure classiste**. Vengono propagandate come tali da chi si fa scudo di un finto egualitarismo. Una posa cattocomunista, mentre ci si guarda bene dal mischiarsi anche solo per sbaglio a quelle masse Informi e sudaticce di turisti, che in realtà i grandi critici del numero chiuso guardano con sospetto e un filo di malcelato disprezzo.

**Il turismo è un’industria complessa e strategica, un asset fondamentale del nostro Paese**. Va trattato come industria, appunto, con un approccio quanto più funzionale possibile. Ricordando che la tutela degli inestimabili beni storico-artistici è parte fondamentale della gestione e dell’impegno che esso richiede.

*di Fulvio Giuliani*
