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title: Se l’auto si scarica
description: "I dati sulle immatricolazioni nel mese di aprile evidenziano una stasi del settore automotive elettrico che precipita a un misero 2,3%"
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date: 2024-05-04
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Economia]
tags: [autoelettriche, economia]
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# Se l’auto si scarica

![Se l’auto si scarica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-11.jpg)

I dati sulle immatricolazioni nel mese di aprile evidenziano una stasi del settore automotive elettrico che precipita a un misero 2,3%

I dati sulle immatricolazioni nel mese di aprile fotografano lo stato di **sospensione in cui versa la politica industriale italiana nel settore strategico dell’automotive**. Si vendono più auto di un anno fa ma l**a quota delle full electric è precipitata a un misero 2,3%**, laddove la media nell’Unione europea si attesta sopra il 10%.

Un abisso, determinato da una **storica diffidenza degli italiani **ma soprattutto dalla g**rande attesa per l’arrivo degli ecoincentivi**. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha confermato che si tratta ormai di settimane. Il mercato reagisce di conseguenza: aspetta e rimanda, come ovvio.
Se l’ennesima infornata rispondesse a una strategia di politica industriale risulterebbe coerente e funzionale. Viceversa, ci troviamo di fronte a una sorta di reazione agli scossoni del mercato e a qualche dichiarazione irrituale dei vertici di Stellantis.

**L’elettrificazione della mobilità è un fatto, oltre le opinioni, eppure da noi è da tempo terreno di scontro ideologico**. A favore sarebbero ‘quelli de sinistra’, storicamente più sensibili ai temi legati all’ambiente e più in generale alla transizione green. Contro la ‘destra’, sino a chi sta costruendo un pezzo di campagna elettorale per le europee sul No all’auto elettrica e al noto bando europeo alla vendita di automobili a motore endotermico a partire dal 2035.
**Fare battaglie ideologiche sui motori del prossimo futuro è ridicolo**, considerato che ancora una volta l’Italia sarà una (piccola) parte del processo decisionale dell’Unione e ancor più del mercato.
Occorrerebbe studiare il mercato, unico elemento in grado di spingere l’Ue a confermare o rivedere in parte le decisioni prese.

Come dicevamo, **l’elettrificazione è un fatto ma sui tempi il dibattito è aperto**: in nessun Paese l’acquisto di automobili full electric si è avvicinato alla quota delle tradizionali o delle ibride. Questione innanzitutto di costi, a cui di recente si è sommato il rincaro delle stesse ricariche. Aggiungete le decisive questioni infrastrutturali legate alle reti pubbliche di ricarica e avrete molte risposte a quelle percentuali. Da noi, per fare un esempio, è molto diverso pensare di affidarsi alle reti di ricarica al Nord o al Sud. Eufemismo.

**L’Italia non può accontentarsi di scegliere la difesa di uno status quo che resta di gran lunga la posizione più debole**: a oggi appare improbabile la formazione di una maggioranza parlamentare a Strasburgo tale da stravolgere le scelte sull’elettrificazione.

**Ad aggravare la situazione le scelte di Stellantis**, più impegnata a chiedere ingenti incentivi al governo – sfiorando atteggiamenti simil ricattatori – che a impostare strategie di lungo respiro.
È come se si stesse realizzando una miscela esplosiva: assenza di una politica industriale coerente, sostegno artificiale del mercato attraverso il solito ricorso ai denari pubblici, progressivo disimpegno di quella che fu la grande industria automobilistica italiana.

*di Fulvio Giuliani*
