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title: Se 276.000 posti di lavoro vi sembran pochi
description: 276.000 posti di lavoro da andare a occupare in un quinquennio - solo in 5 settori - non meritano grande riflessione dai profeti di sventura
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date: 2024-05-31
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/economia/se-276-000-posti-di-lavoro-vi-sembran-pochi/
categories: [Economia]
tags: [economia, Italia, lavoro]
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# Se 276.000 posti di lavoro vi sembran pochi

![lavoro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1229-1024x639.jpg)

276.000 posti di lavoro da andare a occupare in un quinquennio - solo in cinque settori - non meritano grande riflessione dagli infaticabili profeti di sventura

**Nei prossimi cinque anni in Italia, solo nei cinque settori della moda, del design, dei motori, dell’alimentare e dell’ospitalità, serviranno 276.000 lavoratori dei quali **- secondo i dati diffusi da Altagamma e Unioncamere - le aziende faranno fatica a reperirne almeno la metà. Solo in questi cinque settori, importanti quanto si vuole ma che certo non esauriscono il panorama dell’offerta e del mondo del lavoro in Italia. 

**Perché sarà così difficile occupare le posizioni offerte lo sanno tutti, anche se si evita accuratamente di sottolinearlo**, mentre si dedicano pagine e pagine, post e post trasmissioni e trasmissioni alla solita narrazione dei giovani italiani senza futuro e privati di qualsiasi opportunità in patria. **276.000 posti di lavoro da andare a occupare in un quinquennio - solo in cinque settori - non meritano grande riflessione dagli infaticabili profeti di sventura e cantori di bonus e prebende a perdere. **

**La stessa transizione digitale vale centinaia di migliaia di posti di lavoro**, molti dei quali in occupazioni che oggi neppure esistono e per le quali sarà decisivo fornire competenze, ma anche un’attitudine alla formazione continua sostanzialmente sconosciuta in questo Paese. **Per tacere delle soft skills che per tanti sono solo un’espressione cool per fare i fighi**. Certificato da questi dati, sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di occuparsi delle tematiche del lavoro senza barriere ideologiche e paraocchi, è il nostro vero dramma: **non il precariato narrato con ossessione da ogni parte, ma la condanna all’impreparazione cui destiniamo i nostri figli per pigrizia, sciatteria e cattiva coscienza.** 

Perché di fronte alle enormi possibilità che potremmo offrir loro, invece di spronarli a una formazione sempre più accurata, preferiamo coccolarli nell’idea della decadenza. Sollevandoli da ogni responsabilità, per poter cinicamente sollevare noi stessi. 

**Denunciamo la fine del futuro per far sì che nulla cambi, a tutto vantaggio di noi abbondantemente adulti e molto garantiti.** Il giorno che nostri ragazzi lo capiranno fino in fondo ci manderanno a stendere di brutto.

di *Fulvio Giuliani*
